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Il mutuo riconoscimento di titoli e qualifiche professionali

Le pratiche di mutuo riconoscimento di titoli e qualifiche professionali consentono ai cittadini dell’Unione Europea di poter svolgere, in un qualsiasi Stato membro, una professione per la quale abbiano conseguito adeguate qualifiche in un altro Stato.

Tramite l'analisi di cinque sentenze della Corte, relative a altrettanti differenti casi e risalenti a periodi diversi, si valuterà l'apporto, a mio parere fondamentale, di questa istituzione comunitaria nello sviluppo dei sistemi di riconoscimento dei diplomi.
Si potrà quindi giungere ad una conclusione in cui verranno esposte delle considerazioni generali sull'operato dell'Unione Europea in quest'ambito fino ai giorni nostri analizzando gli aspetti positivi e le eventuali modifiche da apportare al sistema per raggiungere lo scopo, come già detto ritenuto fondamentale, di una piena integrazione economica e politica dei popoli europei.

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3 INTRODUZIONE L‟obiettivo di questo lavoro di tesi consiste nell‟analisi delle pratiche di mutuo riconoscimento di titoli e qualifiche professionali. Queste consentono ai cittadini dell‟Unione Europea di poter svolgere, in un qualsiasi Stato membro, una professione per la quale abbiano conseguito adeguate qualifiche in un altro Stato. L‟importanza di questo argomento è evidente sin dalla nascita della Comunità Economica Europea. Nel Trattato di Roma del 1957, istitutivo di questa organizzazione, era infatti stato inserito un articolo, l‟art. 57 (diventato poi art. 47 in seguito alla firma del Trattato di Amsterdam e art. 53 dopo Lisbona) che stabiliva, al fine di agevolare l‟accesso alle attività non salariate e l‟esercizio di queste, l‟emanazione, da parte del Consiglio, di direttive intese a favorire lo sviluppo di questa materia. Tale articolo, inoltre, prevedeva un‟opera di armonizzazione delle varie normative statali che disciplinavano le attività di lavoro autonomo o libero professionale 1 . Quello della facilitazione all‟accesso al mercato del lavoro, infatti, è sempre stato un tema rientrante nell‟ambito della libertà di circolazione delle persone, la cui piena attuazione era uno dei principali obiettivi delle istituzioni comunitarie per porre le fondamenta non solo dell‟integrazione economica, ma anche, e soprattutto, dell‟unità politica dei popoli europei. Nonostante, però, l‟evidente rilevanza data a questo problema in fase di stipulazione del Trattato, il processo che doveva condurre alla creazione di un sistema di riconoscimento dei titoli è stato lungo e tormentato. 1 Articolo 47 TCE: “1. Al fine di agevolare l'accesso alle attività non salariate e l'esercizio di queste, il Consiglio, deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 251, stabilisce direttive intese al reciproco riconoscimento dei diplomi, certificati ed altri titoli. 2. In ordine alle stesse finalità, il Consiglio, deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 stabilisce le direttive intese al coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative all'accesso alle attività non salariate e all'esercizio di queste. [ … ] ”

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Alessio Ariodante Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.