Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

"Etica e promozione della salute". Empowerment di comunità; obiettivo o metodo? Aspetti etici nella partecipazione e nella responsabilizzazione delle comunità

Un’insieme di strategie e pratiche volte al migliorare le condizioni di vita e di salute di una popolazione può identificarsi in azioni di Promozione alla salute. Le motivazioni di alcune scelte razionali nel definire e perseguire le finalità di queste azioni non sono soltanto dettate da effettive prove d’evidence-base, ma anche da implicazioni socio-culturali.
Tali influenze sono connesse a risvolti multifattoriali nel quale vive, pensa ed agisce l’individuo stesso; essi possono essere definibili come aspetti morali; valori condizionati da contenuti propri di un'epoca e d’una tradizione culturale soggetta al mutar della stessa realtà.
Il promotore della salute, supportato da cognizioni acquisite, integrato nella rete sociale dei servizi, coadiuvato da gruppi multidisciplinari, agendo in nome e per conto della collettività, nell’esercizio della sua professionalità deve tener conto delle implicazioni etiche:
- Oltre alle indicazioni deontologiche della sua professione, egli tiene conto anche delle implicazioni di carattere etico?
- Il promotore della salute è un persuasore, un modello o è parte integrante della società globalizzata?
- Come propone (in termini di metodologia e dialettica), concetti o di stili di vita all’individuo ed alla sua comunità?
- Il promotore della salute, parte integrante del processo di benessere, agisce secondo un senso di coerenza con la realtà e la sua professionalità nel pieno rispetto dei principi etici della responsabilità sociale?
Ed inoltre:
- La stessa promozione di modelli di stili di vita, si ritroverà ad operare in un contesto dove, prima l’individuo e successivamente la stessa comunità acquisiranno la possibilità di far proprie conoscenze e
strategie e decidere da sé della propria salute (empowerment). In una visione etica lo stesso empowerment viene considerato sotto un duplice aspetto: Esso rappresenta un obiettivo al quale mirare per dare il giusto grado di autonomia della stessa comunità o un nuovo metodo da utilizzare affinché la
comunità stessa raggiunga una propria autonomia?
Infine: se promotore della salute è parte integrante della stessa comunità (in senso esteso) dove vive ed opera, egli, non è solo un facilitatore (o stakeholder), ma è parte integrante al pari di un’azionista in questa azienda-società, semmai può essere definito uno Shareholder ?
L’analisi che condurrò, nel mio oggetto di tesi, è essenzialmente volta ad interpretare quanto la stessa Promozione della Salute (alla luce anche di nuovi e differenti modelli teorici), possa condizionare l’individuo e la comunità nelle proprie scelte e, alla luce di risvolti etici, nell’influenzare la stessa libertà personale.
Il terreno di analisi per aprire nuove sfide future è lo stesso spazio di contrattazione tra una nuova cultura dei diritti (anche in termini di vita e/o salute), le preferenze individuali ed il beneficio e lo stato di salute in ambito comunitario. L’eticità delle scelte, in termini di Promozione della salute, sarà fondamentale
nel definire i nuovi assetti governativi e le sue future linee d’indirizzo in termini di equità sociale e eguaglianza di diritti.

Mostra/Nascondi contenuto.
Locandina teatrale della commedia di Jules Roman de “Knock ovvero il trionfo della medicina” presentata a Parigi nel 1932 E TICA E PROMOZIONE DELLA SALUTE Definizione della terminologia Distinzione tra etica e morale Hygeia (Igea) e Panacea, le due figlie di Asclepio (in latino: Esculapio, il dio-uomo della medicina), simboleggiavano nell’antica Grecia una chiara antitesi tra due archetipi che, seppur cosi affini, convivono in netta contrapposizione col benessere stesso; l’una la salute e lo stato salutare, l’altra il farmaco salutistico. La concezione ellenica, che vedeva lo stato di salute come una risultante delle condi - zioni fisiologiche e socio-economiche inserite in un contesto ambientale, non disdegnava riconoscere le virtù curative e terapeutiche della medicina scientifica. Una concezione ed un sillogismo che ritroviamo ancor oggi nella civiltà contemporanea, in cui il sapere scientifico, la medicina ed il benessere di una società si basano ancor più sulle possibilità curative che non sulle capacità preventive della malattia. Le grandi conquiste e scoperte applicate al sapere moderno, ancor più la scienza medi - ca, si trovano ad essere sia uno strumento di definizione (che riconosce eziologia ed evo - luzione), sia un mezzo di soluzione al problema stesso (1). L’esasperazione del concetto di salute d’inizio Novecento, ben si adatta alla parodia del - la realtà nella commedia teatrale di Jules Roman de: “Knock o il trionfo della medicina”, in cui “… L'essere sani è in realtà l'ignoranza d'essere malati…” (2); tale medicalizzazione del benessere indusse, nel 1948, la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a promulgare la prima definizione del concetto di salute come “uno stato di completo benes - sere fisico, mentale e sociale”, nel tentativo di frenare questa apoteosi medica. Uno stato, un approccio di pensiero che contribuisce ad attribuire maggior valore alla vita umana e pone l’uomo al centro come individuo, con la propria autonomia, disponibilità e libertà d’agire del proprio corpo, ma simmetricamente suffragato dall’aumentato prestigio delle scienze bio - mediche. Gli stessi orientamenti culturali , nel defi- nire benessere, intravvedono nel deside- rio di salute un traguardo da raggiungere, una condizione a cui aspirare, una carat- teristica che accomuna un concetto, un’i - deologia di status sociale per cui ogni de - viazione o anomalia d’un format pre-defi - nito dagli orientamenti culturali, ri-condu - ce ad una condizione patologica richie - dente misure terapeutiche (farma-cologica o interventistica in ogni condi-zione dif - forme da stereotipi, es.: meno-pausa, vec - chiaia, handicap, ecc.). Il continuo intreccio e reciproca in - fluenza di questi fattori individuali e/o culturali con l’ambiente naturale, con la Pagina 6 di 69

Tesi di Master

Autore: Lorenzo Mina Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2693 click dal 04/10/2011.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.