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Il bilancio delle società di calcio: normativa nazionale e principi contabili internazionali. Analisi del caso A.S. ROMA.

Lo studio dei bilanci delle società sportive realizzato nelle pagine successive presenta un duplice obiettivo. Il primo si sostanzia nella discussione dei criteri di rilevazione, valutazione ed esposizione in bilancio adottati nella prassi ed emanati dalle stesse federazioni, al fine di verificare la loro rispondenza ai criteri previsti dai principi contabili riconosciuti a livello nazionale, che interpretano l’attuale normativa civilistica in materia di bilancio. Il secondo, invece, è volto a ricercare gli effetti derivanti dall’applicazione dei principi contabili internazionali (IAS/IFRS) nella redazione dei bilanci delle società sportive professionistiche.
Alla luce di tali premesse, il presente lavoro è strutturato come di seguito sinteticamente riportato.
Il primo capitolo ricostruisce, in chiave storica, le principali vicende che hanno caratterizzato il settore del calcio professionistico, dedicando un’attenzione prevalente all’impatto che le stesse hanno prodotto sulla gestione delle società sportive. Inoltre, una parte è dedicata al sistema dei controlli sulla gestione delle società di calcio operati dalla Federazione, prendendo in analisi le principali disposizioni riportate nelle Norme Organizzative Interne della FIGC (NOIF) e nel Manuale delle Licenze UEFA. Infine, il capitolo si sofferma sulle Raccomandazioni contabili, senza dubbio la principale raccolta di regole e indicazioni contabili emanate da una federazioni sportiva nazionale.
Nel secondo capitolo prende il via l’analisi delle voci di bilancio peculiari delle società di calcio, analizzando le poste più rilevanti di queste realtà costituite, principalmente, dai “Diritti alle prestazioni sportive dei calciatori” (DPC), dai “Costi del vivaio” e dai “Diritti di partecipazione ex art. 102 bis delle NOIF”.
Nel terzo capitolo si prendono in esame le medesime problematiche valutative relative alle voci di bilancio peculiari delle società di calcio secondo i paradigmi contabili ed i criteri di valutazione previsti dai principi contabili internazionali. In tal senso, si potranno apprezzare i principali cambiamenti che derivano dal passaggio agli IAS/IFRS per le società che operano in questo settore.
Il quarto capitolo, infine, analizza il caso A.S. Roma S.p.A. per mostrare le principali difficoltà che si trova ad affrontare una società di calcio, in che modo questa venga valutata e le opzioni che le si presentano per uscire da una crisi. L’analisi per indici (studiando anche quelli esplicitamente richiesti dalla Covisoc) e per flussi pone in evidenza le voci critiche di un bilancio e gli eventuali punti di forza e debolezza di una società sportiva.

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VI PREFAZIONE Il calcio professionistico ha assunto negli anni sempre maggiore rilevanza, registrando un seguito crescente e, di conseguenza, convogliando livelli sempre maggiori di denaro. Ormai sono lontani i tempi delle formazioni dall’1 all’11, delle partite tutte alla stessa ora e delle squadre composte da un numero limitato di giocatori stranieri. Ormai siamo nell’era della tv via satellite, delle partite a tutte le ore in tutti i giorni della settimana, del merchandising, della globalizzazione, del folle calcio – mercato, degli agenti e dei calciatori come star e, infine, del “creative accounting”. In sintesi, siamo nell’era della ragione economica e dello “star system”, avendo abbandonato da molto quella della passione. Tuttavia, l’evoluzione del calcio professionistico non è avvenuta in maniera indolore e, benché sia il risultato di un lento fluire di eventi, è segnata da tre tappe fondamentali corrispondenti ad altrettanti interventi normativi da parte del legislatore. La prima tappa, risalente al 1966, con due Delibere del Consiglio Federale portò alla trasformazione delle associazioni sportive in società di capitali e diffuse il professionismo sportivo “di fatto”. La seconda nel 1981 segnò il riconoscimento giuridico del professionismo sportivo e l’eliminazione del vincolo sportivo con l’introduzione della “Indennità di Preparazione e Promozione” (IPP). La legge n. 91/81 rimane il primo, e ad oggi unico, provvedimento che disciplina in maniera organica lo sport professionistico in Italia. Infine, la terza ed ultima tappa è quella del 1996, spartiacque tra quello che possiamo definire il vecchio calcio e quello moderno, caratterizzato da un nuovo sistema di regole che ha trasformato radicalmente il profilo del settore sportivo italiano ed europeo. In seguito alla sentenza della Corte di Giustizia europea C- 415/93 (Sentenza Bosman) e alla Legge n. 586/1996, infatti, due fattori

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Andrea Trinastich Contatta »

Composta da 246 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.