Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Gli infortuni sul lavoro e la responsabilità civile del datore di lavoro

La sicurezza sul lavoro è oggi più di ieri tema vivo e scottante in quanto le nuove tecniche di produzione e l’ingegneria industriale incidono sempre più sulle modalità di esecuzione di ogni attività lavorativa, moltiplicando quindi il rischio ed il pregiudizio per l’integrità sia morale ma soprattutto fisica del lavoratore.
Da ciò si impone l’analisi e lo studio, anche storico, del sistema legislativo predisposto dal nostro legislatore per la tutela e l’integrità nei luoghi di lavoro, accompagnando a questo anche la lettura della nostra carta costituzionale e precisamente l’articolo 38 che esalta il diritto di tutti i lavoratori a mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia, disoccupazione volontaria, integrato con l’articolo 32 nel quale viene sottolineato il valore etico e sociale del diritto alla salute.
E’ noto, nel diritto del lavoro, che il rischio professionale è assunto nel nostro ordinamento a giustificazione del sistema di tutela antinfortunistica legislativamente apprestato, e ciò significa una cosa sola: che gli infortuni sul lavoro, essendo inevitabilmente collegati all’esercizio di attività industriale, solo a questa si sarebbe dovuto accollarne il relativo peso; sennonché in sede di traslazione legislativa di tale idea si accompagnò l’esonero della responsabilità civile del datore di lavoro, salvo il caso di sua accertata responsabilità penale.
Da ciò emerge, usando una nota espressione del Balandi, che il danno ricade sull’impresa, la quale deve sempre pagare, ma proprio perché il danno è considerato inevitabile, sempre per ragioni di giustizia, l’impresa deve pagare meno e molto meno di quanto avrebbe dovuto in caso di responsabilità. All’opposto il lavoratore riceve prestazioni inferiori rispetto all’integrale risarcimento del danno in quanto egli non può invocare la piena responsabilità del proprio datore di lavoro.

Mostra/Nascondi contenuto.
-2- PREFAZIONE La sicurezza sul lavoro è oggi più di ieri tema vivo e scottante in quanto le nuove tecniche di produzione e l’ingegneria industriale incidono sempre più sulle modalità di esecuzione di ogni attività lavorativa, moltiplicando quindi il rischio ed il pregiudizio per l’integrità sia morale ma soprattutto fisica del lavoratore. Da ciò si impone l’analisi e lo studio, anche storico, del sistema legislativo predisposto dal nostro legislatore per la tutela e l’integrità nei luoghi di lavoro, accompagnando a questo anche la lettura della nostra carta costituzionale e precisamente l’articolo 38 che esalta il diritto di tutti i lavoratori a mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia , disoccupazione volontaria, integrato con l’articolo 32 nel quale viene sottolineato il valore etico e sociale del diritto alla salute. E’ noto, nel diritto del lavoro, che il rischio professionale è assunto nel nostro ordinamento a giustificazione del sistema di tutela

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Enrico Maria Torresani Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 19759 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 49 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.