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Longing, Seeking, Dealing, Growing. Analisi e rappresentazione dei personaggi femminili nei film di Sofia Coppola.

Informazioni tesi

  Autore: Giuliana La Malfa
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Dams - Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Monica Dall'Asta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

La tesi approfondisce il tema dalla gioventù, in particolare, analizzando i personaggi femminili nella filmografia di Sofia Coppola. Sofia e "le sue ragazze" hanno molto da dire e, soprattutto, ognuna di loro rappresenta una fase nella vita di ogni ragazza. I temi dell’infanzia, della gioventù e della maturità sono proposti ricostruendo ciò che li rende significativi e unici e che lega indissolubilmente le sorelle Lisbon, Charlotte, Maria Antonietta e Cleo nel paradigma universale femminile.

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L O N G I N G , S E E K I N G , D E A L I N G , G R O W I N G 4 I N T R O D U Z I O N E Esistono due tipi di film: quello che effettivamente abbiamo visto e quello di cui ci ricordiamo. Ricordo di essermi approcciata al cinema di Sofia Coppola per curiosità. Avevo quattordici anni. Era il periodo di passaggio tra la scuola media e le superiori; quei momenti in cui senti che tutto intorno a te cambia e realizzi che anche tu stai cambiando, solo quando ti guardi allo specchio. Rimasi così affascinata dalla fotografia de Il Giardino delle Vergini Suicide che, qualche anno dopo, quando uscì, andai a vedere al cinema Lost in Translation. Fu così che quella curiosità, che inizialmente mi aveva attratto, era stata trasformata in adorazione. Riuscivo a impersonarmi nelle vicende delle giovani donne raccontate dalla Coppola e identificavo lei come modello a cui ispirarmi, una volta entrata nel mondo degli adulti. Al contrario della Coppola, non discendo da una famiglia di cineasti e attori e la mia aspirazione fino al quel momento era quella di perseguire la strada della legge. Posso dire, con assoluta sincerità, che Sofia è stata una importante figura nella mia esistenza adolescenziale: lei mi ha cambiato la vita. La figura della donna nel panorama cinematografico Noi donne siamo state abituate da una certa cinematografia, a considerarci come il “sesso debole”. Angeli terrestri, pure e caste, che hanno bisogno di un uomo per essere salvate e portate sulla retta via. Abbiamo mentito, facendo finta di essere indifese e siamo diventate, così, colpevoli di aver cospirato alla nostra oppressione. Tutt’oggi, le donne che si ergono al ruolo di anti-eroine – coloro che “are motivated by fires of passion other than sexual” 1 – sono considerate strane, non conformi al senso comune. Esiste una grande menzogna, che la società ha continuato a perpetrare per secoli, secondo cui la donna sia inferiore all’uomo. Una menzogna così radicata nella nostra conformazione comportamentale che riconoscerla sarebbe andare contro l’intera società. Virginia Woolf scrisse: “Women have served all these centuries as looking glasses possessing the magic and delicious power of reflecting the figure of man at twice its natural size” 2 . Il pregiudizio nei 1 “Sono motivate dai fuochi della passione, oltre che da quelli sessuali” (Molly Haskell, From revenge to rape. The treatment of women in the movies, Chigaco, p. XVI). 2 “Le donne sono servite, in tutti questi secoli, come degli specchi che possiedono il potere magico e delizioso di riflettere la figura dell’uomo due volte la sua dimensione naturale”(Ibidem, p.1).

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Parole chiave

gioventù
adolescenza
ragazze
sofia coppola
il giardino delle vergini suicide
marie antoniette
lost in traslation
somewhere
il ruolo nella donna nei film

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