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Genesi, sviluppo e diffusione del software "Music N" nella storia della composizione informatica.

Informazioni tesi

  Autore: Alex Di Nunzio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Discipline dell'Arte, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Paolo Cecchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 348

Il termine Music N indica un gruppo di software, sviluppati nel corso di oltre trent’anni, accomunati da alcune caratteristiche nella programmazione informatica. Questi software (dal Music I del 1957 fino a Csound, utilizzato ancora oggi) rappresentano una porzione consistente nella storia della computer music. Numerosi compositori ne hanno fatto uso per la realizzazione dei propri lavori. Altrettanto numerosi sono i centri di ricerca e le istituzioni in genere che ne hanno sfruttato le potenzialità a fini di ricerca o per la didattica. Anche laddove i software Music N non sono stati adottati, certamente hanno fornito un modello a cui si è guardato per orientare i successivi sviluppi.
Al di là delle caratteristiche tecniche, inoltre, essendo i Music N, con le prime versioni di Max Mathews, un fondamento nella nascita della computer Music, hanno rappresentato anche un crocevia di attività, di compositori, programmatori, persone in genere che in un modo o nell’altro hanno ruotato attorno allo sviluppo di questi software. Perfino per figure assai distanti dall’ambiente musicale come Stanley Kubrick e Arthur Clark esiste una storia da raccontare che s’interseca con quella trattata in questo lavoro, o ancora per Robert Moog e tutti coloro che lavorarono alla realizzazione di apparecchiature per la sintesi, digitali o analogici, e che si confrontarono a loro volta con le ricerche condotte in ambito informatico.
Ma sono i compositori ad essere al centro delle attenzioni di questo lavoro, tra coloro che hanno fatto uso dei software Music N (potremmo ricordare Ussachevsky, Sciarrino, Koenig, Risset, Chowning, ma ne sono tantissimi), coloro che non né hanno fatto uso ma in qualche modo si sono confrontati con quella realtà (pensiamo a Xenakis, Brün, Cage, Boulez) e coloro che si sono anche soltanto interessati alla computer music stimolati dalle ricerche di Max Mathews, come nel caso di Varèse.
Per questi motivi, per l’oggettiva importanza dei software Music N nel contesto della computer music, si è deciso di tracciare un percorso che fosse motivato dalla volontà di ricostruire lo sviluppo dei diversi software ma senza perdere di vista gli accadimenti musicali registrabili intorno a quest’attività. In questo modo si è riusciti a portare il discorso anche oltre i confini degli Stati Uniti, rintracciando in Europa un’attività di grande portata (Ircam, GRM, CSC di Padova, EMS di Londra) che ha ulteriormente evidenziato il peso storico dei software Music N.
Una migliore comprensione dell’importanza di questi software ci ha spinto, inoltre, a fornire anche un quadro di quanto era stato fatto prima del 1957, in Australia e negli Stati Uniti, affinché si potesse comprendere meglio quali fossero le novità della ricerca di Max Mathews, quale la sua portata storica rispetto ai lavori futuri.
L’indagine all’interno di questo lavoro è stata condotta prediligendo gli aspetti storiografici e prettamente musicali a quelli tecnico-informatici. Ben poco spazio è lasciato a questioni interne alla programmazione dei software. Il confronto tra i software è stato affrontato anche nei termini delle differenze informatiche ma si è deciso di concentrare l’attenzione sulle differenze rispetto al loro uso musicale, sulla loro capacità di rispondere o no alle esigenze di un compositore.

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v Introduzione Teoria dell’Informazione, Informatica e Psicoacustica sono alcune delle discipline che hanno partecipato alla nascita della musica informatica e che ancora oggi contribuiscono ad alimentarla. Assumere come punto di osservazione preferito l’una o l’altra di queste discipline porta a ricostruire una storia che, necessariamente, tende a enfatizzare un aspetto piuttosto che un altro. Nel presente lavoro si è deciso di guardare alla musica informatica attraverso un’indagine sulla nascita, gli sviluppi e la diffusione dei linguaggi di programmazione utilizzati per la sintesi digitale dei suoni. Nello specifico, la scelta è caduta sui così detti linguaggi della famiglia Music N, sviluppati negli Stati Uniti dalla fine degli anni Cinquanta da Max Mathews e poi diffusi in realtà scientifiche di tutto il mondo. Va precisato, comunque, che l’intenzione non è di approntare uno studio tecnico sulle caratteristiche intrinseche della programmazione; un approccio già ampiamente diffuso, che si presta più a discipline vicine all’ambiente informatico. Trattandosi del lavoro conclusivo di un corso di Laurea DAMS Musica, si è preferita un’indagine che, piuttosto di analizzare il dettaglio delle problematiche informatiche nascoste dietro l’ideazione e la realizzazione di software musicali, consentisse di far emergere quanto la ricerca, portata avanti a stretto contatto tra ingegneri, programmatori, matematici e compositori, fosse indirizzata anche verso obiettivi di natura prettamente musicale. In particolare si è cercato di evidenziare come nel corso degli anni lo sforzo maggiore sia stato indirizzato verso la trasformazione del calcolatore da macchina realizzata a fini industriali e scientifici, per svolgere compiti complessi non facilmente accessibili all’essere umano, in una macchina che potesse definirsi, a tutti gli effetti, uno strumento musicale. Vista l’oggettiva importanza di questa famiglia di software nel contesto della computer music, l’indagine sui Music N, per certi aspetti, è diventata pretestuosa per analizzare il più ampio bacino d’indagini realizzate nel corso di circa quarant’anni e, in particolare, per definire un primo resoconto sulla produzione di musica informatica. Per questo motivo, accanto alla storia dei linguaggi di programmazione Music N, si indagano, parallelamente, storie di compositori e composizioni realizzate attraverso

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