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Dibattito sullo Sviluppo: un'analisi multidimensionale.

Lo scopo di questo lavoro è cercare di analizzare criticamente uno dei campi di ricerca economica che, da sempre, è stato al centro delle attenzioni, non solo degli economisti, ma anche di molti studiosi delle scienze naturali e sociali, a causa del suo rilievo sia in termini teoretici che empirici, ma anche e soprattutto in chiave politica. Mi riferisco a ciò che, secondo l’impostazione Mainstream, è denominata Teoria della Crescita Economica.
Soprattutto a partire dal secolo scorso questo tema ha suscitato dibattiti e diatribe centrate su questioni quali: crescita di che cosa? La crescita economica è inevitabilmente associata a un aumento di benessere, felicità e progresso? Aumentano o diminuiscono le diseguaglianze e la povertà? È ammissibile una crescita infinita o si deve limitarla per renderla sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale?
Nel tentare di rispondere a queste domande si scoprirà che il termine Crescita (economica) non è capace di soddisfare tutte le nostre istanze, per cui si dovrà introdurre quello più ampio, nonché ancor più controverso, di Sviluppo. Per affrontare questo salto ritengo importanti le osservazioni del premio Nobel Amartya Sen il quale, a più riprese, ha evidenziato la necessità, nell’ambito dell’economia moderna, di tornare a dar maggior spazio alle questioni etiche derivanti dallo studio della scienza economica, oggigiorno maggiormente interessata all’aspetto ingegneristico, ossia alla formulazione di modelli matematici. L’importante operazione che consente all’etica di tornare a giocare il ruolo che merita nella ricerca economica ci aprirà la strada per trattare, attraverso un approccio multidimensionale, l’insieme dei problemi del nostro tempo riguardanti lo sviluppo e il benessere di una società, la distribuzione e la povertà, l’inquinamento ambientale e la sostenibilità dei processi economici nonché la globalizzazione.
Ovviamente per ragioni di tempo e spazio saranno approfondite solo alcune di queste importanti questioni, senza che ciò faccia venir meno il nesso che li lega, ovvero la rilevanza etica che lo sviluppo porta con sé e il conseguente approccio multidimensionale richiesto.

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Introduzione “The ideas of economists and political philosophers, both when they are right and when they are wrong, are more powerful than is commonly understood. Indeed the world is ruled by little else. Practical men, who believe themselves to be quite exempt from any intellectual influence, are usually the slaves of some defunct economist.” (John Maynard Keynes) “The day is not far off when the economic problem will take the back seat where it belongs, and the arena of the heart and the head will be occupied or reoccupied, by our real problems, the problems of life and of human relations, of creation and behavior and religion.” (John Maynard Keynes) Per cercare di capire la realtà e i meccanismi soggiacenti ai più importanti fatti della nostra epoca non si può certamente non tener di conto delle dottrine economiche sviluppatesi nel corso del tempo. Infatti, gran parte dei problemi del nostro mondo sono in stretto rapporto con i processi economici (povertà, inquinamento, guerre, diseguaglianza e sfruttamento,…) i quali, quindi, non possono essere studiati isolatamente date le strette connessioni esistenti con la società, la politica e l‟ambiente. Già nell‟antichità Aristotele metteva in guardia dal pericolo di separare dal complesso della vita un particolare aspetto della felicità umana, come ad esempio il benessere economico, e di assolutizzarlo, operazione che invece la scienza economica moderna compie. L‟uomo antico pose la filosofia all‟inizio di ogni studio, in quanto scienza completa dell‟essere. Egli quindi era immune da ogni tentativo di dividere conoscenza e prassi dal senso dell‟esistenza. Questo pericolo si è materializzato nella moderna Teoria della Crescita Economica nella quale sono elaborati modelli che prevedono sentieri di lungo periodo caratterizzati da una crescita che, sia pure bilanciata (nel senso che tutte le variabili considerate, quali capitale fisico ed umano, reddito, consumo, etc., crescono allo stesso tasso), è destinata ad essere infinita. Questi risultati mostrano un‟incompleta comprensione del carattere complesso e multidimensionale che caratterizza non solo la vita umana a livello individuale e relazionale, e dunque sociale, bensì del sistema mondo nel suo insieme. Per tentare di spiegare come si sia potuti arrivare a risultati così estremi, ritengo illuminante la spiegazione della duplice origine 1 dell‟economia operata dall‟economista indiano Amartya Sen. La distinzione risiede nel considerare il carattere etico da un lato, e l‟approccio ingegneristico dall‟altro, i quali, presi congiuntamente, definiscono le fondamenta dell‟economia stessa.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Tiziano Distefano Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.