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Fellini e il circo. Analisi di una passione

La tesi Fellini e il circo. Analisi di una passione cerca di approfondire il forte legame del grande Maestro con il mondo del circo; il punto di partenza della tesi è, quindi, la notoria ammirazione del regista riminese per lo spettacolo circense e i suoi artisti.
Dopo una premessa e una contestualizzazione sul mondo circense nel periodo dell'infanzia di Fellini, che corrisponde al ventennio fascista, la tesi entra nel vivo trattando del primo incontro del Maestro con il mondo del circo e con i clown, avvenuto all'età di circa sette anni, con l'arrivo nella sua città natale, Rimini, di un piccolo tendone itinerante, che lo sconvolge e lo meraviglia profondamente, tanto da spingerlo a tentare una fuga con la sua compagnia. Segue l'analisi della particolare visione felliniana del mondo che trasforma tutto quello che circonda il Maestro in un immenso chapiteau e le persone in circensi, a causa dell'ammirazione e immersione totale nelle sue atmosfere. La tesi prosegue, poi, passando in rassegna l'intera filmografia felliniana alla ricerca di particolari scene o riferimenti al mondo del circo e a quello affine del varietà; qui si dimostra come questo tipo di spettacolo influenzi tutta la sua opera. In seguito si analizzano in maniera approfondita i tre film in cui lo spettacolo circense, o il varietà, costituisce il soggetto o, quantomeno, lo sfondo su cui si sviluppano le vicende narrate; i film in questione sono: Luci del varietà, (1950, realizzato a quattro mani con Alberto Lattuada), La strada (1954) e I clowns (1970). Nella tesi si parla, poi, dell'abilità di Fellini nel disegno di caricature, che rappresenta, oltretutto, la prima forma d'arte in cui si cimenta il Maestro e che diventa, successivamente, importantissima per la creazione dei personaggi dei suoi film, che spesso hanno caratteristiche circensi e clownesche. Segue un'analisi del rapporto di Fellini con il popolo circense: dall'iniziale stima e affetto reciproco, alle polemiche causate dal film I clowns, alla riappacificazione finale. Si tenta, infine, una difficile raccolta dell'eredità circense del Maestro, soprattutto riguardante gli spettacoli circensi e il volume I clown.
La tesi si conclude ribadendo come l'intera vita e opere del Maestro siano impregnate di un forte legame con il mondo del circo; di esso ama soprattutto i clown perché sono il simbolo della drammaticità dello stesso e rappresentano caricature mostruose, parodie dell'umanità. Nella conclusione si cerca anche di chiarire definitivamente la posizione di Fellini riguardo la presunta decadenza del circo e la relativa morte dei clown.

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4 Il circo e lo spettacolo popolare nelle opere di Fellini Sebbene fra le tematiche della poetica felliniana le più importanti e le più ricorrenti siano quelle del sogno, dell'erotismo represso, dell'educazione cattolica, dell'infanzia e dei problemi psicologi, una tematica concreta che emerge dalla visione immediata delle immagini dei film è quella dell'amore per lo spettacolo popolare che ritorna coi diversi tipi di spettacolo; dal fotoromanzo ne Lo Sceicco bianco, all'avanspettacolo ne I Vitelloni e Roma; dal circo e le sue maschere ne I clown e La strada, ai night-club in Luci del varietà, Le notti di Cabiria, La dolce vita, Toby Dammit; dal cinema in senso lato in Otto e mezzo e Amarcord alla musica in Prova d'orchestra e alla danza in Ginger e Fred. Lo spettacolo popolare, anche quello più disimpegnato, con le sue immagini, costituisce un mezzo fondamentale per Fellini per indagare tutti gli aspetti dell'uomo. La vita degli uomini di spettacolo, in particolare, spesso è molto più grigia di quanto la si possa immaginare, e scorre fra la solitudine e la disperazione, divisa fra quello che si è e quello che si vuole essere 1 . La tematica principale, forse la più pura e elementare è proprio questa, "[...] Fascinazione dello spettacolo (il fronte delle apparenze), il cinico ʻretroterraʼ dietro il palcoscenico e la naturale fragilità degli esseri comuni" 2 . 1 Cfr. Paolo Pillitteri, Appunti su Fellini, Milano, F. Angeli, 1990, pp. 24-25. 2 Ibidem, p. 25.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Roberto Barbieri Contatta »

Composta da 299 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.