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L'esperienza vissuta e i ragazzi di strada del Camerun. Uno scambio di metodi pedagogici con gli educatori di Garoua

Dopo un primo capitolo che presenta in maniera generale il fenomeno dei ragazzi di strada nel mondo e le teorie sociologiche e pedagogiche che studiano questo fenomeno, la tesi si concentra sulla realtà sociale del Camerun e in particolare della città di Garoua. Viene in seguito analizzato un programma concreto di accoglienza ed educazione di questi ragazzi, le possibilità di intervento, il potenziale ruolo della cooperazione internazionale in questo ambito. Infine viene descritta l'esperienza di collaborazione che l'autrice ha effettuato in seno all'equipe educativa del suddetto progetto durante l'estate 2009.

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3 INTRODUZIONE La stesura di questo elaborato è nata da una proposta che mi è stata fatta dall'associazione L'Avete Fatto A Me Onlus: di partecipare ad un intervento di tre settimane di scambio-formazione, rivolto agli educatori di un progetto che si occupa di ragazzi di strada a Garoua, nel nord del Camerun. Conoscevo già un poco della realtà dei ragazzi di strada per una ricerca svolta al liceo sui ragazzi di strada sudamericani ed un viaggio nel 2005 nel nordest brasiliano, dove ho potuto incontrare un assaggio di questa realtà. Si trattava comunque di conoscenze sporadiche e poco approfondite. Dell'Africa, non sapevo quasi niente. È un continente che mi ha sempre affascinato per la sua cultura e tradizione, e diverse volte in passato avevo preso in considerazione l'idea di andare a conoscere questo mondo attraverso un'attività di volontariato. Un'idea che non si è mai realizzata, fino a che, appunto, non è arrivata la proposta di questo progetto. Ho deciso di accettare perchè mi veniva offerta la possibilità di avvicinarmi alla realtà africana all'interno di un progetto già strutturato e concreto. Un progetto, tra l'altro, che mi avrebbe permesso di incontrare persone del posto, addirittura persone che condividevano il mio stesso universo professionale. La possibilità di fare educazione in un contesto altro e a contatto con educatori locali mi è sembrata un'opportunità molto interessante per il mio percorso formativo. Inoltre da sempre, la mia prospettiva di lavoro come educatrice è all'interno del disagio sociale. Se guardo al mio futuro professionale, spero di essere impegnata in un'attività a contatto con minori, donne, adulti “in difficoltà”, piuttosto che con disabili, con bambini piccoli, con anziani, altri ambiti in cui la nostra professione è presente. I ragazzi di strada fanno parte di questa categoria, quindi ho pensato che un'esperienza con loro avrebbe potuto accrescere il mio bagaglio esperienziale anche in questo senso. Infine,si trattava di rispondere a un bisogno di formazione e di scambio culturale proveniente dagli educatori che agiscono sul posto, quindi mi è sembrata una scelta corretta non solo per me, ma anche per dare un contributo a queste persone. Ho deciso di impegnarmi nella ricerca e nella stesura di un elaborato su questo argomento perchè ho pensato che l'esperienza che mi aspettava sarebbe stata complessa e avrebbe richiesto un'accurata riflessione. Scriverne una tesi sicuramente mi avrebbe aiutato in questo lavoro di rielaborazione. La proposta del viaggio e della tesi mi è stata fatta da un appartenente all'associazione, responsabile e realizzatore del progetto, Ferruccio Cartacci. Lui e gli altri formatori che portavano avanti questa collaborazione ormai da due anni sono stati i mediatori che hanno preparato me e i miei compagni di viaggio all'incontro con la realtà africana e con gli educatori di Garoua. Molte delle riflessioni in questa tesi nascono dal loro prezioso patrimonio di esperienze e conoscenze, che hanno accettato di

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Giulia Pozzebon Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 597 click dal 20/10/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.