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L’esposizione di simboli religiosi negli edifici pubblici, alla luce della giurisprudenza della CEDU

La vicenda dell’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane, infine approdata – previo l’esaurimento dei rimedi giurisdizionali interni – all’attenzione dei giudici di Strasburgo, costituisce un’icastica rappresentazione della potenziale fragilità dell’architettura giuridica di uno Stato, oltreché un efficace banco di prova della tenuta dei diritti fondamentali delle moderne liberal-democrazie, e dei sistemi sovranazionali preordinati alla loro tutela, e a tal proposito ideati fin dall’indomani della tragica esperienza del secondo conflitto mondiale.
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – organo giurisdizionale cui è affidato il presidio della Convenzione siglata a Roma il 4 novembre 1950 – ha offerto una chiave di lettura della controversia dal limitato impatto sul sistema normativo interno, e tendenzialmente privilegiante le istanze di conservazione ordinamentale manifestate da molti Paesi, preoccupati innanzitutto di preservare il proprio patrimonio identitario.
Dalla trama argomentativa sposata dalla Corte EDU è emerso il tentativo di coordinare la duplice prospettiva dell’affermazione dei diritti individuali (invocata dalla società civile, per il tramite dei ricorrenti) e del mantenimento dello status quo nazionale (perorato dai Governi di molti degli Stati aderenti): la riuscita o il fallimento del proposito conciliativo, tuttavia, saranno decretabili solamente alla luce del seguito e delle conseguenze che le statuizioni rese dalla Corte europea avranno modo di produrre nel breve così come nel lungo termine.

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1 INQUADRAMENTO DELLA PROBLEMATICA I. Il principio di laicità dello Stato: contenuto, declinazioni e applicazioni. – II. La libertà religiosa nella Costituzione italiana: oggetto e limiti. – III. La libertà religiosa nella Convenzione europea dei diritti dell’Uomo. I. IL PRINCIPIO DI LAICITÀ DELLO STATO: CONTENUTO, DECLINAZIONI E APPLICAZIONI. Il modello di Stato pluralista descritto dalla Costituzione repubblicana rinviene nel principio di laicità una delle sue peculiari manifestazioni 1 . Il paradigma superprimario da cui quest’ultimo scaturisce è consacrato dal combinato disposto degli artt. 7, I c., e 8, I c., della nostra Carta costituzionale, a norma del quale l’eguaglianza delle confessioni religiose tutte e l’indipendenza dell’ordine statuale dall’ordinamento canonico conferiscono allo Stato italiano una 1 In tal senso, S. BERLINGÒ, Autonomia e pluralismo confessionali, eguale libertà e sistema normativo, in AA. VV., Studi per la sistemazione delle fonti in materia ecclesiastica, a cura di V. TOZZI, Salerno 1993, 62 ss.

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Ilario Nasso Contatta »

Composta da 115 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.