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Benessere, Equità e Tassazione: Implicazioni ed Interrelazioni

Informazioni tesi

  Autore: Gaetano Tufolo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Marina Colonna
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 90

La tesi verte su tre punti fondamentali: Benessere\efficienza, equità e tassazione.
I concetti dell’economia del benessere
L’economia del benessere è la parte normativa dell’economia: è molto analitica, piena di teoremi. Nessuno dei teoremi, ad ogni modo, dice che: “Il governo dovrebbe optare per un’allocazione y piuttosto di un’allocazione x”. Essi forniscono solamente dei criteri di scelta, dei ragionamenti e dei possibili metodi da poter utilizzare. La prima idea base utilizzata è la nozione di economia competitiva. Questo implica che nel sistema economico ci siano decine di migliaia di imprese e che vendano i beni prodotti in competizione tra loro. Per noi un’economia competitiva è un sistema di massimizzazione del profitto per le imprese e di massimizzazione dell’utilità per gli individui. Tutto girerà intorno all’idea della Pareto efficienza. Un’allocazione è Pareto efficiente se non è possibile migliorare la situazione di una persona senza peggiorare quella di un’altra. Con le idee di economia competitiva e di Pareto efficienza ben chiare, possiamo imbatterci nel primo teorema dell’economia del benessere: esso dice che un’economia competitiva garantisce il raggiungimento di un’allocazione Pareto efficiente. Ad ogni modo, la nozione di Pareto efficienza non deve essere sopravvalutata, in quanto un’allocazione Pareto efficiente non è detto che sia la migliore. Un allocazione efficiente potrebbe non essere “equa”. Questa osservazione motiva il secondo teorema base dell’economia del benessere. Esso dice che attraverso piccole modifiche riguardanti trasferimenti monetari nei confronti di varie persone, il meccanismo competitivo può essere utilizzato per raggiungere una certa allocazione X programmata. In breve, il primo teorema dice che il mercato competitivo porta ad un allocazione Pareto efficiente, il secondo che ogni allocazione Pareto efficiente può essere raggiunta con un meccanismo di mercato competitivo modificato.
I concetti della teoria della scelta sociale
I due teoremi base dell’economia del benessere riguardano competizione ed efficienza. Ma nessuno dei due risponde alla seguente domanda: Quale allocazione dovremmo scegliere tra le Pareto efficienti? Possiamo chiederci se è concepibile che una società abbia preferenze simili a quelle individuali. La teoria della scelta sociale riguarda per lo più le preferenze sociali e come esse possano essere scoperte e misurate. Le preferenze sociali potrebbero essere determinati da criteri economici, da criteri del mercato o da analisi costi-benefici. Le preferenze sociali possono essere determinate da criteri egualitari, equi o da nozioni come il criterio maximin di Rawls. Il voto è un modo eccezionale di definire o rilevare le preferenze sociali. Il meccanismo di voto più utilizzato è quello maggioritario.. ma questo può portare ad un paradosso: la violazione della transitività. Successivamente viene illustrato il teorema più importante della teoria della scelta sociale: Il teorema dell’impossibilità di Kenneth Arrow. Esso dice che è possibile rispettare i tre principi di razionalità minima solamente in una dittatura, dunque ogni tentativo di trovare le preferenze sociali cercando di rispondere alla domanda “quando A è socialmente migliore di B” sarà inconcludente. Il teorema di Arrow riguarda il problema della trasformazione di preferenze individuali in preferenze sociali. Un’autorità centrale ha difficoltà a scoprire le preferenze “reali” delle persone, esse potrebbero essere fornite incomplete, false oppure manipolate. Inoltre potremmo trovarci di fronte a cause di “fallimento del mercato”, come esternalità, beni pubblici e informazione asimmetrica.
Il concetto di tassazione e i suoi impatti sul benessere
Nel nostro trattato, oltre a benessere e scelta sociale, analizzeremo specificamente il problema della tassazione. Possiamo anticipare che una tassazione pura mina al benessere sociale, frena il consumo, gli investimenti e la connessa crescita del PIL. Questi ultimi aspetti macroeconomici, tuttavia, non saranno analizzati nel nostro trattato essendo noi focalizzati per lo più sul benessere sociale e, dunque, sul costo sociale di suddetta tassazione. Analizzeremo nello specifico cosa accade con la tassazione sul consumo. Studieremo cosa accade con sistemi di tassazione sul reddito, sia esso lavorativo oppure sia esso un reddito da capitali e vedremo se riscontreremo o meno un meccanismo di distorsione dei prezzi, di distorsione dell’economia. Procederemo ad un’attenta analisi della teoria della tassazione ottimale e della teoria dei sistemi di tassazione ottimale. Vedremo, in concreto, quali strumenti un governo ha a disposizione, quando esso attuerà un tipo di tassazione piuttosto che un altro e su quali criteri di scelta possa esso basarsi. Infine, analizzeremo anche le influenze della tassazione sull’equità, in particolare, vedremo quali conseguenze porta con se l’evasione fiscale e vedremo anche tecniche di arbitraggio fiscale.

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6 CAPITOLO 1: L’ECONOMIA DEL BENESSERE Il benessere rappresenta una delle nozioni più controverse dell’indagine socio- economica, sia sul piano concettuale che su quello operativo, dato il suo carattere multidimensionale ed elusivo che ne fa materia di analisi interdisciplinari. Con il termine Economia del benessere si intende lo studio di quei processi economici che influenzano direttamente il benessere individuale e collettivo. Essa studia l’allocazione delle risorse dell’economia ed è mossa da una domanda: esiste una allocazione delle risorse migliore delle altre? Esiste un’allocazione grazie alla quale le persone stanno meglio? 1. Assunzioni fondamentali Prima di parlare di allocazioni e distribuzioni di risorse è opportuno fare alcune premesse. La prima fondamentale assunzione è che le persone sanno cosa vogliono, esse conoscono le loro preferenze riguardo certe combinazioni di beni, se un individuo si trova davanti a due beni x e y, può affermare: 1. Che preferisce x ad y 2. Che preferisce y ad x 3. Che è indifferente tra i due. Questo è l’assioma della completezza. La seconda assunzione fondamentale è quella della transitività. Se A è preferito a B e B è preferito a C allora A sarà preferito a C. Come si può notare, la transitività implica la coerenza. Questi due assiomi, insieme a quello della riflessività (un paniere di beni è almeno altrettanto preferito a se stesso) costituiscono i principi di razionalità minima. Tali premesse saranno particolarmente utili in seguito, quando parleremo di criteri di scelta sociale. Altre assunzioni fondamentali riguardano consumatori ed imprese, i primi sono interessati alla massimizzazione dell’utilità, i secondi alla massimizzazione del profitto. 2. Allocazioni, scatola di Edgeworth e Pareto efficienza L’allocazione è la ripartizione di risorse scarse fra usi alternativi. Partiamo, dunque, dal presupposto che in economia le risorse siano scarse e che bisogna trovare un metodo efficiente di sfruttarle.

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