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Dio è morto? Analisi dei processi di secolarizzazione e desecolarizzazione nella società contemporanea

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Vespa
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Giuliana Mandich
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 37

Gli avvenimenti che si sono verificati all’inizio del nuovo millennio non possono lasciarci indifferenti riguardo al tema dell’influsso della religione nella società contemporanea. Eventi come il famigerato 11 Settembre e le conseguenti guerre succedutesi in Afghanistan e in Iraq, o il recentissimo caso dell’ Iran ci dovrebbero far riflettere sull’importanza di questo tema che da sempre ha interessato un foltissimo stuolo di studiosi tra cui sociologi, politologi, storici ed economisti.
occorre sottolineare dunque l’importanza e il ruolo fondamentale che la religione ricopre all’interno della società. Come si è visto, infatti, questo concetto sin dall’inizio risultava ben chiaro agli studiosi classici della sociologia (quando essa stessa iniziava a muovere i primi passi) e dovrebbe essere tuttora chiaro a quanti si apprestano allo studio delle scienze politiche. Le scienze politiche hanno come obbiettivo quello di analizzare i meccanismi della vita politica della società. Per raggiungere questo scopo si avvalgono delle discipline della statistica, della sociologia, della storia, del diritto e dell’economia: diversi aspetti di un vivere sociale influenzati dalla onnipresenza del fenomeno religioso. Il fenomeno religioso permane anche in quei tipi di società che gli studiosi definiscono secolarizzate, facendo sentire il peso della sua eredità culturale sui comportamenti, stili di vita e mentalità anche delle persone che meno manifestano orientamenti religiosi.
Nelle società ricche e moderne, quindi, almeno dal punto di vista culturale, “Dio non è morto”, riferendosi e riprendendo il celebre aforisma di Nietzsche.

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2 Introduzione Gli avvenimenti che si sono verificati all’inizio del nuovo millennio non possono lasciarci indifferenti riguardo al tema dell’influsso della religione nella società contemporanea. Eventi come il famigerato 11 Settembre e le conseguenti guerre succedutesi in Afghanistan e in Iraq, o il recentissimo caso dell’ Iran ci dovrebbero far riflettere sull’importanza di questo tema che da sempre ha interessato un foltissimo stuolo di studiosi tra cui sociologi, politologi, storici ed economisti. Come noto, tuttavia, la rilevanza di questo tema non riguarda solamente la sfera politica e delle relazioni internazionali. Attraverso la modernizzazione e il conseguente sviluppo della società contemporanea, con l’ampliarsi dei confini della ricerca e della conoscenza soprattutto in ambito biologico e biomedico e con l’affermarsi di sempre più incisive possibilità di intervento sull’Uomo e sulla natura, sono sorti dubbi e perplessità di carattere etico-religioso. Le risposte che la religione fornisce a quegli interrogativi fondamentali che riguardano l’essenza della vita, animano oggigiorno intensi e vivaci dibattiti come quelli, ad esempio, sulla procreazione assistita o sull’eutanasia. La bioetica trae anche dalla religione quell’eredità morale e culturale indispensabile per attuare una riflessione etica nel campo della biomedicina e della biotecnologia. Risulta abbastanza intuitivo, quindi, comprendere come un fenomeno quale la religione permei una determinata società, una cultura, una tradizione e un sistema politico in generale. Ma questa intuizione non deve scadere nella banalità e nella presunzione di spiegare tale processo con semplici tesi risolutrici del problema basate su affrettati dati empirici. La questione è molto più complessa di quanto non sembri e occorre analizzare seriamente il problema attraverso le innumerevoli sfaccettature di una società. Ecco allora l’emergere di interessanti questioni e dibattiti, la proposizione di nuove tesi, la smentita di altre, attraverso un approccio incentrato sull’analisi della totalità e complessità del problema. Per penetrare all’interno dei complessi meandri dell’argomento occorre senza dubbio partire, attraverso il primo capitolo, dai fondamentali punti di vista degli studiosi della sociologia classica e riflettere attraverso un breve excursus, su come fin dal suo emergere la sociologia abbia mostrato grande interesse nei confronti della religione. Nel secondo capitolo si analizzano le discutissime tesi sulla secolarizzazione e desecolarizzazione, animatrici di intensi dibattiti tra gli studiosi, soffermandosi così, sui dati statistici e attuando comparazioni al livello globale all’interno dello scenario mondiale. Tutto questo senza trascurare l’importanza e l’attualità del tema dei fondamentalismi (contenuto nel terzo capitolo), un tema sempre pronto a fare la sua comparsa all’interno dei rapporti internazionali e diplomatici tra gli Stati e a generare importanti questioni di carattere storico-culturale. È utile infine, analizzare la specificità del caso italiano e sull’importanza, ancora forte, della religione all’interno del nostro Paese: il quarto capitolo dimostra, infatti, come la situazione italiana sia in piena controtendenza rispetto alla Francia laica e, in generale, rispetto agli altri paesi europei in cui il processo di secolarizzazione risulta essere ormai ben avviato e sviluppato.

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