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Il danno parentale

Informazioni tesi

  Autore: Federica Amoroso
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Lucio Ricca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 159

Percorso giurisprudenziale evolutivo del danno non patrimoniale da lesione parentale dal 2003 al 2010.l 2003 è l’anno di nascita di un nuovo orientamento giurisprudenziale innovativo e sostanzialmente di rottura rispetto alla tradizione interpretativa precedente. Il gravoso tentativo, condotto nei decenni antecedenti, di organizzare un sistema che garantisse una piena tutela risarcitoria in materia di danni alla persona, e la contestuale edifica-zione della categoria del danno esistenziale, avevano portato a un fenomeno di smo-data proliferazione delle pretese risarcitorie. L’esigenza diviene quella di intervenire in maniera concreta per approdare a una compiuta sistemazione della materia. Una delle questioni fondamentali su cui la dottrina, divisa tra esistenzialisti e antiesi-stenzialisti, è stata costretta a confrontarsi riguarda la precisazione dei confini del nuovo danno non patrimoniale da lesione di interessi costituzionali.

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3 PRIMO CAPITOLO La natura e l’edificazione giurisprudenziale del danno da lesione del rapporto parentale 1. Il danno non patrimoniale nella giurisprudenza tradizionale La prospettiva di analisi di un evento lesivo scaturito dalla condotta illecita di un terzo, suscettibile in quanto tale di alterare gravemente le condizioni psicofisiche di un individuo e, nei casi più gravi, provocarne la morte non può prescindere da una rilevante constatazione di fatto. La vittima primaria sulla quale l’illecito si ripercuote con effetto immediato, non è l’unico soggetto colpito negativamente dall’evento. Inevitabilmente gravita, intorno all’individuo come singolo, un parallelo universo di relazioni affettive e interpersonali di cui il soggetto è protagonista e che si configurano come elementi di riferimento per il giurista nella compiuta ed effettiva tutela della persona. Un fatto illecito è destinato a incidere su una più o meno ampia sfera di vittime secondarie, tra cui gli stretti congiunti della vittima che in prima persona ne ha subite le conseguenze 1 . La considerazione sui pregiudizi patiti da tale categoria di soggetti non può essere ridotta soltanto alla dimensione patrimoniale del danno nella quale, com’è ovvio, i pregiudizi si configurano nella perdita del sostegno di natura 1 Favilli C., I danni da uccisione e da altre lesioni del congiunto, in I danni non patrimoniali, a cura di E. Navarretta, Giuffrè, Milano, 2004, p.301.

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