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E-democracy. Tra controllo politico e new media.

Informazioni tesi

  Autore: Lara Gensini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Federica Giardini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

La funzione politica dei media tradizionali rispetto ai nuovi media
Fin dalla nascita dei primi mezzi di comunicazione,stampa, radio e televisione, la politica ha mirato ad ottenerne il controllo spesso tramite il possesso. Controllare i media significa avere il potere di influenzare il formarsi dell’opinione pubblica dei cittadini, guidandola secondo precise linee dettate da mire di propaganda politica nell’ordine di ottenere il consenso necessario a determinare la possibilità di governo di un paese. Il controllo ed il possesso totale sulla comunicazione e sui media fu attuato in modo sistematico a partire dalla nascita dei regimi totalitari del ‘900, l’obiettivo era estendere il potere e l’influenza della politica nelle masse al fine di determinarne gli umori e le opinioni, cittadini passivi e silenziosi sono infatti i perfetti sudditi per un governo di stampo autoritario. Nel 1950 Harold Lasswell definiva la propaganda politica come un sistema di manipolazione dei simboli politici al fine di controllare l’opinione pubblica, lo strumento del controllo è dato proprio dai mezzi di comunicazione. Oggigiorno nelle democrazie moderne si assiste ad alcuni allarmanti casi di controllo mediatico, la politica tende sempre più ad appropriarsi dei mezzi di comunicazione tradizionali come strategia per governare un paese, soprattutto della televisione, il medium con la più alta diffusione in tutti gli strati della società, la politica diviene in tal modo “spettacolarizzata” . Il controllo dei media permette di determinare una gerarchia nelle argomentazioni di interesse per il pubblico, ovvero di stabilire un’agenda dei fatti rilevanti da proporre come tali ai cittadini. E’ la “teoria dell’agenda setting” sviluppata negli anni ’70 da Mc Combs e Shaw, esponenti degli studi americani sulla “mass communication”. Se si immagina che questo potere persuasivo è oggi spesso strumentalmente nelle mani di alcuni soggetti politici risulta evidente che le conseguenze possono essere un soffocamento ed una censura della democrazia e delle sue pratiche. L’utilizzo strumentale dei media da parte della politica comprende, soprattutto nei momenti delle campagne elettorali, l’impiego della stampa per la divulgazione di sondaggi e pezzi giornalistici, essi contribuiscono a creare opinioni guidate nei cittadini i quali si orienteranno in modo positivo verso quei politici presentati nei sondaggi e nei media come probabili vincitori, questi ultimi acquisendo maggior consenso pubblico otterranno a loro volta più spazio all’interno delle finestre d’opportunità dei media stessi. Questa politica mediatica ha consegnato il potere in molte democrazie moderne ad un soggetto che si configura a metà strada tra la politica e l’interesse economico. E’ la teoria del “political outsider”, formulata da David Mills, incarnata perfettamente nel caso italiano da Silvio Berlusconi il quale grazie alla costruzione di un vero e proprio impero mediatico è riuscito a conquistare il consenso dei cittadini e le leve del potere politico. In un quadro moderno di censura e controllo politico dell’informazione e della comunicazione, strumenti fondamentali per garantire la libertà e la pluralità informativa risultano essere i new media,ovvero quei mezzi di comunicazione sviluppatisi in correlazione alla nascita dell’informatica, ancora avulsi dal controllo politico massivo e dunque in grado di ridare respiro alla democrazia e soprattutto alla partecipazione politica, fornendo nuovi strumenti in grado di connettere i cittadini in modo diretto tra loro e con le istituzioni, organizzandosi in associazioni, gruppi in grado di esercitare forti pressioni sulla società. Le nuove tecnologie tra cui la più importante è Internet, sono in grado di ampliare gli strumenti democratici posseduti dai cittadini rinforzando le quattro componenti fondamentali di ogni ordinamento democratico: l’opinione pubblica informata, la partecipazione dei cittadini alla vita politica, il dibattito razionale e la rappresentanza. Tutto ciò è possibile attraverso la partecipazione ai processi decisionali e deliberativi attuabili in rete grazie a gruppi di discussione, focus group, blog, chat e siti web fornendo al cittadino la possibilità di presentare appelli, proposte, petizioni ma anche di strumenti deliberativi come il voto on line. Stiamo parlando dell’e-democracy, ovvero della democrazia elettronica la quale prevede l’utilizzo delle nuove tecnologie nelle pratiche democratiche e che si sostanzia inoltre della consultazione on line avviata oggi in molti paesi del mondo, essa ha l’obiettivo di incrementare la leggittimizzazione sociale delle decisioni ampliando in tal modo le pratiche tradizionali democratiche, la consultazione elettronica permette infatti di analizzare in un contesto deliberativo le opinioni, le proposte, i pro e i contro percepiti dalla popolazione, relativamente ad una politica pubblica ad una norma o ad un servizio garantendo nuovi spazi di partecipazione attiva ai cittadini.

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7 INTRODUZIONE Fin dalla nascita dei primi mezzi di comunicazione, stampa, radio e televisione, la politica ha mirato ad ottenerne il controllo spesso tramite il possesso. Controllare i media significa avere il potere di influenzare il formarsi dell’opinione pubblica dei cittadini, guidandola e incanalandola secondo precise linee dettate da mire di propaganda politica nell’ordine di ottenere il consenso necessario a determinare la possibilità di governo di un paese. Il controllo ed il possesso totale sulla comunicazione e sui media fu attuato in modo sistematico nei regimi totalitari del ‘900, l’obiettivo era estendere il potere e l’influenza della politica nelle masse al fine di determinarne gli umori e le opinioni, cittadini passivi e silenziosi sono infatti i perfetti sudditi per un governo di stampo autoritario. Nel 1950 Harold Lasswell definiva la propaganda politica come un sistema di manipolazione dei simboli politici al fine di controllare l’opinione pubblica, lo strumento del controllo è dato proprio dai mezzi di comunicazione. Oggigiorno la situazione non sembra essere cambiata, nelle democrazie moderne si assiste ad alcuni allarmanti casi di controllo mediatico, la politica tende sempre più ad appropriarsi dei mezzi di comunicazione, soprattutto della televisione, il medium con la più alta diffusione in tutti gli strati della società di un paese, dunque un medium altamente pervasivo in grado di raggiungere le coscienze e le opinioni delle masse. Sempre più soggetti politici che mirano al governo di un paese scelgono di attuare come strategia al conseguimento di tale obiettivo, quella di entrare in possesso di media quali emittenti televisive e radiofoniche, quotidiani, riviste e più in generale della stampa stessa. La politica diviene in tal modo “spettacolarizzata” innescando processi quali: il rafforzamento dei vertici e della leadership dei partiti, il ridimensionamento del ruolo degli iscritti e degli attivisti ed infine la tendenza a reclutare voti nella maggior parte della popolazione. Il controllo dei media permette alla politica di ottenere un’influenza ed una capillarità nella diffusione delle idee senza pari, i media sono infatti in grado di

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