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''Kaos'' e ''Tu ridi'': i fratelli Taviani interpretano Luigi Pirandello

La Tesi propone di analizzare le due opere cinematografiche di Paolo e Vittorio Taviani, Kaos (1984) e Tu ridi (1998), liberamente tratte da alcune novelle di Pirandello.
L'obiettivo è analizzare i due film a partire dal rapporto con la fonte letteraria. Se in Kaos ogni episodio corrisponde a una novella, segnando in tal modo un rapporto più diretto (ma non per questo più semplice e immediato) tra cinema e letteratura, Tu ridi ha una struttura più articolata che tende a mischiare riferimento letterario, cronaca nera e momenti della vita di Pirandello. L'approccio metodologico ai due film, quindi, varierà: in Kaos si proporrà un confronto più serrato tra novella e episodio filmico, con attenzione particolare all'importanza dell'ambientazione siciliana, dove la realtà storica abbraccia il mito e le allusioni di carattere popolare si sommano al fantastico e all'epos; in Tu ridi si cercherà di ricostruire i motivi che hanno indotto i due registi a affidarsi a una struttura più articolata e al modo in cui l'opera pirandelliana diventa lo strumento per smascherare le debolezze della società attuale.
Oltre alla necessità di evidenziare come i Taviani si confrontano con la matrice pirandelliana, la Tesi si concentrerà sul peso di Kaos e Tu ridi all'interno della poetica personale dei due registi. I due film approfondiscono alcune costanti della produzione filmica tavianea, come la riflessione sul ruolo e sul destino dell'Utopia, il rapporto tra arte e vita, la dialettica tra passato e presente, la necessità di una verità storica e morale. Se Kaos, in un orizzonte che non contempla alcuna prospettiva ideologica e vira verso una dimensione astorica, sospesa tra realismo e favola, è un film che si abbandona al piacere della narrazione, credendo ancora nella forza trasfiguratrice dell'arte, Tu ridi rappresenta in maniera netta e radicale la crisi di un presente che si sta accartocciando da sé e non trova più le risposte adeguate per uscire dalla crisi etica e politica, ma anche artistica, dato che l'arte non sembra più capace di trasformare, attraverso il processo creativo e l'immaginazione, la realtà circostante.
Di entrambi i film si metteranno poi in rilievo tutte quelle scelte registiche che hanno peso sintattico o semantico, per sottolineare come anche attraverso l'impianto stilistico, i Taviani filtrano i temi più rilevanti del loro cinema.

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Introduzione Più che il teatro e i romanzi, è lo sterminato repertorio delle novelle a creare un saldo legame tra l'opera di Luigi Pirandello e il cinema. Forse per l'immediatezza di uno stile che si avvicina al quotidiano, forse per la marcata incisività delle parole, fatto sta che dalle novelle molti registi e sceneggiatori hanno saccheggiato idee e spunti da convertire al linguaggio cinematografico. Il primo a intuire le potenzialità di questo connubio è proprio lo stesso Pirandello. Poco dopo il 1910, nonostante la sua conclamata (e già ampiamente discussa in saggi e libri appositi) diffidenza nei confronti del cinema, lo scrittore agrigentino prende contatti con i più importanti produttori della settima arte. In una lettera all'amico Nino Martaglio, Pirandello indica nelle novelle Nel segno e Lontano due drammi adatti a essere trasposti in ambito cinematografico. I primi effetti del binomio novelle-cinema non risulta essere soddisfacente. I temi delicati e complessi delle opere pirandelliane vengono trascurati al cospetto di una sceneggiatura che mira a affermare il lato più prevedibile della vicenda. Ne consegue che tutta l'analisi presente nelle novelle, tutta la riflessione sulla condizione dell'individuo nella società disgregata d'inizio Novecento, tutte le pulsioni interiori che offuscano la razionalità delle azioni e dei gesti rimangono nella superficie della pellicola, senza essere colte nella loro profondità. E' questo che pensa Pirandello quando si confronta con i primi film tratti dalle sue novelle. Lo scaldino di Augusto Genina, pur suscitando giudizi 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Michele Nardini Contatta »

Composta da 181 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.