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Il Made in Italy: radici storiche e prospettive evolutive

In un tempo di crisi economica e finanziaria, soffermarsi su un comparto produttivo, vasto, eterogeneo ma identificabile per i suoi precipui caratteri, può essere un mero esercizio di studio oppure lo strumento per un’analisi che, pur non avendo assolutamente la pretesa di essere risolutiva, può costituire un punto di partenza per una riflessione articolata non priva di spunti prospettici.
Il Made in Italy è il tema affrontato dal presente lavoro; di esso sono presi in esame i caratteri salienti storici, culturali, antropologici che permettono di radicare il fenomeno alle sue origini al fine di poterne meglio cogliere lo sviluppo nelle sue dinamiche strutturali e produttive.
Lo studio indaga la relazione tra la civiltà millenaria che trasuda da ogni angolo del nostro paese e lo Stato italiano, talvolta inerte, altre volte presente con tardive iniziative legislative.
La nascita delle PMI colma negli anni ’70 e ’80 del secondo dopoguerra un vuoto nello sviluppo industriale dell’Italia in cui non è mai decollata pienamente e diffusamente la grande industria. L’analisi condotta consente di comprendere con pienezza di significato il ruolo svolto dalla piccola impresa nel panorama industriale, ma anche commerciale e culturale.
Successivamente vengono, pertanto, affrontati gli aspetti generali del distretto industriale che sono declinati nella loro evoluzione, tutta italiana, di sistema organizzativo volto ad esaltare le eccellenze territoriali, non solo nei termini di qualità del prodotto, ma anche e soprattutto di capacità di avvalersi di sinergie i cui tratti costituenti sono naturalmente collegati al “genius loci” che, in Italia, è stato potenziato dalle buone iniziative messe in campo soprattutto dall’imprenditoria privata.
Del distretto industriale si definiscono, perciò, le caratteristiche determinanti che hanno contribuito a far nascere un sistema locale originale per dimensione ed organizzazione. Viene sottolineato, inoltre, lo stretto nesso determinatosi tra la funzione del distretto e lo sviluppo del Made in Italy, rappresentato essenzialmente dal settore manifatturiero. Il vincolo delineatosi, costitutivo delle PMI, appare imprescindibile per qualsiasi ipotesi di ulteriore sviluppo e crescita. La centralità di tale comparto produttivo, i cui settori sono individuati con la sigla “4 A” si manifesta con piena evidenza nel valore aggiunto che esso conferisce alla produttività italiana.
Il lavoro si conclude con uno sguardo alla situazione in cui versa oggi il Made in Italy. Le imprese che in esso operano denotano caratteri che, pur essendo stati decisivi nella fase propulsiva iniziale mostrano oggi limiti e condizionamenti che in un orizzonte commerciale globalizzato ne mettono in dubbio la stessa sopravvivenza. I prodotti italiani si confrontano quotidianamente e con fatica con quelli dei paesi emergenti che occupano spazi di mercato una volta riserva, quasi esclusiva, dell’Italia e che offuscano “ab imis” la stessa immagine del manufatto nostrano.
Indagare e conoscere tali limiti strutturali, comprendere le difficoltà che discendono da un insufficiente attenzione nelle politiche nazionali ed europee verso la tutela del fenomeno in parola, possono costituire il punto di ripartenza per un sistema di produzione non secondario nella formazione del PIL del nostro paese.

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1 Premessa Affrontare il tema del Made in Italy affascina chiunque ha a cuore le sorti economiche dell‟Italia e prova sentimenti di orgoglio confortato dalla consapevolezza delle potenzialità creative e produttive del nostro paese. Pensare di poter essere esaustivi sulla molteplicità degli aspetti che caratterizzano il fenomeno è illusorio. Ė, comunque, senz‟altro possibile, analizzare alcuni aspetti evolutivi e strutturali che possono facilitare la comprensione ed aiutare ad individuare, per grandi linee, prospettive future. Made in Italy è un‟espressione dal significato apparentemente incerto, che talvolta ha dato vita a molteplici interpretazioni che possono voler dire tutto o niente. Essa può essere abusata e ricadere nel cliché, ma sicuramente racchiude in sé alcune connotazioni quali unicità, artigianalità, originalità, attenzione al dettaglio, che ben descrivono la parte più attiva, produttiva, e motivo d‟orgoglio dell‟economia del nostro Paese. Questo lavoro intende analizzare l‟argomento partendo da un momento preciso, quello della nascita del

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Marco Scannapieco Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.