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Norma e soggettivazione in Foucault: verso una possibile ridefinizione dello statuto del giudizio

Il nostro lavoro parte da una considerazione globale della filosofia foucaultiana, svolta assumendo il punto di vista privilegiato della 'norma', investita del ruolo di chiave interpretativa costante nell'opera del filosofo francese e vista nella sua intima correlazione al problema dei processi di soggettivazione.
Così il primo grande capitolo affronta dapprima tale tematica in relazione alle opere archeologiche di Foucault, nelle quali la norma assume la forma di un ordine epistemico e di un a priori storico; successivamente si sofferma sulla norma nella sua valenza più schiettamente politica, intesa cioè come agente del potere normalizzatore, nelle sue varie declinazioni di potere disciplinare (normazione) e di biopolitica (normalizzazione), seguendo la produzione genealogica di Foucault. Infine il capitolo si conclude con la problematizzazione del tema della norma in relazione a quello dell'estetica dell'esistenza, rintracciando i punti di contatto fra le due problematiche e constatando da ultimo lo scacco di un simile approccio nel dare conto in maniera soddisfacente del lato creativo dei processi di soggettivazione e assoggettamento.
In seguito, nel secondo capitolo, ci siamo rivolti ad altri autori, in particolare Canguilhem e Simondon, i quali ci hanno fornito, rispettivamente, una concezione positiva della norma come 'normatività del vivente' (invece che come normalizzazione) e uno schema dinamico del soggetto che rendesse conto del suo biunivoco rapporto con le norme vitali e sociali, delle quali non è solo un prodotto ma anche un produttore.
Nell'ultimo capitolo abbiamo specificato ulteriormente tale relazione 'trasduttiva' ricorrendo alla facoltà di giudicare – quale facoltà trascendentale di attualizzare autonomamente le norme – e alla creatività, nella sua presentazione garroniana, da noi interpretata come il punto di articolazione della irriducibile originalità umana e del portato preindividuale che ogni soggetto possiede.

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Capitolo 1. LE NORME IN FOUCAULT § 1.1 Premessa Ce qui a sans doute le plus préoccupé Foucault, c'est de comprendre comment l'action des normes dans la vie des hommes détermine le type de société auquel ceux-ci appartiennent comme sujets. 2 (Macherey, 2009, 71) Queste parole di Pierre Macherey, pronunciate nel 1988 in occasione di un convegno su Foucault, non sono solo l'incipit del suo fondamentale saggio sul problema della normalizzazione nell'opera di Foucault, ma anche di un nuovo approccio alla sua filosofia delle norme, che ha visto sviluppi importanti soprattutto in Francia e che è un campo di studi ancora fecondo. L'indicazione di Macherey, che vede in questo problema quasi l'ossessione che innerva tutta l'opera di Foucault, ci sembra infatti la chiave di lettura più pertinente per leggere questa filosofia complessa, e allo stesso tempo uno dei modi più utili per rapportare l'urgenza di un pensiero che ormai è passato prossimo per la storia della filosofia all'urgenza della nostra attualità. Ripercorrendo la produzione complessiva di Foucault, dai testi pubblicati ai corsi al Collège de France passando per i Dits et Écrtis, si può scoprire un'evoluzione considerevole della sua rifessione sul problema della normalizzazione, che parte dalla messa in questione dello statuto della malattia mentale nei primi due libri ( Malattia mentale e personalità e Malattia mentale e psicologia ) evi dentemente ispirati al pensiero dell'epistemologo Canguilhem, giunge alla problematizzazione della soggettività folle con La storia della follia , attraversa una fase in cui investiga la normatività dei discorsi e dei saperi ( Nascita della clinica , Le parole e le cose e L'archeologia del sapere ), in seguito affronta direttamente il cuore del problema schizzando un'analitica delle pratiche e delle tecniche operate dal potere per assoggettare gli individui ( Sorvegliare e punire , La volontà di sapere , Il potere psichiatrico e Gli anormali), si spinge poi alla critica del biopotere e della razionalità liberale (Bisogna difendere la società , Sicurezza, territorio, popolazione e Nascita della biopolitica ), fino ad eseguire un ultimo iperbolico movimento di ripiegamento verso la soggettività come luogo etico di produzione attiva di norme di vita (L'uso dei piaceri , La cura di sé , L'ermeneutica del soggetto , Le gouvernement de soi et des autres e Le courage de la verité ). È questo tortuoso cammino 2 « Ciò che ha senza dubbio preoccupato maggiormente Foucault, è comprendere come l'azione delle norme nella vita degli uomini determina il tipo di società al quale essi appartengono in quanto soggetti. » (tr. nostra) 8

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Filosofia

Autore: Emanuele Clarizio Contatta »

Composta da 100 pagine.

 

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