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I Fondi Sovrani

I Fondi Sovrani di Investimento, o Sovereign Wealth Funds (SWFs), non sono un fenomeno nuovo come potrebbe sembrare, considerato che già nel 1953 il Kuwait ne aveva uno, il KIB. Con un patrimonio stimato di circa 4.200 miliardi di dollari (aprile 2011) i SWFs sono oramai degli attori finanziari più grandi sia di hedge funds che dei fondi di private equity, ma quello che più preoccupa è che le loro dimensioni aumentano col crescere dei prezzi delle commodity e degli squilibri commerciali. I loro orizzonti di investimento di medio – lungo periodo, l’assenza di passività ed i continui finanziamenti che ricevono dai loro Stati grazie ai grossi surplus, li proteggono dalle eventuali perdite in conto capitale che pure hanno sopportato a causa delle svalutazioni dei loro assets, soprattutto bancari. Tutti questi fattori li rendono degli straordinari strumenti anticiclici e portatori di una finanza sana priva di leverage (o almeno esiguo) che investendo in attività reali può creare tutti i presupposti per la creazione di modelli di sviluppo sostenibili. Nel terzo capitolo cercheremo di isolare i SWFs dei paesi con popolazioni di fede prevalentemente islamica per capire se e come possono o potrebbero applicare i precetti religiosi alla propria attività. Quello della finanza islamica è un fenomeno destinato a divenire presto realtà.

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8 INTRODUZIONE L‟integrazione finanziaria internazionale rappresenta l‟ultimo stadio della globalizzazione dove, tramite l‟allocazione ottimale dei capitali, è possibile raggiungere un‟efficienza paretiana e condividere così i benefici della crescita economica attraverso la creazione di valore. Questo crea un mondo “monocentrico” in cui tutto e tutti sono interconnessi e dove, perciò, i singoli Stati sono costretti a limitare la propria sovranità e lasciare la guida ad organizzazioni sovranazionali che ne rappresentano i pesi e gli interessi. In condizioni di crescita questo tipo di economia permette un benessere globale, aperto a tutte le popolazioni del mondo, ma al primo shock finanziario, per quanto piccolo o locale, gli stessi canali tanto lodati fanno da trasmettitori portando ed amplificando tale malessere, come una metastasi. È un po‟ ciò che è avvenuto nell‟ultima crisi finanziaria (2007- 2009) che dapprima sembrava riguardasse solo gli USA, ed in particolare i nuovi mutui subprime, poi si è man mano allargata sia geograficamente che settorialmente, andando ad intaccare l‟economia reale dell‟altro emisfero. In tale circostanza le stesse istituzioni internazionali che prima erano state “potestate” hanno mostrato tutti i loro limiti nel porre in atto misure efficaci di rimedio. Si è assistito dunque ad un ritorno del decentramento, in cui gli Stati, e la politica, hanno riacquistato centralità nell‟economia e nei mercati dato che le esiziali condizioni di molti istituti bancari rischiavano di distruggere l‟intera infrastruttura economica dei paesi di residenza.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Rocco Auriemma Contatta »

Composta da 320 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1760 click dal 07/10/2011.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.