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Neostregoneria nell'orizzonte dei nuovi movimenti pagani. il caso della Wicca

Informazioni tesi

  Autore: Elena Razzoli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Formatore per le Risorse Umane e dell'Interculturalità
  Relatore: Pietro De Marco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 256

Il lavoro che ho svolto riguarda una componente fondamentale della neostregoneria moderna, la Wicca , la più diffusa delle religioni neopagane.
Il movimento Wiccan nasce in Inghilterra, quando nel 1951, furono abolite completamente le leggi contro la stregoneria e le streghe apparvero ufficialmente come vittime; la donna-strega divenne un’eroina ribelle contro l’oppressione patriarcale; argomento centrale del primo femminismo che è stato interiorizzato dalla Wicca dove, la Dea, insieme alla donna, è di primaria importanza. La nascita del movimento viene fatta coincidere con la pubblicazione di -Witchcraft Today-, di Gerald Gardner, nel 1954, dove sono evidenti le influenze della magia cerimoniale di Crowley con il quale aveva avuto contatti. Molte varianti si sono comunque create e diffuse quasi contemporaneamente.
La Neostregoneria percepisce il potere creativo dell’Universo come suddiviso in polarità complementari e interattive che costituiscono sfaccettature delle innumerevoli divinità pensate dagli uomini nel tentativo di comprenderle. Questo concetto premette la validità di tutte le forme di spiritualità e il rispetto per queste. Questo è anche il motivo per cui, in senso stretto non ci si “converte” alla Wicca e non si fa proselitismo. Ogni rappresentazione corporea dell’anima, affinché non ristagni, deve essere necessariamente unica; per questo ogni forma di diversità va rispettata e valorizzata. La morale wiccan, implica l’ideale di non danneggiare ma migliorare ciò che ci circonda e sé stessi, anche in quanto portatori dell’io divino.
La pratica magica è una componente essenziale del movimento. La magia non è però da intendersi come un’assoggettare la natura al proprio volere ma un muovere energie naturali, altrimenti incomprese, per provocare cambiamenti necessari. La sacralizzazione della natura mantiene, nella filosofia Wiccan, una concezione non dicotomica del Bene e del Male; si intende favorire l’affermazione di un etica cooperativa che concentri le energie personali in dinamiche comunicative atte a promuovere una vita migliore.
Il rapporto tra neopaganesimo e neostregoneria è in relazione con la controversia intorno alla tesi di Margharet Murray che, influenzata dalle ricerche di Bachofen sulle forme di ginecocrazia arcaica e da quelle del folklorista americano Charles Leland , relative alla sopravvivenza di una antica religione stregonica pagana legata ed in contrapposizione, al cristianesimo in Italia; la Murray sostenne che la stregoneria fosse semplicemente la vecchia religione universale dell’Europa precristiana, sopravvissuta in segreto e che l’Inquisizione condannò come satanismo per l’aspetto con il quale era rappresentato il principio maschile del culto. La tesi della Murray, prima di essere ampiamente criticata, ha avuto un notevole successo, sostenuto da molti autori che contribuirono a diffondere l’idea di una antica e complessa genealogia che collegherebbe le streghe odierne all’Antica Religione.
Storici come Carlo Ginzburg, pensano che la stregoneria non sia quella descritta dalla Murray, ma nemmeno una creazione degli inquisitori. L’ideazione della donna\strega è infatti, molto più antica, quando si attribuirono alla donna le caratteristiche meravigliose, terribili e mutevoli della Natura, in connessione anche al ciclo lunare legato alle concezioni di vita-morte-rinascita; secondo una logica binaria, chi ha il potere di donare la vita, ha anche implicitamente, quello di toglierla.
Alcuni motivi base, esplicitati dalla Murray, quindi, provenivano effettivamente da molto lontano. Il volo fantastico, alla riunione notturna, era già presente nel mondo greco-romano classico. L’immagine della strega cannibale era, allo stesso modo, diffusa tra le popolazioni nordiche. Secondo Ginzburg, quindi, la genesi del paradigma del sabba, deriverebbe da elementi di culture folkloriche, legati ad esperienze estatiche popolari. I malefici con i quali si spiegavano i mali sociali, (ovvero la proiezione della colpa su terzi in assenza del principio di causalità), proverrebbero da elementi della mitologia indoeuropea che rientrano in un sistema di convinzioni implicante il contatto costante tra vivi e morti. Contatto che molti autori hanno voluto associare al paradigma sciamanico ; altro elemento interiorizzato dal movimento Wiccan.
Il movimento si sente strettamente legato a quelle che sono le componenti da cui si è evoluto ma sarebbe sbagliato credere che la Wicca contemporanea sia prigioniera del dibattito sulle sue origini. Definirsi strega infatti, è spesso da intendersi più come provocazione femminista, in rapporto empatico con le vittime torturate dall’inquisizione, (sistema rappresentante il dominio maschile monoteista), che come credenza in una reale religione passata.

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9 Capitolo 1. Strutture Religiose Testimonianze epigrafiche provenienti da varie parti del mondo greco, 2 hanno confermato l’esistenza di feste biennali di tipo estatico o quasi estatico, assimilabili allo stereotipo sabbatico per le caratteristiche di entusiasmo sfrenato, danze notturne sui monti, orge in luoghi aperti di congregazioni di donne. Il rituale sembra più antico del mito delle Baccanti con il quale si vuole spiegarlo e sembra avere radici psicologiche profonde. Nei periodi in cui la straordinaria passione per la danza furoreggiò in Europa tra il XIV e il XVII secolo, si ballava fino a cadere per esaurimento; in Alsazia si credeva che fosse possibile imporre la mania per la danza invocandola mediante uno scongiuro che faceva danzare la vittima a intervalli regolari crescendo d’intensità fino al giorno di san Vito o san Giovanni dove la normalità riprendeva soltanto dopo una manifestazione esteriorizzante violenta. In Italia è nota la cura periodica mediante musica del morso della tarantola. Dodds ne conclude che le testimonianze epigrafiche, per quanto incomplete, rivelano una relazione con i culti reali delle menadi che non sono nella loro essenza personaggi del tutto mitologici ma un tipo umano osservato e osservabile nella realtà. Ho citato Di Simplicio per l’opera di chiarificazione della documentazione inquisitoriale relativa alla stregoneria medievale italiana, (soprattutto toscana). È vero che la neostregoneria nasce negli anni ‘50 del Novecento in Inghilterra e in particolare a Londra per poi diffondersi in Europa e soprattutto in America, ma l’Italia precristiana, al di là della veridicità storica dell’antica Arte Magica, è considerato il luogo in cui, più di ogni altro, si praticava e custodiva la Vecchia Religione. Leland, l’autore del Vangelo delle streghe 3 , ha sostenuto e diffuso questo fatto che è stato ripreso e ampliato da molti personaggi tra cui Margharet Murray. Con l’enorme successo e le numerose critiche ricevute, la teoria murrayana ha diffuso l’idea dell’esistenza di un ampio passato folkloristico pagano, gestito principalmente da sacerdotesse e costretto dalla violenza 2 Secondo Dodds, si tenevano a Tebe, Opunte, Melo, Pergamo, Periene, Rodi, in Arcadia, Mitilene e Creta, ma sicuramente si celebravano anche altrove. 3 C.G.Leland, Il Vangelo delle streghe, Stampa alternativa Nuovi Equilibri Viterbo, 2001. Quest’opera scritta nel 1899, ha avuto e continua avere molte ristampe.

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Parole chiave

stregoneria
paganesimo
nuovi movimenti sociali
neostregoneria
neopaganesimo
wiccan

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