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Le risposte delle donne indiane ai movimenti riformisti: esempi tratti da alcune autobiografie

Scopo della tesi è prendere in considerazione alcune autobiografie di donne indiane vissute tra diciannovesimo e ventesimo secolo, e cercare di comprendere come esse abbiano costituito per le autrici originali modalità di presentazione di sé. In quel periodo, il ruolo della donna era soggetto a profonda ridefinizione ad opera dei movimenti riformisti indiani. Questa trattazione di autobiografie femminili si propone di dimostrare che, nonostante la loro condizione di oppressione, le donne indiane non erano affatto prive di una loro voce; sottovalutare o, peggio, negare la loro capacità di esprimersi sarebbe equivalente a un ulteriore atto di riduzione al silenzio.
Dopo aver illustrato alcuni degli aspetti più rilevanti della condizione della donna in India e i dibattiti in merito, vengono analizzate forme e contenuti di alcune autobiografie femminili dell’epoca. Per tali testi si mette in evidenza l’inadeguatezza delle definizioni tradizionali del genere autobiografico, legate a un concetto di individualismo tipico delle opere canoniche di uomini occidentali e pertanto inutilizzabili ai fini di una generalizzazione.
La tesi si conclude con alcune osservazioni sull’utilizzo dell’autobiografia nella produzione di autrici indiane negli anni successivi, fino ai giorni nostri: questa forma letteraria è stata utilizzata da un numero sempre più vasto di donne appartenenti a diverse categorie e strati sociali. Le motivazioni che hanno condotto queste donne a scrivere la loro autobiografia sono connesse ad un'esigenza di espressione di sé: si tratta indubbiamente di un bisogno universale, che tuttavia assume una valenza particolare nel caso di categorie di individui storicamente ridotti al silenzio (di cui le donne indiane costituiscono un esempio significativo).

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6 INTRODUZIONE 1 . Lo scopo di questo lavoro è prendere in considerazione alcuni testi autobiografici scritti da donne indiane, vissute tra la fine del diciannovesimo e l‟inizio del ventesimo secolo, e cercare di comprendere come essi abbiano costituito per le autrici originali forme e modalità di costruzione e presentazione di sé. In quel periodo, il ruolo della donna nella società era soggetto a ridefinizione; i contatti con i dominatori inglesi, l‟urbanizzazione e le nuove possibilità educative e lavorative esercitavano il loro impatto sulla società, e i movimenti riformisti mettevano in discussione certe asserzioni tradizionali relative alla donna, al matrimonio e alla famiglia. Le autrici delle opere prese in considerazione assistevano quindi a un periodo di cambiamenti e alla compresenza di nuovi ideali e modelli femminili presentati da riformatori, revivalisti e nazionalisti. La centralità della “questione femminile” nella ridefinizione dei concetti di “tradizione”, “modernità” e “nazione” è facilmente comprensibile. Da un lato, la famiglia è generalmente considerata il nucleo della società, e la donna è a sua volta associata all‟idea di famiglia e all‟ambito domestico: di conseguenza è comune l‟idea secondo cui ogni tentativo di riformare una società dovrebbe partire dalla ridefinizione dei modelli di donna e famiglia. D‟altra parte, le misere condizioni in cui versava la popolazione femminile indiana erano tra i principali motivi di critica da parte dei colonizzatori inglesi, che giustificavano così l‟incapacità degli indiani di autogovernarsi. Pertanto, la classe colta indiana si rese conto che l‟unico modo per acquisire rispettabilità agli occhi dell‟occidente era una nuova maniera di collocare la donna all‟interno della sfera sociale 2 . Era quindi necessario definire il nuovo comportamento della donna rispettabile (in bengalese bhadramahilā), la quale doveva essere senza dubbio libera da certe costrizioni del passato, ma allo stesso tempo sottomessa a un nuovo insieme di norme patriarcali. In ogni caso, questa trattazione di autobiografie femminili si propone di dimostrare che, anche se nel discorso pubblico le donne apparivano soprattutto “in quanto simbolo della salute morale della «tradizione» stessa, come questa veniva discussa tra ufficiali 1 Prima di iniziare l‟esposizione inserisco due notazioni. In primo luogo, segnalo che nella traslitterazione di nomi propri (di luoghi e persone) in lingue indiane moderne non ho seguito un sistema uniforme, ma generalmente ho omesso gli usuali diacritici e ho utilizzato alcune tra le trascrizioni più comuni. In secondo luogo, non sempre ho riportato le citazioni da testi stranieri in lingua originale, ma in certi casi ho ritenuto più opportuno tradurle in italiano (le traduzioni sono mie fatta eccezione per i casi in cui è indicato diversamente). 2 Banerjee, Exploring the world of domestic manuals [1996].

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Silvia Arruzzolo Contatta »

Composta da 307 pagine.

 

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