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Studio del comportamento fessurativo di calcestruzzi auto-compattanti fibro-rinforzati "FRSCC" mediante Ring Test

Informazioni tesi

  Autore: Alex Mazzone
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Ancona
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria civile e ambientale
  Relatore: Valeria Corinaldesi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

L’analisi comparativa della tendenza alla fessurazione di calcestruzzi soggetti a ritiro vincolato in presenza o meno di fibre, sia esse sintetiche o in acciaio, è stato argomento di questo studio, nel quale sono riportati i risultati ottenuti per quanto riguarda il tempo di apparizione della fessura e l’effetto del creep su tale fenomeno tenendo sempre in considerazione tutti i parametri che influiscono su tali effetti e che variano nel tempo in funzione del processo di “maturazione” di un calcestruzzo

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Introduzione 1 Introduzione Con un corretto mix-design ed un adeguato processo di costruzione che include lo studio della miscela, il getto, la vibrazione e il curing, il calcestruzzo è un materiale che raggiunge una ragionevole durabilità. Tuttavia, anche quando tutti i dettagli vengono presi in considerazione durante le fasi di costruzione, se compaiono le fessure sulla superficie del calcestruzzo queste rappresentano un problema critico in termini di durabilità. Infatti la presenza di fessure altro non è che un libero passaggio per tutte quelle sostanze ed agenti aggressivi che possono portare il materiale ad un prematuro deterioramento e quindi ad una sicura riduzione della vita di servizio della struttura. Il ritiro in condizioni vincolate è una delle cause che porta alla formazione di fessure nel calcestruzzo. Infatti se impossibilitate le variazioni volumetriche, che naturalmente avvengono per effetto del ritiro, queste possono provocare lo sviluppo di tensioni di trazione residue che sono sufficienti a causare la fessurazione. L’entità delle tensioni di trazione che si sviluppano per effetto dell’impedimento delle variazioni volumetriche del calcestruzzo è direttamente proporzionale al ritiro lineare, quindi la riduzione di questa deformazione consentirebbe un miglioramento del comportamento fessurativo. Aggiungendo alla fragile matrice cementizia un materiale che sia in grado di resistere alle sollecitazioni di trazione è possibile ridurre la vulnerabilità alla fessurazione di questo materiale. Quindi, la presenza di fibre disperse all’interno della matrice cementizia potrebbe migliorare il comportamento fessurativo del calcestruzzo, dal momento che le fibre creano una sorta di cucitura interna della matrice cementizia, assorbendo e trasferendo gli sforzi di trazione attraverso la fessura. Molto spesso le fessure appaiono proprio quando il calcestruzzo ha una bassissima resistenza agli sforzi di trazione, cioè nei primi giorni di “vita”. In particolare le strutture più vulnerabili a tale problema sono soprattutto quelle con un basso rapporto volume/superficie essiccante come ad esempio pavimentazioni industriali o solette di ponti, per le quali non sempre si hanno a disposizione dei dispositivi di protezione del getto durante i primi giorni.

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Parole chiave

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viscosità
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creep in trazione
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