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Morire dal ridere - La parodia nel cinema Horror: Frankenstein Junior di Mel Brooks

Informazioni tesi

  Autore: Anna Sola
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Dams - Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Roberto Nepoti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

Si propone una analisi dei metodi e dei linguaggi usati nella parodia e dei suoi effetti sull'ascoltatore. In particolare si va ad esaminare il film Frankenstein Junior di Mel Brook, parodia del celebre Il mostro di Frankenstein di Mary Shelley poi portato al cinema con numerosi film della Universal.

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3 er iniziare il discorso sulla parodia cinematografica credo sia d’obbligo fare almeno alcuni accenni alla storia della parodia e delle sue discussioni teoriche, citando le maggiori correnti di pensiero e i maggiori studiosi che se ne sono occupati, sia dal punto di vista letterale che, in seguito, in ambito cinematografico. La Parodia è infatti un processo artistico che percorre gran parte della storia della civiltà e che comprende tutte le maggiori forme d’arte, dalla pittura alla musica, dalla letteratura al teatro per finire con il cinema. E’ comunque alla letteratura greca antica che dobbiamo il termine Parodia che deriva dalla congiunzione tra Parà (simile) e Odè (canto). Già dal nome, quindi, traspare l’idea di un canto, o meglio un controcanto, che procede al fianco di quello ufficiale. Questa pratica antica si trasforma metaforicamente nel concetto di parodia come opera artistica tesa a costruire un commento ironico e sovversivo rispetto all’opera ‚ufficiale‛. Il termine è presente già nella Poetica di Aristotele dove il filosofo greco distingue due diversi modi di rappresentazione: quello narrativo e quello drammatico che a loro volta vengono divisi a seconda che trattino di materia alta o bassa: le rappresentazioni drammatiche erano la tragedia (materia alta) e la commedia (materia bassa), alle quali corrispondevano rispettivamente le forme narrative dell’epopea e della parodia, appunto. 1 Dal riscontro con altri autori antichi, si arriva alla conclusione che il termine usato all’epoca denoterebbe un testo narrativo non lungo, in versi e stile epico, ma applicati ad un soggetto frivolo, satirico o eroicomico. Genette successivamente distinguerà, inoltre, due diversi tipi di parodia antica: il travestimento burlesco, come l’Eneide travestita, che tratta con uno stile basso un 1 A. Barbaro “Frankenstein, un mostro di celluloide tra horror e parodia”; costa&nolan editori, 2006, p. 108

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Parole chiave

genette
parodia
decodifica
intertestualità
mary shelley
mel brooks
genere horror
linguaggi cinematografici
boris karloff
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bachting
marty feldmann
cinema anni '70
frankenstein

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