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Across the Border Line. Teoria della mente e rischio psicopatologico in adolescenza: un contributo di ricerca

Informazioni tesi

  Autore: Edoardo Alfredo Bracaglia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università Telematica "E-Campus"
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Giulia Cavalli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

In adolescenza, il cambiamento coinvolge ogni elemento della persona: tutto, dall’aspetto fisico alla struttura della personalità, è messo in discussione per ristabilire un quasi-equilibrio accettabile anche in un ambiente differente, con relazioni differenti, con dinamiche bio-fisio-psicologiche differenti. Da questo punto di vista il rischio psicopatologico in adolescenza è, per certi versi, un elemento connaturato nello sviluppo e nel percorso di ciascuno, ed è perfino auspicabile nella misura in cui la crisi adolescenziale porta a una ristrutturazione complessiva della persona e al suo ingresso in un mondo dove le sue interazioni e le sue relazioni diventano più efficaci.
Nel primo capitolo della tesi trattiamo il tema delle emozioni da un punto di vista psicologico analizzando i contributi dei principali Autori.
Nel secondo capitolo si tratta della Teoria della Mente, con le prospettive di Peter Fonagy, di Simon Baron-Cohen, ma anche di Vittorio Gallese, Luciano Fadiga e Giacomo Rizzolatti.

Ambito della ricerca
Il terzo capitolo è dedicato alla ricerca che abbiamo svolto: abbiamo immaginato che ci sia una relazione tra empatia, attività di mentalizzazione, regolazione emotiva e rischio psicopatologico in adolescenza, e siamo andati a esplorare la zona di confine, la “border line”, che separa in qualche misura uno sviluppo sereno ed efficace (altrimenti definito “normale”) da uno sviluppo complicato e disperatamente aggrovigliato in se stesso. Lo abbiamo fatto con alcuni strumenti:
- La scala CBCL per la misura del rischio psicopatologico in adolescenza
- La scala DERS per la misura delle abilità di regolazione emotiva
- Il Quoziente di Empatia secondo Baron-Cohen
- La prova sull’imbarazzo per valutare mentalizzazione e, appunto, imbarazzo
- La scala RTSHI per la valutazione della propensione a comportamenti a rischio o autolesivi
- La scala WAIS per la valutazione della competenza verbale

Tra tutti questi strumenti, la RTSHI è del tutto nuova nel nostro Paese: l’abbiamo chiesta a Peter Fonagy e Ioanna Vrouva, l’abbiamo tradotta in italiano seguendo le procedure standard, l’abbiamo sperimentata inizialmente su un gruppo pilota, ne abbiamo fatto la back-translation e condivideremo con l’Università di Londra (UCL) i primi frutti di questo lavoro.

Sintesi dei risultati preliminari
Tra i vari risultati ottenuti, segnaliamo che la scala della RTSHI del risk-taking correla significativamente con:
- le sottoscale della DERS per:
- mancanza di controllo emotivo
- mancanza di accettazione delle proprie emozioni
- La scala CBCL per:
- i problemi esternalizzati
- il punteggio totale
Inoltre, i soggetti che hanno ricevuto le somministrazioni in contesto diverso da quello scolastico hanno ottenuto punteggi più elevati rispetto agli altri, soprattutto nelle seguenti variabili:
- risk-taking (RTSHI)
- comportamenti antisociali (CBCL)
- comportamenti aggressivi (CBCL)
- problemi esternalizzanti (CBCL)

Ipotesi di sviluppo
Al termine del terzo capitolo troviamo alcune ipotesi inerenti possibili campi di approfondimento:

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Across the Border Line Edoardo Alfredo Bracaglia – matricola 2013 5 INTRODUZIONE Mentre leggete queste righe, un complesso sistema pluricellulare è impegnato a mantenere uno stato di quasi-equilibrio che gli permetta di trasmettere agevolmente segnali dal centro alla periferia e dalla periferia al centro, e che consenta a un relativamente piccolo ammasso di cellule di seguire una parola dopo l’altra per carpire, ammesso che esista, il senso di questo discorso. Il senso di questo discorso è il quasi-equilibrio, la tendenza all’omeostasi che allo stesso tempo in natura comporta la sua irraggiungibilità, la contrapposizione tra caos e cosmos, tra entropia e ordine, la dialettica di ciascun elemento e il suo acquisire senso esclusivamente all’interno di una dinamica, di un campo, dove interagisce con altri elementi, con l’ambiente. Il quasi-equilibrio è lo stato al quale tende il nostro organismo, e allo stesso modo vorremmo interpretare, almeno per un attimo, il nostro tentativo di co-costruire significato all’interno delle relazioni con l’ambiente, con noi stessi e con gli altri individui. Quel che avviene sulla linea di confine tra un grado accettabile di quasi-equilibrio e un insopportabile grado di disequilibrio è, in ultima analisi, la nostra vita. A volte il confine è più lontano, e ci sentiamo dei Lama imperturbabili capaci di affrontare qualsiasi difficoltà; altre volte è molto vicino, e c’è bisogno di fare qualcosa per stare meglio. Il cambiamento diventa necessario ma allo stesso tempo rischioso e, quante più forze sono ingaggiate in una direzione, tante più ne servono per compiere un movimento senza disgregare il sistema. In adolescenza, il cambiamento coinvolge ogni elemento della persona: tutto, dall’aspetto fisico alla struttura della personalità, è messo in discussione per ristabilire un quasi- equilibrio accettabile anche in un ambiente differente, con relazioni differenti, con dinamiche bio-fisio-psicologiche differenti.

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