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La cartolarizzazione dei crediti - Modalità di strutturazione, Opportunità e Rischi

Trattasi di un'analisi di dettaglio riguardante una delle principali fonti di funding utilizzata da molti istituti di credito italiani e stranieri.
L'elaborato presenta sia un approccio teorico sia un caso pratico, vissuto in prima persona nell'azienda in cui tuttora mi trovo impegnato nella gestione / coordinamento delle operazioni di cartolarizzazione (i) ad oggi esistenti e (ii) di prossima realizzazione.

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Università degli Studi di Udine Facoltà di Economia pag. 5 di 161 1. Introduzione 1.1. Articoli introduttivi 1.1.1. Estratto dall’ articolo “Cartolarizzazione e Credit Crunch” -Fonte: Mercato Libero News - Pubblicato il 22 febbraio 2008 “”E’ ormai accettato da tutto il mondo con un minimo di ragionevolezza e buona fede (una dimensione che esclude Krugman, Stiglitz e Greenspan) che il boom creditizio è stato causato dall’aumento d’offerta monetaria operato dalla Federal Reserve lungo gli ultimi due decenni. Ricordiamo che un’offerta monetaria lasca (bassi tassi d’interesse = cheap money) incoraggia la domanda di credito di coloro che altrimenti non se lo sarebbero potuti permettere (i clienti sub-marginali). Questi per definizione sono i piø rischiosi, perchØ quelli a piø alto rischio di insolvenze. Ma ipotizziamo per un attimo che l’offerta monetaria fosse rimasta costante. L’avvento di strumenti finanziari avanzati (la cosiddetta structured- finance) ha portato strumenti per la gestione e il controllo del rischio quali ad esempio le cartolarizzazioni (nella forma di mortgage-backed securities –MBSs-, collateralized debt obligations –CDOs-, structured investment vehicles –SIVs, ABS, asset backed securities ). Questi strumenti per definizione consentono di allargare la base dei crediti concessi perchØ appunto il rischio viene gestito piø efficacemente. L’articolo sostiene che l’introduzione delle cartolarizzazioni allarga la base oltre il limite dei clienti marginali (quelli che che costituiscono la soglia di rischio di insolvenza). Qui sta il “granchione”: si tratta di una congettura tutta loro il fatto che questo limite viene varcato. Chi compra credito cartolarizzato, deve essere cosciente di ciò che compra, esattamente come l’acquirente di un’auto di seconda mano. L’acquirente di titoli cartolarizzati è tipicamente un investitore istituzionale. …Tale acquirente avrebbe dovuto valutare con maggiore oculatezza l’acquisto tenendo conto dei vari indicatori di rischio. Se le informazioni relative al rischio sono ambigue o assenti (badate che qui sta il dibattito sulle cartolarizzazioni) è chiaro che l’acquisto diventa piø rischioso, e quindi sconsigliabile. Ma ciò non rappresenta una giustificazione. Ma chiediamoci come sarebbe possibile dare maggiore trasparenza. L’idea sarebbe quella di avere un’informazione tracciata fra un portafoglio di prestiti originali (fonte di un flusso di entrate future soggette ad un determinato grado di rischio) e lo strumento finanziario che gli

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Fabio Bulfoni Contatta »

Composta da 161 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2271 click dal 05/08/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.