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Un futuro per la Green Economy? Le politiche di sostegno all'economia verde

Il lavoro cerca di fare luce sul fenomeno della green economy: può davvero essere considerata un settore trainante dello sviluppo nei prossimi anni, o il boom (quantomeno mediatico) che sta conoscendo oggi è dovuto principalmente agli incentivi che pervadono il comparto?

La ricerca ha seguito vari filoni di analisi considerando l’informazione presente sui media, i programmi elettorali dei candidati alle elezioni regionali, l’evoluzione della normativa sullo sviluppo sostenibile, i provvedimenti di programmazione economica, il meccanismo di funzionamento degli incentivi.

Le conclusioni a cui si è giunti non sembrano giustificare l’ottimismo diffuso, soprattutto nel caso delle tecnologie “green” più lontane dal poter competere liberamente sul mercato con le antagoniste “black” (il fotovoltaico per esempio): queste tecnologie infatti richiedono ancora investimenti molto elevati e protratti su un periodo di tempo di durata incerta, con vantaggio economico per le aziende produttrici ma costi ancora rilevanti per la comunità, a partire da quelli necessari per gli incentivi.

Ciò mette in evidenza che l’evoluzione in atto, pesantemente guidata da meccanismi finanziari, sembra essere totalmente estranea alla visione dei sostenitori del “pensiero verde” (Boulding, Daly, Georgescu-Roegen, Pearce, Latouche, Scott-Cato); una visione fondata su valori alternativi a quelli della società capitalistica e del pensiero economico neoclassico e sul riconoscimento di limiti intrinseci al capitalismo quali insostenibilità fisica ed ecologica, insostenibilità sociale e insostenibilità finanziaria.

Anche in questo contesto, dunque, conserva la sua cinica attualità la celebre dichiarazione del Principe Tancredi ne Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa: "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!”

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Introduzione 1 Spinta all’industria verde con gli incentivi mirati. (Il Sole 24 Ore - 6 gennaio 2007) Fotovoltaico. Ecco i nuovi incentivi. (La Repubblica - 1 marzo 2007) Dal 2008 gli incentivi per il solare termodinamico. (La Stampa – 18 giugno 2007) Introduzione Il 2007 è stato un anno nel quale si è manifestata la convergenza e l’integrazione di più azioni di politica economica già avviate da tempo, che hanno nell’efficienza energetica un elemento comune e che sono volte a:  coniugare sviluppo convergente delle regioni europee, competitività, occupazione e cooperazione territoriale con tutela dell’ambiente ed uso sostenibile dell’energia;  consolidare il processo di liberalizzazione del mercato dell’energia;  coinvolgere fortemente i produttori nelle politiche di sviluppo e diffusione delle tecnologie di utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili e di risparmio energetico. Il coinvolgimento delle imprese in queste azioni è giudicato essenziale per il raggiungimento degli obiettivi e viene stimolato anche mediante l’utilizzo dello strumento degli incentivi con la dichiarata finalità di promuovere l’eco- sostenibilità di lungo termine della crescita economica e di contrastare l’inquinamento delle componenti ambientali anche attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica, sia in un’ottica di risparmio che di impulso alla produzione di energia derivante da fonti rinnovabili. Questa serie di azioni ha fatto sorgere tra vari osservatori, ed in primo luogo nei media, l’impressione che si stia assistendo al sorgere di quella che negli anni ’90 veniva definita “la nuova rivoluzione industriale” basata su una forma di capitalismo naturale (Hawken et al., 1999) più rispettoso dell’ambiente, capace di coniugare sviluppo e sostenibilità, fondato su una forma di economia definita comunemente Green Economy. In realtà capire cosa si intenda in Italia con questa espressione non è sempre chiaro. Se nel mondo anglosassone si parla di green economy da oltre 20 anni intendendo sostanzialmente l’integrazione della prospettiva ambientale nelle politiche economiche (Pearce et al., 1989; Jacobs, 1991), in Italia l’espressione “green economy” si è diffusa, prevalentemente tra i media, soltanto nel 2008 e quasi sempre in associazione al tema del contenimento dei gas climalteranti e allo stimolo delle imprese verso produzioni a minor impatto ambientale, con una minore produzione di CO 2 , un minor consumo di energia ed un maggior utilizzo delle fonti rinnovabili.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dell'Economia

Autore: Claudio Marchisio Contatta »

Composta da 37 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 14790 click dal 27/06/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.