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Performance Management applicato ad una Supply Chain: il caso CNH Italia Spa

Un’azienda, in particolare se di grosse dimensioni e con movimentazione di grandi volumi di materiale e di denaro, ha la necessità di monitorare costantemente l’andamento del proprio business, al fine di individuare eventuali anomalie e poter intervenire al più presto. La necessità di un continuo monitoraggio trova spiegazione nella complessità del business, che è elevata non solo per il volume di ciò che è trasportato, ma anche per il numero di attori coinvolti. Il monitoraggio deve essere svolto da un gruppo di soggetti adeguato, al fine di disporre di una maggiore attenzione sul processo e, soprattutto, di competenze specializzate e conformi al controllo ottimale delle diverse attività.

CNH Italia Spa è l’azienda scelta per la sviluppo di questa trattazione. Facente parte del gruppo FIAT Industrial (ex Fiat Group), è leader mondiale nel mercato delle macchine agricole e per il movimento terra; come vedremo in seguito, essa muove ogni anno migliaia di tonnellate di materiale, semilavorati e prodotti finiti e si interfaccia con centinaia di soggetti diversi in tutto il contesto mondiale. L’area analizzata al fine della redazione di questa trattazione è relativa ai trasporti Inbound di produzione, parte integrante della funzione Supply Chain Management. In particolare, l’area esaminata si occupa della gestione operativa e finanziaria dei trasporti di materiale e semilavorati dai quasi venti mila fornitori europei fino ai 14 stabilimenti produttivi europei di CNH, divisi tra Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Austria, Polonia e Belgio.

Attualmente, esistono già degli strumenti per il monitoraggio dell’andamento del business, ma i responsabili dell’area Inbound si sono resi conto che tali dispositivi non sono efficaci come dovrebbero; infatti, alcuni di questi riportano informazioni non esatte a seguito di errori di estrazione dati e di calcolo, altri non sono facilmente comprensibili in quanto elaborati in modo troppo complicato. In alcuni casi, poi, gli stessi utenti dei report pur essendo a conoscenza dell’esistenza di un certo report possono non essere in grado di estrarne facilmente le informazioni di cui necessitano, oppure addirittura non sono a conoscenza dell’esistenza dei report a loro indirizzati.

L’obiettivo di questo lavoro di ricerca è stato quello di sviluppare un metodo per l’analisi del business dell’area citata, analizzando il processo nel suo complesso e le varie attività, individuando i report/indicatori usati e posizionandoli nel processo, in modo tale da ottenere una mappa delle aree monitorate e di quelle che invece non lo sono adeguatamente. A tal fine ci si è serviti anche di due modelli di performance measurement: uno istituzionale, lo SCOR, sviluppato dal Supply Chain Council, e l’altro accademico, il LogistiQual, sviluppato nel Dipartimento di Sistemi di Produzione ed Economia dell’Azienda del Politecnico di Torino. Tali strumenti ci guideranno in una analisi standardizzata del processo e nell’analisi del grado di monitoraggio offerto dalla struttura di Business Intelligence attualmente usata in CNH.

Infine, si analizzeranno i singoli indicatori individuati con l’obiettivo di:
- ottimizzare il controllo dell’area aziendale sul business, sviluppando nuovi strumenti di controllo quando il processo presenti delle lacune di verifica
- migliorare i report esistenti, completandoli ed aumentandone l’accessibilità, analizzando i risultati restituiti da ciascuno e studiando le fasi del processo che generano quel risultato, sia esso positivo o negativo, al fine di individuare eventuali anomalie. L’analisi dei risultati dei report, in alcuni casi, evidenzierà come a volte un risultato positivo derivi da un informazione solamente parziale, e quindi errata, sulle attività del processo
- formalizzare gli indicatori/report nuovi ed attuali attraverso la redazione di schede apposite, in cui indicare: obiettivi, utenti destinatari, dati di input e loro origine, fasi del processo coinvolte, output desiderato.

Lo scopo è quello di avere un insieme di strumenti efficaci, completi, fruibili e, soprattutto, utilizzati.

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Introduzione alla Sezione 15 2 INTRODUZIONE ALLA SEZIONE Come si può evincere dal titolo, la prima sezione di questa trattazione fornirà un excursus sul termine Supply Chain e sul suo significato, spiegando come oggi questa funzione aziendale stia acquisendo sempre maggiore importanza per le aziende, trasformandole da centro di costo a centro di business, in cui ottenere un vantaggio competitivo sulle aziende concorrenti. Nella seconda parte di questa sezione, invece, verrà fornita una visione generale sul processo di approvvigionamento, con informazioni riguardo le rese Incoterm e, successivamente, con una trattazione riguardo le varie modalità di trasporto su strada o con altri metodi di trasporto, quali aereo e nave. In particolare, nel paragrafo relativo ai metodi di trasporto su strada, saranno analizzati uno a uno, con l’apporto di figure intuitive, le varie modalit{ esistenti, quindi: point to point, multi stop, milk run, roubd trip e x-dock. Per quanto riguarda invece i trasporti navali, verranno presentate le modalità door to door e relative alternative (door to port, port to door, ecc), CFS e non CFS. Infine, per il trasporto aereo, verranno presentate le modalità airport to airport e relative alternative (door to airport, airport to door, ecc).

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Riccardo Violato Contatta »

Composta da 232 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1504 click dal 08/07/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.