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Dal brevetto comunitario al brevetto UE

Informazioni tesi

  Autore: Maria Rando
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Diritto dell'Unione Europea
Anno: 2011
Docente/Relatore: Marina Castellaneta
Istituito da: Università degli Studi di Bari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

Il presente lavoro di tesi si propone di analizzare le normative a livello europeo relative al Brevetto Europeo, il Brevetto Comunitario ed il nuovo Brevetto unico europeo. Con un'analisi in merito alle ultime novità legislative ed istituzionali, nonchè alla posizione dell'Italia.
Attraverso la modifica del sistema brevettuale a livello europeo si intende dare agli inventori la possibilità di ottenere un brevetto unico che sia giuridicamente valido nell'Unione europea considerata complessivamente.
I vantaggi che derivano dalla riforma in esame sono, innanzitutto, la riduzione sostanziale dei costi di brevetto, in particolare di quelli legati alla traduzione e al deposito; in secondo luogo vi è la protezione semplificata delle invenzioni per tutto il territorio comunitario grazie ad una procedura unica; infine si propone la costituzione di un sistema unico e centralizzato di risoluzione delle controversie.
La creazione di un sistema di brevetto comunitario resta una questione delicata che è ancora in fase di stallo dopo annose discussioni fra le istanze decisionali europee.
Attraverso il presente lavoro, si è cercato di trattare in maniera compiuta ed esaustiva l’argomento relativo al brevetto UE e le sue varie evoluzioni normative in ambito europeo.
La competitività delle imprese a livello di UE è sempre stata l’obiettivo della tutela brevettuale, soprattutto se essa sia garantita alle medesime condizioni nell’ambito del territorio comunitario, ma si perviene alla constatazione che essa sia di difficile attuazione.
Per giungere a tale conclusione si è ritenuto opportuno, procedere gradatamente alla trattazione di una serie di argomenti.
In via preliminare, per comprendere la situazione vigente all’interno dell’Unione Europea, è stato necessario partire dal dato normativo “domestico”.
Analizzando le norme relative alla proprietà intellettuale ed il brevetto dettate dal legislatore nazionale, è possibile, infatti, trarre delle nozioni giuridiche di base, necessarie per comprendere la ratio sottesa alle normative europee inerenti tale diritto di privativa, ma anche per enucleare le disposizioni riguardanti il sistema giurisdizionale a presidio dello stesso.
Attraverso la disamina di queste ultime, ci si è successivamente soffermati sulle recenti novità inerenti l’istituzione del c.d. brevetto unico europeo e la relativa creazione di un sistema giurisdizionale unificato e centralizzato, in grado di sopperire alle mancanze del c.d. smembramento del brevetto europeo nell’ordinamento di ciascuno Stato appartenente all’Unione.
Non poteva essere ignorato, e si è provveduto ad analizzare anche questo aspetto durante la stesura dell’elaborato, il fatto che tali innovazioni abbiano prodotto diverse problematiche, soprattutto a livello del regime linguistico da adottare.
Certamente si deve affermare che le disposizioni non abbiano suscitato consensi unanimi, difatti, specialmente per quanto riguarda il nostro Paese, esse non sono state salutate in modo positivo poiché ritenute lesive di alcuni principi fondamentali.
Altri aspetti problematici, ma di grande interesse, sono quelli relativi, innanzitutto, ai requisiti che i soggetti (imprese o privati) che richiedano la concessione di un brevetto, devono necessariamente possedere.
Si comprende, così, in che modo sia concepita, a livello europeo, la c.d. capacità giuridica del richiedente.
La trattazione dell’argomento si chiude, infine, con un riferimento alle c.d. dispute brevettuali, che costituiscono il vero punto dolente della tematica, e alla opportunità o meno di istituire una copertura assicurativa obbligatoria per coloro i quali si trovino coinvolti in una controversia e debbano sostenere ulteriori costi legali rispetto a quelli relativi al mantenimento del brevetto stesso.

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4 INTRODUZIONE Attraverso la modifica del sistema brevettuale a livello europeo si intende dare agli inventori la possibilità di ottenere un brevetto unico che sia giuridicamente valido nell'Unione europea considerata complessivamente. I vantaggi che derivano dalla riforma in esame sono, innanzitutto, la riduzione sostanziale dei costi di brevetto, in particolare di quelli legati alla traduzione e al deposito; in secondo luogo vi è la protezione semplificata delle invenzioni per tutto il territorio comunitario grazie ad una procedura unica; infine si propone la costituzione di un sistema unico e centralizzato di risoluzione delle controversie. La creazione di un sistema di brevetto comunitario resta una questione delicata che è ancora in fase di stallo dopo annose discussioni fra le istanze decisionali europee. Attraverso il presente lavoro, si è cercato di trattare in maniera compiuta ed esaustiva l’argomento relativo al brevetto UE e le sue varie evoluzioni normative in ambito europeo. La competitività delle imprese a livello di UE è sempre stata l’obiettivo della tutela brevettuale, soprattutto se essa sia garantita alle medesime condizioni nell’ambito del territorio comunitario, ma si perviene alla constatazione che essa sia di difficile attuazione. Per giungere a tale conclusione si è ritenuto opportuno, procedere gradatamente alla trattazione di una serie di argomenti. In via preliminare, per comprendere la situazione vigente all’interno dell’Unione Europea, è stato necessario partire dal dato normativo “domestico”. Analizzando le norme relative alla proprietà intellettuale ed il brevetto dettate dal legislatore nazionale, è possibile, infatti, trarre delle nozioni giuridiche di base, necessarie per comprendere la ratio sottesa alle normative europee inerenti tale diritto di privativa, ma anche per

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