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Camminare nel mondo senza lasciare impronte? Verso una geografia del turismo sostenibile in Ecuador

Informazioni tesi

  Autore: Paola Aceto
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Silvia Scorrano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 150

Il turismo sostenibile appare oggi una disciplina densa di contraddizioni: da un lato è evocato come la soluzione a tutti i mali, dall’altro è accusato di non essere fattibile né efficace nella pratica. Questi problemi sono generati da una confusione terminologica tra le tante definizioni usate (prime tra tutte "turismo sostenibile" ed "ecoturismo") e dall’impostazione estrema della sostenibilità come tentativo di “camminare nel mondo senza lasciare impronte”. Secondo un nuovo approccio, il concetto di sostenibilità non dovrebbe negare l’impronta umana sul pianeta, ma educare la nostra specie a camminare in armonia con gli altri elementi dell’ecosistema, di cui è una componente fondamentale, con lo scopo di imprimere un’impronta migliore.
Partendo dal problema terminologico, la tesi si focalizza sull’evoluzione del concetto di sostenibilità applicato al turismo e sull’analisi degli impatti ambientali, economici e culturali della circolazione turistica (settore trasporti) e delle strutture ricettive (settore alberghiero). Il caso di studio dell’Ecuador evidenzia come la sostenibilità sia la riscoperta di uno stile di vita soffocato, nel nostro mondo, dall’industrializzazione: il mix peculiare nella politica turistica del Paese è costituito dall’unione del concetto di sostenibilità di provenienza occidentale con i valori tramandati dai popoli ancestrali amerindiani, in particolare il sumak kawsay (“buen vivir”) dei popoli kichwa. Per analizzare questo aspetto verranno presi in considerazione alcuni documenti istituzionali, tra cui la Costituzione e il Piano Strategico di Sviluppo del Turismo Sostenibile per l'Ecuador (PLANDETUR 2020), ed esempi di turismo naturalistico, comunitario e culturale. Verranno analizzati i conflitti generati dalla presenza umana in aree protette delicate come il Parco Yasuní che ospita un bacino petrolifero ma anche gruppi indigeni non contattati, e il Parco delle Galápagos il cui equilibrio è minacciato dall’aumento di popolazione residente e turistica; un paragrafo è dedicato alle opportunità di riscoperta degli antichi valori delle comunità indigene grazie al turismo comunitario; un paragrafo, infine, si occupa della sostenibilità urbana nella capitale Quito.
L’analisi evidenzia alcuni corto circuiti tra i principi strategici e la gestione delle criticità create dal turismo, ma si può concludere che le iniziative intraprese in Ecuador ambiscono a far guadagnare al Paese un posto importante nella politica internazionale e che vi sono tutti gli strumenti per vincere la sfida di un Paese in via di sviluppo che vuole porsi come modello politico, economico e culturale di alternativa rispetto a quello capitalistico dominante.

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5 Introduzione Vemos esta época de crisis como una oportunidad par a radicalizar los cambios que permitan transformar nuestras sociedades, actualmente basada s en la competencia y el consumo irracional e insoste nible, que pone las mercancías sobre las personas, en sociedades fundamentadas en la armonía del ser humano consigo mismo, con sus semejantes y con la naturaleza. Rafael Correa, Presidente Repubblica Ecuador* La (in)sostenibile leggerezza del turismo PerchØ il turismo sostenibile? Si tratta di una disciplina densa di contraddizioni: da un lato viene evocata come la soluzione a tutti i mali, dall’altro è accusata di essere un approc- cio troppo teorico che finora non ha portato risultati concreti. Come sostiene il geografo Gerardo Massimi, illustre professore nell’Università d’Annunzio, non esiste un turismo completamente sostenibile perchØ tutto il turismo consuma delle risorse ambientali e/o an- tropiche. «Il turismo […] ha sempre implicato la mercificazione della natura e di altri aspetti am- bientali dell’area in questione in quanto prodotti che vengono venduti al turista». Allora, […], nessun turismo può essere considerato sostenibile: «Se con questa espressione si intende un’attività che consente di lasciare alle future generazioni le stesse risorse che abbiamo eredi- tato dai nostri antenati, nessun tipo di vacanza potrebbe essere assolta». 1 * «Vediamo questa epoca di crisi come un’opportunità per radicalizzare i cambiamenti che permettano di trasformare le nostre società, attualmente basate sulla competizione e sul consumo irrazionale e insosteni- bile, che pone le merci al di sopra delle persone, in società fondate sull’armonia dell’essere umano con se stesso, con i suoi simili e con la natura.». R. CORREA (22 settembre 2009), Summit Capi di Stato e di Governo sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite, New York. Online: 17/05/2011, <http://www.un.org/webcast/pdfs/climatechangesummit/ecuador-spanish.pdf>. 1 M. AIME (2005), L’incontro mancato: Turisti, nativi, immagini, Bollati Boringhieri s.r.l., Torino, p. 22.

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Parole chiave

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