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Corruzione elettorale e scambio politico-mafioso

Le riforme politico-sociali quali la riforma della terra, il suffragio universale e l’istituzione della Cassa del Mezzogiorno per promuovere lo sviluppo capitalistico nel Sud, contribuirono a rendere i mafiosi ancora più ricchi e potenti. La modernizzazione non si rilevò affatto nemica alla mafia, la quale invece, dimostrando sorprendenti capacità di adattamento, fu in grado di resistere a qualsiasi cambiamento. Di fronte a questa camaleontica abilità, le scienze sociali cambiarono obiettivo e cominciarono a considerare i mafiosi non più come prodotto dell’arretratezza, ma, al contrario, del cambiamento. In tal senso il sociologo Pino Arlacchi coniò il termine di “mafia imprenditrice” agli inizi degli anni ’80, rifacendosi a una categoria schumpeteriana dell’imprenditore innovatore. Secondo Arlacchi, il mafioso di fronte ai mutamenti sociali avvenuti nel Mezzogiorno a partire dagli anni ’50 cominciò a cambiare mentalità e, lasciando da parte la subcultura dell’omertà tipica della società precapitalistica, sviluppò una nuova etica per cui l’onore coincideva con la ricchezza. L’accumulazione di capitali divenne uno scopo di vita. Il tutto però senza rinunciare all’uso illegale e privato della violenza. Ne derivò una nuova figura di mafioso a metà tra un abile e spregiudicato imprenditore, capace di riprodurre i suoi capitali in vari settori e in particolare nell’edilizia, e uno spietato killer che rimuove con la minaccia e la violenza ogni ostacolo si pone di fronte al processo di arricchimento.
La sua posizione è stata rafforzata anche dall’appoggio fornitogli dal politico che si è avvalso, e ancora oggi si avvale, della sua forza di intimidazione per conquistare voti in campagna elettorale.
Sarà proprio questo scambio politico-mafioso il filo conduttore di questo mio lavoro.

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3 INTRODUZIONE Le riforme politico-sociali quali la riforma della terra, il suffragio universale e l�istituzione della Cassa del Mezzogiorno per promuovere lo sviluppo capitalistico nel Sud, contribuirono a rendere i mafiosi ancora pi� ricchi e potenti. La modernizzazione non si rilev� affatto nemica alla mafia, la quale invece, dimostrando sorprendenti capacit� di adattamento, fu in grado di resistere a qualsiasi cambiamento. Di fronte a questa camaleontica abilit�, le scienze sociali cambiarono obiettivo e cominciarono a considerare i mafiosi non pi� come prodotto dell�arretratezza, ma, al contrario, del cambiamento. In tal senso il sociologo Pino Arlacchi coni� il termine di �mafia imprenditrice� agli inizi degli anni �80, rifacendosi a una categoria schumpeteriana dell�imprenditore innovatore. Secondo Arlacchi, il mafioso di fronte ai mutamenti sociali avvenuti nel Mezzogiorno a partire dagli anni �50 cominci� a cambiare mentalit� e, lasciando da parte la

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marisa Clemente Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.