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Lavoro e non profit

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Torelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Paola Olivelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 146

Le "non profit organizations", cioè quegli enti e organizzazioni private, formalmente costituite, operanti nel sistema economico con finalità diverse dal raggiungimento di un profitto, hanno attirato, negli ultimi anni, l'attenzione di economisti, sociologi e giuristi.
Tale interesse è stato probabilmente determinato dalla particolare situazione che l'Italia si trova ad affrontare. L'alta incidenza del debito pubblico e il bisogno di migliorare la qualità, l'efficienza e la quantità di molti servizi inducono a considerare sempre più necessario il passaggio da un sistema sociale prevalentemente pubblico - Welfare State - a un sistema misto, dove accanto ai servizi pubblici operino anche organizzazioni e imprese private.
Gli enti non profit non sono un novità nel nostro paese, nel quale operano già da moltissimo tempo; le prime forme di organizzazione senza scopo di lucro nascono a partire dall'XI secolo fino alle soglie dell'età moderna-contemporanea. Sono un esempio le Opere Pie e le Confraternite: enti morali amministrati da istituzioni religiose, che offrivano assistenza sociale e sanitaria a soggetti indigenti; il loro patrimonio consisteva principalmente di lasciti e donazioni. Una parte di esse sono tuttora operanti, ad esempio, le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB).
A partire dagli anni '90 il legislatore italiano ha operato un reale riconoscimento giuridico del cosiddetto "Terzo settore" o "Settore non profit", che da molto tempo è largamente operante in ambito sociale.
Tale riconoscimento è iniziato attraverso due importanti leggi: la legge 11 agosto 1991, n. 266 e la legge 8 novembre 1991, n. 381, in materia rispettivamente di volontariato e cooperative sociali, come risposta all'inadeguatezza del quadro legislativo di fronte all'evoluzione delle imprese non profit.
La prima è un tentativo di codificare e regolamentare la spontanea attività di volontariato, concepita sostanzialmente come suppletiva ed integrativa alle carenze statali.
La seconda ha riconosciuto il ruolo produttivo di organizzazioni non fondate sull'obiettivo primario di realizzare un profitto, ma di perseguire uno scopo sociale e solidaristico in forma d'impresa.

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1 CAPITOLO PRIMO Definizione di non profit 1.1 Il non profit in Italia Le "non profit organizations" 1 , cioè quegli enti e organizzazioni private, formalmente costituite, operanti nel sistema economico con finalità diverse dal raggiungimento di un profitto, hanno attirato, negli ultimi anni, l'attenzione di economisti, sociologi e giuristi. Tale interesse è stato probabilmente determinato dalla particolare situazione che l'Italia si trova ad affrontare. L'alta incidenza del debito pubblico e il bisogno di migliorare la qualità, l'efficienza e la quantità di molti servizi inducono a considerare sempre più necessario il passaggio da un sistema sociale prevalentemente pubblico - Welfare State - a un sistema misto, dove accanto ai servizi pubblici operino anche organizzazioni e imprese private. Gli enti non profit non sono un novità nel nostro paese, nel quale operano già da moltissimo tempo; le prime forme di organizzazione senza scopo di lucro nascono a partire dall'XI secolo fino alle soglie dell'età moderna- contemporanea. Sono un esempio le Opere Pie e le Confraternite: enti morali 1 Per l'individuazione di questa categoria vedi, in generale, G. PONZANELLI, Le non profit organizations, Milano, 1985

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Parole chiave

cooperative sociali
lavoro volontario
non profit
onlus
organizzazioni di tendenza
volontariato
legge n. 108-1990
legge n. 381-1991
legge n. 266-1991
terzo settore
diritto del lavoro

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