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Il terrorismo di sinistra e i servizi segreti

Con il presente lavoro ci si pone come obiettivo l’analisi dei rapporti intercorsi tra il terrorismo di sinistra e i servizi segreti, italiani e stranieri, nel periodo compreso tra la fine degli anni ’60 e i primissimi anni ’80.
Una ricerca di questo tipo nasce dall’esigenza di sondare, un po’ più in profondità rispetto a quanto fatto fino adesso, un capitolo della storia italiana al quale la pubblicistica specializzata ha dedicato scarsa attenzione, probabilmente anche a causa dell’esiguità delle fonti disponibili e alle difficoltà nel reperire tale documentazione.
I rapporti tra la destra eversiva e i servizi segreti sono stati spesso oggetto di ricerca e analisi da parte degli studiosi, non altrettanto si può dire per ciò che riguarda il rapporto tra servizi e terrorismo rosso. È indubbio che i contatti tra i due ambienti sono stati quantitativamente e qualitativamente meno intensi rispetto all’eversione di destra, però è importante cercare di capire se, e quanto, questi fatti abbiano influito nell’indirizzare il processo storico in un determinato senso.
La scarsa disponibilità di materiale relativo alle tematiche prese in considerazione, ha comportato l’obbligo di utilizzare canali informativi alternativi, rivelatisi poi molto interessanti da un punto di vista contenutistico: per esempio l’analisi della copiosa documentazione contenuta negli archivi della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi e sul terrorismo e l’esame degli atti processuali ai quali mi è stata data la possibilità di accedere.
La stesura di questo lavoro è servita per verificare l’attenzione che ancora molte persone nutrono nei confronti di tematiche che, oltre a non avere ottenuto una sistemazione definitiva, sono tutt’altro che una pagina chiusa del nostro recente passato.
Nel primo capitolo, si ripercorre in modo sommario la situazione storica che ha preceduto l’emergere del fenomeno terrorista, analizzando soprattutto l’ambiente politico e sociale italiano degli anni ’60 intesi come brodo di coltura degli avvenimenti immediatamente successivi.
Il secondo capitolo è invece dedicato alla ricostruzione storica della genesi ed evoluzione dei principali gruppi extraparlamentari legali ed illegali. In questa sezione l’attenzione sarà focalizzata sullo stretto intreccio di rapporti che si trovano alla base di questi gruppi, ma anche sulle differenti matrici ideologiche che ne hanno determinato la particolarità d’azione. Il percorso seguito, prende l’avvio dai costrutti teorici elaborati da alcuni intellettuali marxisti all’inizio degli anni ’60, per poi proseguire con l’analisi storica dei gruppi della cosiddetta “nuova sinistra” e porre infine l’accento sulle formazioni più rappresentative di questa stagione.
Segue, nel terzo capitolo, il tentativo di esaminare i più rilevanti episodi riguardanti i contatti tra terrorismo di sinistra e servizi segreti italiani ed esteri. In questa e nella successiva sezione, che costituiscono le parti centrali di tutto il lavoro, sono prese in considerazione problematiche che debbono costituire, per la loro particolare natura, l’oggetto d’approfondite ricerche e di caute riflessioni. La difficoltà nella quale ci s’imbatte quando si trattano temi di questo genere consiste, nel convalidare tesi precostituite o nell’impostare l’analisi del problema partendo da mistificazioni ideologiche che rischiano di compromettere la validità del lavoro sin dalle battute iniziali. L’augurio è di avere offerto, viceversa, garanzia d’onestà intellettuale anche qualora le tesi esposte dovessero dare adito a discussioni.
La quarta parte è dedicata completamente al caso Moro. Sono analizzati gli aspetti ancora poco chiari relativamente al rapimento, alla prigionia e all’assassinio del leader democristiano, in cui possono avere avuto un ruolo i servizi di sicurezza.
Nella sezione conclusiva, infine, è tracciato una sorta di quadro finale che si propone di riassumere in modo coerente la realtà dei fatti presi in considerazione e possa servire da stimolo, e da eventuale punto di partenza, per ulteriori approfondimenti di tali problematiche.

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9 CAPITOLO PRIMO Dal centro – sinistra al ’68 Il primo governo di centro-sinistra Dopo quasi vent‟anni di monopolio politico centrista da parte della Dc, nei primi anni ‟60, si rende concreta la possibilità dell‟ingresso socialista nella maggioranza di governo. Le circostanze che portano alla realizzazione del primo governo di centro - sinistra sono riconducibili ad importanti mutamenti avvenuti a livello sia nazionale sia internazionale. Per quanto riguarda la politica interna, è decisiva la linea politica perseguita dalla Democrazia cristiana e dal suo presidente Aldo Moro, il quale, con l‟intento di porre il suo partito come antagonista del Pci, cerca un allargamento del consenso popolare avviando una proposta d‟alleanza con i socialisti a discapito dei tradizionali partner moderati. A livello internazionale, importanti segnali distensivi provengono dalla Russia di Kruscev impegnata nel processo di “destalinizzazione” e da parte del presidente degli Stati Uniti Kennedy, il quale mostra un atteggiamento di non ostilità nei confronti di una possibile alleanza Dc – Psi. Il clima favorevole è alimentato anche dai pontificati di Giovanni XXIII e Paolo VI, i quali realizzano,

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandro Visini Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1537 click dal 21/09/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.