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Il Sistema delle Giurisdizioni Plurali negli Ordinamenti Giuridici Contemporanei: Analisi del Caso Siriano

Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Mura
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Alessandro Simoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

Quali sono le strategie giuridiche poste in essere dalle democrazie moderne davanti all’incontro di diversi sistemi normativi che caratterizza la realtà multiculturale contemporanea? A questi interrogativi è legato lo sviluppo del presente elaborato, che ha per argomento principale la ricerca di una soluzione giuridica che soddisfi nel rispetto delle libertà democratiche, le sfide poste dalla convivenza di diverse tradizioni culturali e religiose nello stesso spazio socio-politico. L’elaborazione di questo lavoro parte dalle riflessioni maturate durante i corsi di diritto islamico e di diritto ecclesiastico e verte principalmente sulla trattazione delle problematiche inerenti la condizione dei gruppi religiosi. La prima parte dell’elaborato è dedicata ad un ragionamento critico circa il sistema delle giurisdizioni plurali che caratterizza l’ordinamento siriano, mentre la seconda parte si concentra piuttosto sulla condizione dei gruppi religiosi in Europa. Particolare attenzione, in tema di diritti culturali, è riservata alle rivendicazioni dei gruppi religiosi musulmani e riguardo al diritto di famiglia.
La scelta della trattazione di questi particolari argomenti nasce dal mio personale interesse sulla condizione giuridica riservata ai gruppi religiosi negli ordinamenti contemporanei ed è inoltre motivata dall’analisi del singolare caso siriano, suggeritami dal mio relatore, che ho avuto modo di approfondire personalmente durante i vari mesi di ricerca a Damasco.Al fine di conciliare le differenze culturali, sui modelli giuridici di famiglia, alcuni ordinamenti, tra i quali quello siriano, prevedono che la disciplina del diritto di famiglia venga affidata all’esclusiva competenza delle comunità religiose. La maggior parte degli ordinamenti occidentali, al contrario, predilige il modello di codice di diritto di famiglia unico da applicare in maniera uguale a tutti i cittadini residenti nel territorio statale. La prima parte della disamina si concentra, appunto, sulla condizione giuridica dei gruppi religiosi che caratterizza l’ordinamento siriano e sulle ragioni storiche che hanno portato il legislatore locale a preferire la permanenza di sistemi giuridici confessionali limitatamente all’amministrazione delle norme sullo statuto personale.
In particolare, il primo capitolo analizza le origini storiche dell’autonomia in materia di diritto di famiglia di cui godono i gruppi religiosi, riconducibili allo storico patto di Dhimma. Questo accordo permetteva alle popolazioni non mussulmane residenti negli stati islamici di osservare le proprie norme religiose circa il diritto di famiglia dietro pagamento di una speciale imposta. Questa particolare condizione deriva dal carattere confessionale del diritto islamico, che si applica in linea generale solamente agli appartenenti alla umma, la comunità di fedeli mussulmana. Viene poi esaminato, il sistema di autonomie comunitarie che caratterizzava la condizione delle minoranze non mussulmane residenti nei territori dell’Impero Ottomano, comunemente conosciuto come sistema della Millet. L’analisi proposta nel secondo capitolo, riguarda esclusivamente l’ordinamento siriano. Come anticipato in questo sistema permane la coesistenza di diversi codici normativi riguardo al diritto di famiglia e dunque di diversi tipi di giurisdizioni competenti a dirimere le controversie circa le questioni di diritto di famiglia. In Siria, infatti, le Corti competenti per le questioni di Statuto Personale si dividono in Tribunali Canonici o Sharitici, Tribunali Dottrinali o mazhabi per la minoranza drusa e Tribunali Spirituali o rūhī per le minoranze cristiane ed ebraiche. Lo scopo del secondo capitolo vuole essere quello di descrivere questo sistema di autonomie giuridiche e legislative, di capirne a fondo il funzionamento e di analizzarne i punti di forza come i punti di debolezza.
La stesura di questo secondo capitolo si basa oltre che su una specifica bibliografia, spesso lacunosa, ricavata da diversi articoli su riviste specializzate in diritto comparato e sistemi giuridici islamici, su un ampio campione di interviste a operatori del diritto e rappresentati religiosi siriani che ho avuto modo di condurre durante la mia permanenza a Damasco.
Il terzo e ultimo capitolo, si pone, invece, come una riflessione conclusiva sui problemi legati ai diritti culturali e in particolare sulle problematiche che interessano i diritti dei gruppi religiosi. A conclusione dell’elaborato vengono quindi esaminate le problematiche poste in essere dal pluralismo giuridico e le soluzioni adottate dagli ordinamenti contemporanei sulla questione dei diritti culturali. Il terzo capitolo si chiude con la formulazione propositiva di una possibile soluzione giuridica al problema del riconoscimento degli inderogabili diritti culturali in Europa.

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INTRODUZIONE Quali sono le strategie giuridiche poste in essere dalle democrazie moderne davanti all’incontro di diversi sistemi normativi che caratterizza la realtà multiculturale contemporanea? È possibile sviluppare una soluzione giuridica che riesca a conciliare il principio di uguaglianza sostanziale con la promozione di un sistema di diritti differenziati per le minoranze culturali e religiose? A questi interrogativi è legato lo sviluppo del presente elaborato, che ha per argomento principale la ricerca di una soluzione giuridica che soddisfi nel rispetto delle libertà democratiche, le sfide poste dalla convivenza di diverse tradizioni culturali e religiose nello stesso spazio socio-politico. L’elaborazione di questo lavoro parte dalle riflessioni maturate durante i corsi di diritto islamico e di diritto ecclesiastico e verte principalmente sulla trattazione delle problematiche inerenti la condizione dei gruppi religiosi. La prima parte dell’elaborato è dedicata ad un ragionamento critico circa il sistema delle giurisdizioni plurali che caratterizza l’ordinamento siriano, mentre la seconda parte si concentra piuttosto sulla condizione dei gruppi religiosi in Europa. Particolare attenzione, in tema di diritti culturali, è riservata alle rivendicazioni dei gruppi religiosi musulmani e riguardo al diritto di famiglia. La scelta della trattazione di questi particolari argomenti nasce dal mio personale interesse sulla condizione giuridica riservata ai gruppi religiosi negli ordinamenti contemporanei ed è inoltre motivata dall’analisi del singolare caso siriano, suggeritami dal mio relatore, che ho avuto modo di approfondire personalmente durante i vari mesi di ricerca a Damasco. Al fine di conciliare le differenze culturali, sui modelli giuridici di famiglia, alcuni ordinamenti, tra i quali quello siriano, prevedono che la disciplina del diritto di 1

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Parole chiave

siria
multiculturalismo
diritto islamico
millet
sistemi giuridici comparati
diritto di famiglia in siria

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