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Ouranos e Kronos. Attestazioni letterarie e documentazione archeologica del mondo greco

Il presente lavoro, pur avendo un carattere prettamente analitico, ha l’obiettivo di fornire un quadro dettagliato delle raffigurazioni interessanti Ouranos e Kronos, mettendo in risalto le motivazioni per cui determinati aspetti del mito sono stati, nel mondo figurativo, privilegiati ad altri.
Si sono innanzitutto tracciate le linee generali di tali miti, integrando lo studio delle attestazioni letterarie del mondo greco con l’analisi dei testi orientali da cui i miti di Ouranos e Kronos provengono.
Successivamente a questa prima parte dedicata alle fonti scritte sono state esaminate e discusse le raffigurazioni inerenti Ouranos e Kronos; nonostante l’esiguo materiale a disposizione in cui le divinità sono certamente identificabili, l’indagine si è rivelata comunque fruttuosa, poiché è stato possibile individuare le iconografie ricorrenti e trarre adeguate conclusioni.

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3 I. DALLA COSMOGONIA AL REGNO DI KRONOS Le attestazioni letterarie del mondo greco I.1. Esiodo – Teogonia La Teogonia di Esiodo è la fonte fondamentale per quanto riguarda la tradizione letteraria dei miti. Poeta della Beozia, Esiodo si distingue da tutti gli altri poeti in quanto è il prescelto dalle Muse per narrare la verità cosmogonica (tratto che, secondo Arrighetti, caratterizza in senso filosofico il pensiero di Esiodo) 8 ; ed è proprio nel prologo della Teogonia – propriamente denominato Inno alle Muse 9 – che viene raccontato l’incontro del poeta con le dee. La storia della cosmogonia comincia con l’apparire del Chaos, il vuoto, nel quale prendono forma Ge, la Terra, Tartaros, il buio baratro situato sotto l’Ade, ed Eros, l’entità che permette la procreazione. Ge dà alla luce, per partenogenesi, Ouranos, il Cielo, con il quale genera i Titani, i Ciclopi e gli Ecatonchiri. Ouranos, presi in odio i propri figli, impedisce che vengano alla luce, confinandoli all’interno della madre. Ge allora chiede ai suoi figli di punire Ouranos, e solo Kronos, il più giovane dei Titani, si fa avanti. Brandendo la falce creata dalla madre, evira il padre quando questi si stende tutto attorno a Ge, dopodiché ne prende i genitali e li scaglia in mare. Le gocce di sangue stillate, fertilizzano un’ultima volta la Terra, e ne nascono le Erinni, i Giganti e le ninfe Melie, mentre dalla spuma del mare fecondata dal seme di Ouranos, prende forma Afrodite. Kronos poi libera i fratelli Titani, e con sua sorella Rea genera quelli che saranno gli Dei Olimpici: Estia, Demetra, Era, Poseidone, Ade. Ma una profezia di Ouranos e Ge, sul suo destino di essere spodestato da uno dei suoi figli, induce Kronos ad ingoiarli alla nascita. Solo Zeus riesce a scampare al destino; grazie all’inganno di Rea, Zeus si trova in salvo a Creta, cresciuto e accudito dalle ninfe e da Amaltea, e difeso dai Cureti, mentre a Kronos è stata data al suo posto una pietra avvolta in fasce, che lui inghiottisce. Una volta adulto, e grazie all’aiuto di Ge, Zeus farà rigettare al padre i propri fratelli e sorelle; dopodiché affronta Kronos e i Titani nella grande battaglia 8 Arrighetti 1989, pp. 10-17. 9 Arrighetti 1984, pp. 22-28.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valerio Farace Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.