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Approccio interattivo - cognitivo in un soggetto con comportamenti disfunzionali di evitamento sociale

La psicoterapia interattivo - cognitiva è una particolare interazione tra un terapeuta osservatore, al tempo stesso osservato, ed un utente osservato, al tempo stesso osservatore, i quali, mediante un lavoro epistemologico, accomunano delle risorse e pianificano un progetto per modificare gli schemi interattivo – cognitivi che strutturano e mantengono il comportamento disfunzionale. Lo psicoterapeuta incontra “oggetti” ed “eventi” che sono il risultato sia delle attività mentali e comportamentali della persona (l’osservato), sia dei concetti e delle teorie che egli adotta in qualità di osservatore. Tale processo interattivo non è soltanto un confronto epistemologico, ma una presa di coscienza epistemologica, un lavoro su come si conosce ciò che si conosce (Bateson), in cui il terapeuta utilizza la risignificazione cognitiva per stimolare la persona a sperimentarsi in un Sé alternativo e ad adottare nuove abilità e competenze cognitivo – comportamentali col fine di produrre una rifondazione epistemologica. La psicoterapia interattivo – cognitiva dunque è un processo interpersonale che, movendo da una presa di coscienza epistemologica, giunge alla comprensione e al cambiamento degli schemi cognitivi ed interattivi (sistema di relazioni e di costrutti) che risultano inadeguati al contesto interpersonale e sociale. Per raggiungere tali obiettivi, essa ricorre a strategie e tecniche coerenti con l’universo simbolico, con i sistemi di credenze e di valori, con il linguaggio e le rappresentazioni del cliente. I problemi umani sono considerati il prodotto dell’interazione tra soggetto e realtà, e soprattutto del “come” ognuno percepisce la realtà mediante la prospettiva assunta, gli strumenti conoscitivi utilizzati e il tipo di linguaggio usato. Tale complesso sistema di percezione ed elaborazione di se stessi, degli altri e del mondo costruisce rappresentazioni di realtà che talvolta, nel caso di persone che soffrono di un disturbo, conducono a comportamenti disfunzionali. L’efficacia della psicoterapia dipende sia dalla qualità dell’interazione con la persona, sia dalla sua motivazione al cambiamento che, assieme alla domanda, deve essere accuratamente valutata dal terapeuta. La psicoterapia interattivo-cognitiva deve essere in grado di auto-perturbarsi, cioè di mettere in crisi i suoi presupposti teorici e metodologici per rispondere in modo funzionale all’unicità ed alla complessità di ogni persona.

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3 “Nella storia naturale dell’essere umano l’ontologia e l’epistemologia non possono essere separate; le sue convinzioni (di solito non consapevoli) sul mondo che lo circonda determineranno il suo modo di vederlo e di agirvi, e questo suo modo di sentire e di agire determinerà le sue convinzioni sulla natura del mondo. L’uomo vivente è quindi imprigionato in una trama di premesse epistemologiche ed ontologiche che, prescindere dalla loro verità e falsità ultima, assumono per lui carattere di parziale autoconvalida” Bateson, G., (1976) Verso un’ecologia della mente, pag.345 PREMESSA L’epistemologia è la teoria generale della conoscenza che si occupa dello studio critico dei fondamenti, della natura e delle condizioni di validità del sapere scientifico. L’epistemologia della complessità ha rilevato che ogni osservazione o descrizione è autoreferenziale, in quanto riflette l’ordinamento della realtà del sistema conoscitivo che lo formula: le teorie e gli scopi conoscitivi dell’osservatore costruiscono i fatti, confermando il suo sistema di rappresentazioni e credenze. L’epistemologia della complessità applicata allo studio del comportamento umano ha creato il paradigma antropomorfico, secondo il quale il termine personalità comprende una pluralità di processi psicologici (stati mentali, costrutti autopercettivi, schemi interattivi) prodotti dalle persone in relazione tra loro ed entro situazioni intersoggettive, episodi sociali, contesti simbolici, normativi e storico-culturali. Secondo la posizione antropomorfica, gli eventi psichici hanno una loro peculiarità per cui necessitano di essere studiati con categorie e metodi propri delle scienze umane e sociali (metodo razionale e storico-ermeneutico). Il fine della psicologia è quello di formulare metodi e principi che consentano di interpretare il significato delle azioni di cui gli individui sono autori, ricercando altresì le ragioni in base alle quali ogni individuo organizza intenzionalmente il proprio comportamento attraverso strategie e regole che guidano le azioni. La persona è consapevole e capace di pianificare il proprio comportamento in funzione di scopi e significati soggettivamente rilevanti, utilizzando le parti di sé più adatte a sostenere l’adattamento o il cambiamento delle situazioni interattive. Pertanto la realtà dipende da un certo contesto, dalle sue forme di relazione e dalle pratiche conoscitive che la costruiscono: esistono processi che “consentono di dare una configurazione realistica a certi artefatti umani”. La costruzione della realtà, le cui proprietà si fondano su un sistema di accordi intersoggettivi, è considerata l’effetto di un’attività mentale: essa è generata dal linguaggio ordinario ed è costituita di simboli, regole linguistiche e valori. La comprensione cognitiva dei fatti umani avviene dunque attraverso sistemi simbolici, imponendo il ricorso ad un pluralismo teorico e metodologico per accedere ai diversi costrutti dotati di senso chiamati realtà. Secondo tale prospettiva pluralistica e concettuale, non esistono fatti in sé, ma

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Marta Dal Santo Contatta »

Composta da 23 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.