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L’Europa secondo De Gasperi: proposte istituzionali e prospettive teoriche negli anni della ricostruzione

Questa tesi ha come soggetto principale la politica estera di De Gasperi, durante gli anni della ricostruzione, dalla sua nomina a ministro degli esteri nel dicembre del 1944, allorquando fu costituito il secondo governo Bonomi, fino al 1954, anni considerati i più difficili e impegnativi del percorso comunitario.
L’obiettivo principale del presente lavoro è stato quello di porre l’attenzione sull’incidenza del contributo dell’Italia all’unità europea e sulla posizione assunta dal nostro Paese all’inizio del processo di europea alla luce del decisivo apporto di De Gasperi.
La forte vocazione europeista dell’Italia ha fatto sì che il nostro Paese si impegnasse immediatamente nel percorso che ha portato la costruzione europea, un percorso che avuto effetti nei rapporti tra gli Stati europei, dando loro la possibilità finalmente di utilizzare quei mezzi utili per superare i conflitti del passato, evitando che si possano verificare ulteriori conflitto.
Il processo di unificazione europea è maturato gradualmente, tra il 1943 e il 1957 anche grazie al Piano Marshall istituito per la ricostruzione dell’Europa e alla necessità di superare la storica contrapposizione franco-tedesca, al fine di recuperare il contributo decisivo della Germania nel contenere la minaccia sovietica e ristabilire l’equilibrio europeo e mondiale.
Certamente il clima internazionale post-bellico, la Guerra fredda, influenzerà l’inizio del processo di integrazione europea. La dottrina Truman e il piano Marshall sono i due pilastri, ideologico l’uno, economico l’altro, sui quali gli americani costruiscono il blocco occidentale. Il terzo pilastro sarà il Patto Atlantico che rappresenterà il sistema difensivo del blocco.
Nelle prime fasi del processo di integrazione europea è certamente importante il contributo italiano nella figura del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.
Assieme a Sforza, De Gasperi portò l’Italia ad essere tra i membri del Consiglio d’Europa e il 18 aprile 1951 firmò il Trattato istitutivo della Comunità Europea
del Carbone e dell’Acciaio, facendo del nostro paese uno dei sei Paesi fondatori della CECA.
Va sottolineato, però che già nel periodo della Resistenza e, in alcuni casi addirittura nel primo dopoguerra, si manifesta in Italia un forte interesse per l’europeismo.
Da Luigi Einaudi ad Altiero Spinelli, l’obiettivo strategico era quello di lottare per la federazione europea e per il superamento di ogni nazionalismo.
Con il Piano Schuman e la costituzione della Comunità del Carbone e dell’Acciaio (CECA) nasce l’Europa dei Sei (Francia, Gran Bretagna, Italia, Belgio, Olanda, Lussemburgo) che, istituendo un’Alta Autorità sovranazionale, realizza il primo fondamento concreto di una federazione europea. Sul modello della CECA viene, poi, progettata col Piano Pleven la costituzione di un Esercito Europeo nel quadro di una Comunità Europea di Difesa (CED), ma le preoccupazioni francesi per il riarmo tedesco in un ambito sovranazionale, impediscono l’entrata in vigore del nuovo Trattato, mettendo fine al sogno degasperiano di una Comunità Economica Politica (CEP).
De Gasperi sarà l’ispiratore, oltre che il principale sostenitore, dell’articolo 38 del Trattato CED, in base al quale l’Assemblea, entro sei mesi dalla sua entrata in vigor ECC. ECC.

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3 Introduzione Questa tesi ha come soggetto principale la politica estera di De Gasperi, durante gli anni della ricostruzione, dalla sua nomina a ministro degli esteri nel dicembre del 1944, allorquando fu costituito il secondo governo Bonomi, fino al 1954, anni considerati i più difficili e impegnativi del percorso comunitario. L‟obiettivo principale del presente lavoro è stato quello di porre l‟attenzione sull‟incidenza del contributo dell‟Italia all‟unità europea e sulla posizione assunta dal nostro Paese all‟inizio del processo di europea alla luce del decisivo apporto di De Gasperi. Dalla lettura di fonti e documenti di diversa natura appare evidente l‟intensa vocazione europeista dell‟Italia: infatti, il nostro Paese, a partire dal secondo dopoguerra, ha sempre sostenuto il processo di integrazione europea, nonostante la sua limitata influenza internazionale. Lo stesso De Gasperi aveva compreso anticipatamente che, grazie all‟affermazione di nuove entità supernazionali, l‟Italia avrebbe acquistato prestigio e sviluppo a livello internazionale. In quegli anni, poiché il nostro Paese usciva sconfitto e umiliato dal secondo conflitto, la volontà di recuperare la posizione internazionale compromessa dal fascismo e dalla sconfitta militare assumeva un ruolo predominante nelle scelte politiche sia a livello interno che internazionale.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Lucia Landi Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.