Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il confine Messico - Stati Uniti tra economie aperte e frontiere chiuse

L'elaborato analizza l'attuale traiettoria di riconfigurazione del confine tra Messico e Stati Uniti, soggetto ad una tensione tra apertura e chiusura, tra la dissoluzione di barriere a determinati flussi - merci, capitali, servizi - e la costruzione di barriere volte ad impedire il passaggio ad elementi indesiderati - immigrati irregolari, narcotici, terroristi.
Con il primo capitolo ci si propone di ripercorrere le fasi salienti del processo di costruzione del confine, a partire dalle travagliate vicende della guerra del 1846-48 che hanno condotto alla sua definizione, attraverso la dialettica costante tra la pretesa dello Stato di affermare il confine della propria sovranità e la prassi individuale del suo attraversamento. A partire dagli anni '70 le questioni considerate cruciali nell'economia della frontiera - l'immigrazione ed il narcotraffico - hanno progressivamente acquisito una rilevanza prioritaria, alimentando un'escalation nella fortificazione del confine, realtà divenuta particolarmente stridente negli anni '90, con il parallelo approfondirsi dell'integrazione economica nel quadro del North American Free Trade Agreement (NAFTA).
La risposta al dilemma posto da un confine che si pretendeva contemporaneamente membrana permeabile e barriera impenetrabile venne individuata nella costruzione di un “muro intelligente”, capace grazie alla tecnologia di filtrare gli attraversamenti leciti da quelli illeciti. L'attuazione del progetto del muro virtuale costituisce l'oggetto del secondo capitolo, che si conclude con la valutazione della misura, giudicata inefficace ed in alcuni casi controproducente rispetto agli obiettivi prefissati (la riduzione dell'immigrazione illegale e dei flussi di narcotici diretti negli USA).
Nel terzo capitolo si tenta di delineare alcuni aspetti che potrebbero mettere in luce alcuni risvolti diversamente razionali della riconfigurazione del confine, nel cui ambito il muro rappresenta la componente più visibile di un ampio processo di gestione dei flussi transfrontalieri da parte dello Stato, deterritorializzato e diffuso. La produzione giuridica e le pratiche discorsive che articolano il discorso politico, ad esempio, concorrono alla costruzione di un confine sociale che marca la distinzione tra gli inclusi ed esclusi dallo spazio nazionale. L'analisi verterà poi sull'articolazione degli interessi sottostanti il processo di formulazione delle politiche migratorie. Queste prendono forma in un'arena in cui gruppi di interesse e attori politici interagiscono secondo logiche clientelari e dinamiche elettorali, ricombinandosi in coalizioni strategiche atipiche. Infine, si prenderà in considerazione l'aspetto simbolico delle misure di border enforcement, interpretate non solo come atti ma anche come come gesti di forte impatto visivo, considerando il confine come un “palcoscenico” dove lo Stato proietta un'immagine di controllo.

Mostra/Nascondi contenuto.
2 Introduzione I bicchieri semivuoti tintinnarono. ―Quando ci lascerete in pace?‖ chiese Morgado. ―Chi a chi?‖ ―Voi gringos a noi messicani.‖ ‖Mai. Siamo vicini. O te lo sei scordato?‖ ―Neanche noi vi lasceremo in pace.‖ ―We know.‖ ―E allora?‖ ―È come un matrimonio malriuscito. E senza possibilità di divorzio. Da qui all'eternità.‖ ―Che fregatura.‖ Gabriel Trujillo Muñoz, Il banchetto dei corvi, 2002 Quando la linea di confine tra Messico e Stati Uniti venne definitivamente disegnata, nel 1848, l'asimmetria tra i due mondi che pretendeva di separare risaltava già come sua principale caratteristica. Oggi, non diversamente, «the U.S.-Mexican border es una herida abierta where the Third World grates against the first and bleeds». 1 I rapporti tra il coloso del Norte ed il suo vicino meridionale sono sempre stati complicati, oscillanti tra l'isolazonismo negligente e la cooperazione reticente. Sebbene le relazioni tra i due paesi siano decisamente migliorate con la fine della guerra fredda, i motivi di dissidio tra Washington e Città del Messico, unite da vincoli economici, politici, sociali sempre più forti, non sono scomparsi. La gestione del confine che i due paesi condividono rappresenta attualmente l'aspetto più problematico delle relazioni tra Messico e Stati Uniti, segnate dalle spinose questioni progressivamente affermatesi come fulcro dell'agenda politica bilaterale: il narcotraffico e l'immigrazione illegale. Dal 2006, lungo il confine messicano-americano, si va costruendo un muro che pretende di separare i lavoratori in cerca di impiego da chi è disposto ad assumerli, e i venditori di narcotici dagli acquirenti ansiosi di comprarli. Ciò che rende particolarmente peculiare questa barriera è il suo sorgere nel bel mezzo di una regione dinamica, estesa su territorio sia messicano che statunitense dalle caratteristiche proprie e profondamente distinta dai due paesi. Caratterizzata da una popolazione in forte crescita —i 12 milioni di abitanti raddoppieranno, secondo le stime attuali, 1 Gloria Anzaldúa, Borderlands/La Frontera. The New Mestiza, Aunt Lute Books, San Francisco, 2007, p. 25

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Valentina Abalzati Contatta »

Composta da 134 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4163 click dal 24/08/2011.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.