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Il diritto all’identità personale: l’accesso alle informazioni genetiche ed il principio di veridicità degli atti dello stato civile.

La tesi delinea la portata e l’effettività dei diritti fondamentali della persona nell’ambito della normativa che disciplina l’istituto delle adozioni internazionali ponendo in rilievo i canoni fondamentali enunciati dalla Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale stipulata a L'Aja il 29 maggio 1993, recepiti nel nostro ordinamento con la legge 31 dicembre 1998 n. 476 di riforma dell’adozione dei minori stranieri.
In particolare è stata affrontata la problematica inerente l’estensione del diritto dell’adottato ad accedere alle informazioni che riguardano le proprie origini ovvero il diritto alla propria identità personale, quale diritto all’ autodeterminazione costituzionalmente tutelato poiché espressione della dignità umana (artt. 2 e 3 Cost.), sia nell’ipotesi in cui per l’adottato il diritto ad accedere alle informazioni sulle proprie origini si fondi sul desiderio di costruire la propria identità personale sia nell’ipotesi in cui tale conoscenza sia strumentale alla tutela di altro diritto e segnatamente del diritto alla salute costituzionalmente garantito dall’art. 32. L’indagine è stata condotta in stretta correlazione con l’ulteriore diritto all’anonimato, e quindi alla riservatezza della sua sfera privata, attribuito alla madre al momento della nascita del figlio.
Sono state affrontate le principali problematiche legate al tema della ricerca delle origini dell’adottato, particolare interesse ha suscitato il tema della rettifica degli atti di nascita dei minori stranieri.
L’attività di ricerca ha posto in rilievo l’importanza della relazione redatta dall'Autorità Centrale dello Stato d'origine contenente informazioni circa l'identità del minore, la sua adottabilità, il suo ambiente sociale, la sua evoluzione personale e familiare, l'anamnesi sanitaria del minore stesso e della sua famiglia, nonché l’importanza della previsione secondo cui “le Autorita' competenti di ciascuno stato contraente conservano con cura le informazioni in loro possesso sulle origini del minore, in particolare quelle relative all'identita' della madre e del padre ed i dati su precedenti sanitari del minore e della sua famiglia. Le medesime Autorita' assicurano l'accesso del minore e del suo rappresentante a tali informazioni, con l'assistenza appropriata, nella misura consentita dalla legge dello stato in cui il minore e' adottato.
Il tema del diritto dell’adottato ad accedere alle proprie informazioni genetiche è stato trattato in stretta correlazione con l’ulteriore tema della trascrizione della sentenza straniera di adozione e degli atti di nascita dei minori stranieri sottolineando l’importanza di mantenere inalterati i dati identificativi del minore contenuti nell’atto di nascita sia legata all’interesse dell’adottato, nei limiti di legge, di conoscere le proprie origini biologiche.

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1 Capitolo I Il diritto all’ identità personale nell’adozione 1. Il diritto del minore ad una famiglia Il diritto del minore alla famiglia rappresenta l’espressione più alta e compendiosa del diritto civile minorile, fondamento statutario della condizione del minore. 1 La tutela dell'interesse del minore a crescere all'interno di un ambiente familiare adeguato costituisce il principio ispiratore della normativa inerente “il diritto del minore ad una famiglia” dettata dalla legge 4 maggio 1983 n. 184. 2 L’art 1, comma 1, della citata legge, novellato dalla legge 28 marzo 2001 n. 149, proclama il diritto del minore di crescere ed essere educato nell'ambito della propria famiglia naturale e mira a rendere effettivo questo diritto attraverso la predisposizione di interventi solidaristici di sostegno in caso di difficoltà della famiglia di origine, onde rimuovere le cause, di ordine economico o sociale, che possano precludere, in essa, una crescita serena del bambino. 3 1 così L. Sacchetti, Il diritto del minore alla propria famiglia, Relazione all'incontro di studio sul tema “L'adozione nazionale e internazionale ”, C.S.M., IX Commissione, Roma, 3-5 maggio 2001, p. 4. 2 Legge sulla «Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori» (in G.U. serie ord. del 17 maggio 1983, n. 133) Essa è stata modificata attraverso la l. 31 dicembre 1998, n. 476, «Ratifica ed esecuzione della Convenzione de L'Aja del 29 maggio 1993, per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozioni internazionali » (in G.U. serie ord. n. 8, del 12 gennaio 1999, 10), e attraverso la L. 28 marzo 2001, n. 149, «Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n. 184, recante “ (in G.U. n. 96, del 26 aprile 2001) 3 Si riporta il testo dell’art. 1 della legge 184/1983 e succ. mod: “Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell'ambito della propria famiglia. Le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale non possono essere di ostacolo all'esercizio del diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e di aiuto. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie competenze, sostengono, con idonei interventi, nel rispetto della loro autonomia e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, i nuclei familiari a rischio, al fine di prevenire l'abbandono e di consentire al minore di essere

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Diritto Privato

Autore: Annamaria Marra Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2746 click dal 06/07/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.