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Il ruolo della cultura aziendale nella gestione dell'impresa alberghiera

Informazioni tesi

  Autore: Alessia Villa
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Relazioni Pubbliche
  Relatore: Claudio Baccarani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

Alle soglie del terzo millennio il turismo mondiale rappresenta un fenomeno storico - economico di rilevanza crescente. Le più recenti statistiche affermano che in Europa il turismo è il settore economico più vasto, rappresentando il 6.5% del prodotto interno lordo, con otto milioni di persone direttamente impiegate. Il World Travel & Tourism Council prevede che entro il 2005 il volume dei viaggi e del turismo in Europa sarà più che raddoppiato.
In Italia non di meno, il fatturato totale del settore turismo nel 1997 registra un attivo di 223 mila miliardi (12.5% del PIL).
Le stime dei flussi turistici, a livello mondiale e italiano, prevedono per i prossimi anni tassi di crescita dell’ordine del 4% annuo che faranno passare il movimento di turisti, secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, dai circa 600 milioni attuali ai 700 milioni del 2000, ad oltre 1 miliardo nel 2010.
Le tendenze rilevate circa le abitudini dei turisti indicano un’evoluzione verso nuove forme di turismo, con un processo decisionale sempre più selettivo ed orientato alle variabili della qualità del servizio, del rispetto e della salvaguardia dell’ambiente e, soprattutto denotano una nuova sensibilità al prezzo.
Lo sviluppo tecnologico che si è avuto nei trasporti ha avvicinato e reso accessibile qualsiasi meta. Anche l’informazione ha seguito questo trend, le comunicazioni satellitari e le “autostrade elettroniche” ne consentono una distribuzione capillare.
Lo scenario mondiale sembra, quindi, diventare sempre più turbolento e competitivo.
In Italia oggi esistono circa 33.200 strutture alberghiere, con un’offerta complessiva di 900 mila camere, una media di 27 camere e 40 posti letto per esercizio ed un fatturato annuo di 90.000 miliardi.
Il fenomeno alberghiero italiano che, giova ricordare, è costituito per il 90% da imprese medio piccole a conduzione familiare in cui la figura del manager coincide con quella dell’imprenditore, ha necessità di dotarsi degli strumenti per reggere l’impatto dei competitors e, meglio, guadagnare un vantaggio competitivo difendibile.
Questo comporta la necessità di ri-acculturarsi con modalità e strumenti adeguati. Si rende necessaria tanto una sostanziale modificazione della cultura dedicata espressa dai ruoli manageriali, quanto dalle funzioni gestionali dell’attività alberghiera italiana.
Il prodotto alberghiero è configurabile come un servizio complesso erogato all’interno di un determinato ambiente. L’intangibilità di tale prodotto, la partecipazione diretta ed attiva del cliente al processo erogativo, l’impossibilità di immagazzinare i servizi che non sono stati venduti, la non trasportabilità del prodotto, conferiscono all’impresa alberghiera una notevole rigidità della gestione, per cui il mancato sfruttamento della propria capacità produttiva comporta la perdita della produzione. Allo stesso modo, l’albergo si trova nell’impossibilità di fronteggiare una domanda in eccedenza rispetto alla propria offerta.
In un tale ambiente di riferimento le dimensioni del coordinamento aziendale, della cooperazione e comunicazione interna assumono una rilevanza particolare e richiedono lo sviluppo di una cultura diffusa e condivisa dai dipendenti.
I capitoli di questa tesi tratteranno nei particolari l’argomento. Termina l’analisi una verifica dei ruoli e delle tendenze degli enti preposti istituzionalmente alla formazione manageriale per le funzioni del comparto alberghiero.
Si conclude che gli assets non sono più solo la conoscenza delle macchine o dei flussi finanziari ma, considerando l’incremento delle tecniche nuove di mercato, saranno dati dall’insieme delle capacità cognitive rilevabili in una cultura sedimentata.
Il ruolo della cultura aziendale, nella gestione dell’impresa alberghiera, appare come l’elemento discriminante per il successo di lungo periodo, una risorsa primaria e una costante tensione all’eccellenza.

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1 INTRODUZIONE Alle soglie del terzo millennio il turismo mondiale rappresenta un fenomeno storico - economico di rilevanza crescente. Le più recenti statistiche affermano che in Europa il turismo è il settore economico più vasto, rappresentando il 6.5% del prodotto interno lordo, con otto milioni di persone direttamente impiegate. Il World Travel & Tourism Council prevede che entro il 2005 il volume dei viaggi e del turismo in Europa sarà più che raddoppiato. In Italia non di meno, il fatturato totale del settore turismo nel 1997 registra un attivo di 223 mila miliardi (12.5% del PIL). Le stime dei flussi turistici, a livello mondiale e italiano, prevedono per i prossimi anni tassi di crescita dell’ordine del 4% annuo che faranno passare il movimento di turisti, secondo l’Organizzazione Mondiale del Tursmo, dai circa 600 milioni attuali ai 700 milioni del 2000, ad oltre 1 miliardo nel 2010. Le tendenze rilevate circa le abitudini dei turisti indicano un’evoluzione verso nuove forme di turismo, con un processo decisionale sempre più selettivo ed orientato alle variabili della qualità del servizio, del rispetto e della salvaguardia dell’ambiente e, soprattutto denotano una nuova sensibilità al prezzo. Lo sviluppo tecnologico che si è avuto nei trasporti ha avvicinato e reso accessibile qualsiasi meta. Anche l’informazione ha seguito questo trend, le comunicazioni satellitari e le “autostrade elettroniche” ne consentono una distribuzione capillare. Lo scenario mondiale sembra, quindi, diventare sempre più turbolento e competitivo. In Italia oggi esistono circa 33.200 strutture alberghiere, con un’offerta complessiva di 900 mila camere, una media di 27 camere e 40 posti letto per esercizio ed un fatturato annuo di 90.000 miliardi. Il fenomeno alberghiero italiano che, giova ricordare, è costituito per il 90% da imprese medio piccole a conduzione familiare in cui la figura del manager coincide con quella dell’imprenditore, ha necessità di dotarsi degli strumenti per reggere l’impatto dei competitors e, meglio, guadagnare un vantaggio competitivo difendibile.

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