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Il marketing dei beni culturali tra territorio e nuove tecnologie

La comunicazione come strumento fondamentale per realizzare una valorizzazione del marketing dei beni culturali, costruita dopo un'attento studio delle caratteristiche del patrimonio storico artistico di un territorio ben preciso.

Tramite i nuovi mezzi di comunicazione messi a disposizione dalla rivoluzione digitale, questo strumento permette di conciliare grande capacità di impatto e pervesività con costi molto contenuti.

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6 INTRODUZIONE Il patrimonio storico artistico costituisce una significativa risorsa che, se adeguatamente valorizzata, può dare vita ad uno sviluppo tanto piø importante in quanto non solo economico: da questo presupposto prende le mosse il presente elaborato, nel quale la tematica della valorizzazione dei beni culturali viene portata avanti proponendo due principali linee guida. La prima riguarda il rapporto tra beni culturali e territorio, con quest’ultimo a non ricoprire il semplice ruolo di unità di riferimento geografica. Il territorio è un ben preciso contesto simbolico, di cui i beni culturali sono espressione e che sono chiamati a rappresentare. Per questo nella messa a punto di qualunque progetto di valorizzazione, la dimensione geografica non può essere trascurata. Anzi. Proprio la concezione dei beni culturali come risorsa locale costituisce uno dei capisaldi di un qualunque progetto, una dimensione perfettamente in linea, peraltro, con i piø recenti orientamenti legislativi ed economici. La seconda linea guida riguarda invece il rapporto tra beni culturali e nuove tecnologie, con l’analisi del multiforme contributo che queste sono in grado di fornire in un’ottica di valorizzazione. Parte integrante del discorso è una riflessione sulla natura di mutua influenza su cui si basa questa relazione. ¨ proprio tenendo presenti e lavorando su entrambi questi filoni che si può realizzare una valorizzazione efficace, in grado di rendere i beni culturali driver di un nuovo sviluppo che sia veramente sostenibile, perfettamente in linea con i dettami della cosiddetta “soft economy”. In Italia, il discorso intorno alle potenzialità del patrimonio storico-artistico non è nuovo (ne sono riscontrabili tracce ufficiali già negli anni ’60) ma la sua trasformazione da argomento di dibattito in motore di decisioni strategiche non sembra essersi finora completamente compiuta; al contrario di quanto avvenuto nella maggioranza degli altri paesi europei. Un ritardo che, nonostante tutte le possibili attenuanti, è difficile non considerare colpevole in

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Pietro Cuomo Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4414 click dal 30/06/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.