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Riabilitazione nutrizionale nell'anoressia nervosa

Questa tesi, dedicata ai DCA (disturbi del comportamento alimentare), ha lo scopo di evidenziare ed analizzare quali sono e come vengono diagnosticate queste patologie; soffermandosi in maniera più dettagliata sull’Anoressia Nervosa.
I disturbi del comportamento alimentare rappresentano una categoria che comprende quadri clinici apparentemente molti diversi, ma che tra di loro si sovrappongono in una sorta di esasperato continuum.
Molti pazienti presentano delle caratteristiche comuni, ad esempio le abbuffate seguite da metodi di compenso gravissimi, i quali danno l’impressione di un’unica malattia che, a seconda delle situazioni, si manifesta con sintomi diversissimi, passando così da una malattia all’altra.
Non è un caso, che molti soggetti bulimici in passato siano stati vittime di anoressia nervosa.
Forse proprio per la loro complessità eziopatologica, non esiste tutt’oggi un trattamento univoco e totalmente risolutivo dei DCA; quindi l’approccio terapeutico non può altro che essere di tipo multidisciplinare il quale deve tendere ad una riabilitazione nutrizionale ma anche psicologica, questo perche l’Anoressia nervosa così come tutte le altre patologie raggruppate nella categoria DCA (bulimia, obesità ecc), nascono come disturbi della psiche i quali affrodano in problemi organici gravi e pericolosissimi che, a loro volta, si ripercuotono ancora sulla psiche.
La prima parte della tesi (Introduzione) andrà a delineare quale sia il comune valore dell’alimentazione (culturale e psicologico) e come esso, facendo parte della nostra cultura possa essere influenzato non solo dalle comuni abitudini all’interno della nostra società, ma anche da aspetti innati della nostra personalità (i temperamenti).
Dopo di che, nel primo capitolo, mi sono soffermata sull’analisi dei DCA introducendo quali sono le caratteristiche preponderanti dei soggetti (o categorie) maggiormente colpite, verranno enunciate l’origine, le cause e i criteri diagnostici di queste patologie. Nelle successive parti, (capitolo secondo) inoltre, verranno analizzati le principali procedure terapeutiche per l’anoressia nervosa e le basi della riabilitazione nutrizionale, basata sull’alimentazione meccanica (cibo = medicina).
A fine elaborato (negli appositi appendici, A, B e C) sono stati inseriti i Gruppi alimentari (con le loro sostituzioni) e i vari menù utili per il programma di riabilitazione in clinica e supporto nutrizionale per i pazienti una volta dimessi.

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3 INTRODUZIONE: L’ALIMENTAZIONE: VALORE CULTURALE: Il cibo rappresenta nella storia della cultura uno dei momenti centrali della ritualità collettiva,(un caso esemplare si può riscontrare nella bibbia; il ruolo della mela, vista come mezzo di conoscenza tra il bene e il male). Le colazioni di lavoro, le festività religiose, i party e le svariate feste, sono momenti molto particolari che usano il cibo come mezzo di interazione affettiva e comunicativa e vanno a scavalcare le semplici attività del pasto( introduzione di grassi, proteine..). Nessuno di noi mangia solo sostanze inerti ma mangia dei simboli, delle tradizioni, delle abitudine che sono associate agli alimenti e fortemente radicate nelle relazioni sociali e collettive ma, anche inerenti alla famiglia. Il rito del pasto, di come questo viene consumato all’interno di una popolazione, va a posizione su di un livello, oserei dire, di estremo pregio la semplice, e a volte, troppo scontata valenza del cibo(visto prevalentemente come fonte di piacere). Lo stile di vita alimentare e nutritivo di un popolo deriva ed è influenzato da tutta una serie di fattori culturali che vengono appresi dall’individuo già in età infantile per essere poi trasmesse da generazione in generazione; l’immagine del bambino con calzoni corti che mangia in silenzio a testa bassa in un angolo della tavola, o in cucina con le donne e con gli altri coetanei, cibi diversi da quelli presenti sulla tavola del maschio adulto, (immagine assai usuale fino alla metà del 1900 nel nostro paese) va a sottolineare ancora una volta come ciò che si mangia e soprattutto dove si mangia, indica e classifica una determinata posizione gerarchica. Quindi le abitudini di ritualità alimentare, che stanno enormemente mutando nella generazione odierna, nascono in famiglia, in fasi molto precoci( allattamento e svezzamento), e poi, solo verso i 3-4 anni incontrano, con la scuola, nuovi modelli alimentari che a volte, cavalcandosi con le abitudini alimentari famigliari, possono segnare, soprattutto nell’adolescenza, disagi che a loro volta possono sfociare in gravi problemi di alimentazione( disturbi del comportamento alimentare); questo passaggio dall’essere bambino all’essere grande, chiamato piø comunemente adolescenza, fa si che il ragazzo abbia il desiderio di autonomia ed identità e che lo vada ad esprimere, seguendo scelte alimentari fuori casa e piø simili a quelle dei gruppi di coetanei che della famiglia, instaurando così gerarchie diverse dove l’alimento è importante non solo come nutriente, ma come mezzo d’incontro e di piacere.

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Giulia Maestri Contatta »

Composta da 32 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.