Skip to content

La partecipazione a distanza al dibattimento

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Papagno
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Vincenzo Garofoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 261

Le videoconferenze in ambito giudiziario, apparse con l’art. 147-bis disp. att. c.p.p., disciplinante l’esame “a distanza” delle persone che collaborano con la giustizia, in riferimento ai processi di criminalità organizzata, ricevono un importante impulso ad opera della legge 7 Gennaio 1998 n. 11 (la c.d. legge sulla videoconferenza), che, sia pure in via temporanea, impone in determinati casi ed in presenza dei presupposti da questa indicati la partecipazione a distanza al dibattimento dell’imputato (o condannato) detenuto in carcere.
Se l’intento perseguito con l’emanazione dell’istituto dell’esame a distanza dei c.d. pentiti (art. 7 co. 2 d.l. n. 306), è stato quello di rendere meno fruttuose le attività intimidatorie poste in essere dalla criminalità di tipo mafioso nei processi ad essa relativi, lo scopo della nuova normativa della partecipazione in collegamento audiovisivo al dibattimento dell’imputato si ravvisa nell’esigenza di estendere i meccanismi di partecipazione c.d. virtuale anche al detenuto non collaborante, in presenza dei requisiti previsti dall’art. 146-bis disp. att. c.p.p., al fine di conseguire il risparmio nei tempi dibattimentali e nella traduzione dei detenuti.
Nel nuovo modello della c.d. videoconferenza per gli imputati dei delitti gravi di cui all’art. 51 comma 3-bis c.p.p., il dato caratterizzante è il fatto che è possibile utilizzare le moderne risorse tecnologiche, al fine di assicurare la presenza solo virtuale dell’imputato detenuto in carcere, nell’aula dibattimentale, quando si verificano le ipotesi predeterminate dalla legge, così assicurando una forma di partecipazione nuova ed alternativa a quella diretta ed ordinaria.
In conseguenza della nuova legge, questa forma alternativa di partecipazione a distanza deve essere disposta dal giudice in via obbligatoria, anche d’ufficio, nel corso delle indagini preliminari o nel corso del dibattimento, comunicando la relativa decisione, alle parti ed ai difensori, nel termine di almeno dieci giorni prima dell’udienza.
Tale innovazione legislativa introduce nel nostro Paese analoghe previsioni già operanti in alcuni degli ordinamenti stranieri più evoluti, in special modo anglosassoni, e si giustifica nelle molteplici esigenze denunciate nel corso dei lavori parlamentari di approvazione del d.d.l. n. 1845, le quali si riassumono nella necessità di impedire le lungaggini dibattimentali, motivate, più che da ragioni di complessità dell’accertamento, soprattutto, dall’esercizio del diritto di presenziare personalmente all’udienza, da parte di molti imputati di delitti di criminalità organizzata, in stato di detenzione, e chiamati a partecipare a più giudizi, spesso in sedi processuali diverse; nella volontà di limitare i pericoli per la sicurezza e l’ordine pubblico, derivanti dai continui e deleteri spostamenti, da un luogo all’altro di udienza, degli imputati detenuti, coinvolti nei processi di criminalità organizzata, e chiamati a partecipare alle rispettive udienze penali; nella esigenza di mettere un freno alle spese ingenti ed al notevole impegno profuso dalle forze dell’ordine impegnate nelle stesse operazioni di traduzione degli imputati.
Tale riforma, coinvolge aspetti non secondari della disciplina in tema di diritti dell’imputato, rivisitando la procedura che regola la partecipazione di questi al dibattimento. Certo, è lecito esprimere dubbi circa il fatto che non vengono in qualche modo sacrificati l’effettività della funzione difensiva e l’immediatezza del contraddittorio; ma non si può tornare indietro: occorre rassegnarsi all’ineluttabile divaricazione, rispetto alle ordinarie regole e garanzie, del regime normativo dei grandi processi di criminalità di stampo mafioso, secondo quel sistema denominato del “doppio binario” processuale. Questo argomento, la cui importanza è fondamentale ai fini della elaborazione di un giudizio positivo sui contenuti della legge n. 11/98, sarà attentamente esaminato nella presente trattazione. Infatti, dimostrare come l’ampia gamma di garanzie previste dal legislatore della riforma, nell’intento di tutelare il diritto alla piena e libera difesa dell’imputato nel dibattimento, è sufficiente ad impedire che la disciplina della riforma dei collegamenti audiovisivi possa comportare una violazione dell’art. 24 Cost. significa donare alla stessa riforma dignità e legittimità.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
5 L’introduzione dell’art. 147-bis delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, disciplinante l’esame “a distanza” delle persone che collaborano con la giustizia, in riferimento ai processi di criminalità organizzata, ricevono un importante impulso ed una significativa espansione ad opera della legge 7 Gennaio 1998 n. 11 (la c.d. legge sulla videoconferenza), che, sia pure in via temporanea (per il momento), consente, anzi, impone, in determinati casi ed in presenza dei presupposti da questa indicati, la partecipazione a distanza al procedimento ed in particolare, per il profilo che qui interessa direttamente ai fini del presente studio, al dibattimento dell’imputato (o condannato) detenuto, a qualsiasi titolo, in carcere. Se l’intento perseguito con l’emanazione dell’istituto dell’esame a distanza dei c.d. pentiti, introdotto dall’art. 7 comma 2 d.l. n. 306, è stato quello di rendere meno fruttuose le attività intimidatorie poste in essere dalla criminalità di tipo mafioso nei processi ad essa relativi, in modo tale da tutelare coloro i quali, per la collaborazione prestata alla giustizia, potevano trovarsi esposti al rischio di gravi ritorsioni su di loro e sui propri familiari, al contrario, lo scopo della nuova normativa della partecipazione in collegamento audiovisivo al

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

carcere duro
doppio binario
dibattimento processuale
legge n. 11-1998
diritti dell'imputato
procedura penale
esame a distanza
diritto di difesa
processi a distanza
udienze in teleconferenza
legge sulle videoconferenze

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi