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Il turismo responsabile: il caso Guariquén nella repubblica Dominicana

Informazioni tesi

  Autore: Federica Zucca
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze per la cooperazione allo sviluppo
  Relatore: Giannino Piana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 197

Il presente elaborato si propone di analizzare il tema del turismo responsabile ed in particolare l’esperienza della Ong ICEI nella Repubblica Dominicana con il progetto Guariquén.
Il turismo responsabile nei Paesi in via di sviluppo è sempre più spesso considerato uno strumento di lotta alla povertà e di sviluppo sia dalle Ong sia dalle istituzioni, in primis fra queste l’Organizzazione Mondiale del Turismo che dal 2002 ha attivato il programma ST-EP (Sustainable Tourism for Eliminating Poverty) per contribuire tramite il turismo al raggiungimento del primo dei 15 Obiettivi del Millennio: ridurre la povertà estrema entro il 2015.
Le persone che nel solo 2010 si sono spostate a livello internazionale per motivi turistici sono state 935.000.000, si stima che nel 2009 il settore del turismo ha rappresentato il 9,4% del PIL mondiale ed è uno dei comparti più produttivi tra le voci del mercato dei servizi. Il turismo è oggi una voce importante anche per molti paesi in via di sviluppo, tanto che è tra le prime tre voci di esportazione per l'83% ed è la prima in assoluto per un terzo di essi. La domanda che mi sono posta è se il turismo di massa può essere davvero un motore di sviluppo per i Paesi in via di sviluppo e se lo può diventare il turismo responsabile.
Nel primo capitolo di questo lavoro intendo analizzare il fenomeno del turismo internazionale: dopo una breve analisi storica, analizzerò le caratteristiche del turismo odierno e cercherò di capire quali sono i paesi in cui i flussi sono maggiormente diretti e come e quanto la crisi economica ha inciso sull’andamento di questi. Successivamente cercherò di evidenziare quali sono gli effetti del turismo di massa sulle mete turistiche poiché, se per molto tempo si è pensato che il turismo fosse privo di impatti negativi significativi per il territorio in cui veniva erogato il servizio e si potesse considerare di conseguenza un'industria leggera, oggi è palese che provoca conseguenze significative a livello ambientale, economico e culturale: l’antropologo Duccio Canestrini ha definito l’industria turistica un’industria pesante, proprio per gli impatti ad essa connessi. Al termine di questo primo capitolo cercherò di individuare quali sono le prospettive future per il settore: il turismo anche se a velocità differenti continuerà a crescere nei prossimi anni, ma è importante chiedersi in quale direzione e come cambierà la domanda e di conseguenza come si dovrà modificare l’offerta per riuscire ad intercettarla.
Nel secondo capitolo cercherò invece di fare una panoramica dei movimenti di critica al turismo di massa, prima a livello internazionale e poi in Italia i movimenti di critica al turismo. Tra i documenti più importanti che analizzerò vi è la Carta di Lanzarote del 1995, che costituisce un documento fondamentale nella storia del turismo sostenibile, e la Red Card for Tourism? – dieci principi e sfide per un turismo sostenibile nel 21° secolo, un documento redatto da alcune Ong di lingua tedesca in preparazione al World Summit on Sustainable Tourism, che si sarebbe tenuto in Sud Africa nel decennale della Dichiarazione di Rio. Calandomi nella realtà italiana mi concentrerò su AITR, l’Associazione Italiana Turismo Responsabile, illustrando prima come è nata, la Carta d’identità per viaggi sostenibili ed i limiti ed i dibattiti aperti al suo interno. Procederò poi ad illustrare le diverse definizioni che vengono date dei turismi alternativi, sottolineando gli aspetti salienti di ciascuna ma anche come in realtà i confini tra queste siano molto labili. Particolare attenzione verrà posta su quella di turismo responsabile, dalle motivazioni della scelta di questo aggettivo all’interesse e le prospettive che vi sono in questo settore.
Nell’ultimo capitolo mi concentrerò sulla Repubblica Dominicana e sull’esperienza di ICEI nel Progetto Guariquén, a Samaná. Questo progetto mi ha incuriosito perché è stato il primo di turismo responsabile finanziato dal Ministero degli Affari esteri italiani nel 2002 e nel 2008 è iniziato un secondo progetto Guariquén II, che ne costituisce il naturale proseguimento. Da questa esperienza ormai quasi decennale si possono ricavare una serie di buone pratiche che possono essere riprese in altri contesti. Mi soffermerò principalmente sulla questione della formazione, cercando di capire come si tratta la questione del turismo sostenibile e responsabile nelle comunità ospitanti, come vengono preparati i turisti prima della partenza e cosa si fa per formare i futuri operatori turistici italiani.

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- 4 - 1. IL TURISMO DI MASSA 1.1 LA STORIA DEL TURISMO La storia dell'uomo si è caratterizzata fin dalla notte dei tempi da spostamenti e migrazioni per i motivi più disparati: per via di guerre, per la necessità di procurarsi cibo o lavoro o ancora per motivi religiosi. Questi viaggi erano indubbiamente faticosi e non è un caso che la radice della parola travail in francese e travel in inglese sia la stessa della parola travaglio 1 . L'epoca del proturismo ha due caratteristiche principali: l'essere fortemente elitario e la mancanza di strutture specializzate; in questa fase, che va dall'epoca dell'antica Roma fino all'inizio della rivoluzione industriale, l'impatto economico del settore era quasi nullo o comunque non distinguibile dalla normale economia domestica 2 . Nella Roma imperiale il viaggio per piacere era un'esperienza riservata a una cerchia ristretta di persone e favorita da due secoli ininterrotti di pace e una buona rete stradale che permettevano di viaggiare dal muro di Adriano fino all'Eufrate senza attraversare confini 3 . Il fenomeno più rilevante però durante quest'epoca è relativo alla passione dei romani per le terme e la grande fama che accompagnava le città termali nate intorno agli stabilimenti. La prima vera forma di turismo però ad essere conosciuta da moltissime società 1 GARRONE, R., Turismo responsabile. Nuovi paradigmi per viaggiare in terzo mondo, Ass. RAM, Genova, 2004, pag. 65 2 BATTILLANI, P., Vacanze di pochi vacanze di tutti: l'evoluzione del turismo europeo, Il Mulino, Bologna, 2001, pag. 11,12 3 URRY, J., Lo sguardo del turista: il tempo libero e il viaggio nelle società contemporanee, Seam, Roma, 1995, pag. 19

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