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Voci d'altrove. Nelo Risi poeta e traduttore

All’interno della storia della poesia italiana del Novecento numerosi sono gli autori che affiancano all’attività scrittoria originale quella di traduzione di testi di poeti stranieri. Appartenente all’alveo dei poeti-traduttori è Nelo Risi, le cui raccolte di poesia si sono succedute in un arco di oltre sessant’anni, affiancate da una preziosa attività di traduzione rivolta precipuamente alla letteratura francese.
Per tracciare le linee-guida della poetica risiana si può adottare una metodologia fondata, quindi, sulla comparazione tra produzione poetica e attività traduttiva.
Prendendo le mosse dagli esordi poetici di Risi e dalle traduzioni di componimenti dei surrealisti francesi Prévert, Michaux e Desnos, l’analisi delle scelte del traduttore è seguita dai riferimenti alle poesie dello stesso che manifestano l’influenza delle poetiche degli autori tradotti.
Dagli scherzi verbali prevertiani alla cripticità dei versi di Michaux e Desnos si evidenziano la duttilità e la mutevolezza delle scelte traduttive così come l’influenza tonale e ritmica surrealista sul verso risiano.
Più articolato risulta il rapporto tra il poeta lombardo e il Laforgue della “prosa d’arte” delle Moralités légendaires: pur nella diversità d’epoca e cultura sono riscontrabili affinità di entrambi i poeti con le arti figurative e nel comune riferirsi all’ironia e alla volontà di fuga.
Esempi di come, nel rapporto tra scrittura e modernità, soltanto la sublimazione nell’arte sia portatrice di un intimo e profondo senso di salvezza.

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2 Introduzione La storia della poesia italiana del Novecento è contrassegnata da significative esperienze di traduzione. Che sia un esercizio linguistico commissionato, organico a progetti di pubblicazione di opere di autori stranieri, o autentica urgenza espressiva che si volge oltreconfine, numerose sono le testimonianze o, diversamente, gli “esperimenti” traduttivi che scandiscono l’attività letteraria di poeti come Fortini, Luzi, Sereni e Caproni, per citare i maggiori. Traduzioni di testi, ma anche traduzioni di echi, di suggestioni che un componimento ha indotto o suscitato. Invaghimento musicale, sonoro e ritmico, oltre i limiti stabiliti dalla parola e dalla versificazione. Come sottolinea Vittorio Sereni nella premessa a Il musicante di Saint-Merry «è un lavoro rasserenante, esenta dallo sgomento della pagina bianca […] Un nume che ci osservava dall’alto diventa via via un ospite silenzioso ma disponibile e incoraggiante» 1 . Appartenente all’alveo dei poeti-traduttori come Sereni è Nelo Risi, intellettuale eclettico, vero e proprio «poligrafo umanista» 2 secondo una definizione di Buffoni, ma anche figura di poeta dall’acuta sensibilità critica, che ha attraversato buona parte del secolo da poco conclusosi sino a offrire una viva e puntuale testimonianza del tempo presente. L’interesse nei confronti della letteratura straniera, precipuamente di quella francese, si è concretizzato nelle traduzioni di componimenti di Apollinaire, Supervielle, Jacob, Frénaud, Michaux, Queneau, Desnos, Nerval e Prévert. Un’attenzione maggiore è invece riservata a Jouve, di cui Risi traduce Paradis perdu (poema unitario ispirato alla Genesi) e cura la versione italiana di un’ampia silloge di poesie. Da questo corpus di traduzioni di poesia si discosta, poi, la complessa “prosa d’arte” di Laforgue, le cui Moralités légendaires sono integralmente tradotte dal poeta milanese. 1 V. Sereni, Premessa a Id., Il musicante di Saint-Merry e altri versi tradotti, Torino, Einaudi, 1981, p. XXXIII. 2 N. Risi, Compito di francese e d’altre lingue 1943-1993, Milano, Guerini e Associati, 1994, p. 7.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Enrico De Benedictis Contatta »

Composta da 47 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.