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Stato di naturalità della ittiofauna del torrente Staffora nel comune di Voghera

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Dossena
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze biologiche
  Relatore: Pietro Angelo Nardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 30

La elevata densità abitativa, di insediamenti produttivi e di infrastrutture ha determinato, e continua a determinare, una pesante erosione di territorio naturale in Lombardia. I lodevoli tentativi di contrastare il fenomeno e tutelare la biodiversità si sono concretizzati nella istituzione di aree protette a vari livelli di tutela fino a ricoprire il 25% del territorio regionale. Tuttavia è noto che un tale sistema di aree protette, soprattutto se di superficie non particolarmente estesa, proprio per la struttura a macchia di leopardo ha una efficacia modesta e rischia di soccombere alle pressioni esterne se non è integrato con elementi di raccordo o corridoi ecologici.
Uno di questi corridoi ecologici può essere identificato appunto nel T. Staffora. Tipico e principale torrente appenninico dell’Oltrepò pavese, la Staffora, dopo un percorso di circa 60 km, confluisce in riva destra del Fiume Po. Inizialmente percorre l’alta valle ampiamente boscata per avviarsi verso Varzi dove addolcisce la pendenza, riduce la velocità di corrente ed amplia la sezione dell’alveo fluendo attraverso aree dove le superfici ad assetto naturale cedono il passo a quelle coltivate e urbanizzate; nei territori comunali di Voghera riduce ulteriormente la velocità di corrente acquisendo le tipiche caratteristiche dei fiumi planiziali, e subendo in modo sempre più forte la pressione antropica.
Per valutare lo stato di conservazione di questo tratto sono stati utilizzati : l’Indice Ittico, e l’Indice di Funzionalità Fluviale.
L’I.I. (FORNERIS et al., 2006) si propone di valutare lo stato di naturalità delle ittiocenosi delle acque correnti. La procedura di analisi prevede l’assegnazione alla ittiocenosi di un punteggio derivante dal prodotto del valore intrinseco delle singole specie per il loro indice di rappresentatività.
L’I.F.F. permette di studiare il grado di funzionalità di un corso d’acqua (o parte di questo) come risultato della sinergia di una ricca serie di fattori biotici e abiotici presenti nell’ecosistema acquatico e in quello terrestre ad esso collegato.
I risultati delineano un quadro nettamente più favorevole di quello atteso.
La rigorosa applicazione del protocollo IFF ha consentito di attribuire il livello di funzionalità fluviale del tratto vogherese di torrente alla II-III classe con un giudizio complessivo intermedio tra mediocre e buono; ne deriva che non sussistono situazioni di criticità particolarmente pesanti.
Lo stato delle ittiocenosi è sorprendentemente buono, come attestano le valutazioni di naturalità effettuate con l’Indice Ittico. Rilevante risulta la presenza di ben 7 specie di interesse conservazionistico tra le 9 autoctone campionate.
Ciò aggiunge un indubbio valore e significato a questa componente faunistica nella prospettiva della istituzione del PLIS in funzione di corridoio ecologico tra il Po e l’Appennino.

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2 INTRODUZIONE La elevata densità abitativa, di insediamenti produttivi e di infrastrutture ha determinato, e continua a determinare, una pesante erosione di territorio naturale in Lombardia. I lodevoli tentativi di contrastare il fenomeno e tutelare la biodiversità si sono concretizzati nella istituzione di aree protette a vari livelli di tutela (parchi regionali, riserve naturali, monumenti naturali, siti di importanza comunitaria, zone di protezione speciale, parchi locali di interesse sovracomunale) fino a ricoprire il 25% del territorio regionale. Tuttavia è noto che un tale sistema di aree protette, soprattutto se di superficie non particolarmente estesa, proprio per la struttura a macchia di leopardo ha una efficacia modesta e rischia di soccombere alle pressioni esterne se non è integrato con elementi di raccordo o corridoi ecologici. Coerentemente con queste considerazioni la Regione Lombardia ha individuato 35 aree prioritarie per la conservazione della biodiversità nella pianura lombarda (BOGLIANI et al., 2007). Tra queste rientra il basso corso del Torrente Staffora che si configura come corridoio ecologico di raccordo tra l’area prioritaria costituita dal Fiume Po e quella rappresentata dai rilievi collinari e montuosi dell’Oltrepò pavese. Questo tratto del T. Staffora si sviluppa pressoché completamente nel territorio del Comune di Voghera che ha ritenuto di concretizzarne il ruolo di corridoio ecologico con lo status di PLIS o Parco Locale di Interesse Sovracomunale. Tali istituti di tutela sono peculiari ed esclusivi della Regione Lombardia e, a norma della Deliberazione della Giunta Regionale del 12/12707 n°8/6148, si configurano come “aree comprendenti strutture naturali ed eventualmente aree verdi urbane finalizzate a favorire la conservazione della biodiversità, la tutela delle aree a vocazione agricola di valore naturale, paesistico e storico-culturale, anche in relazione alla posizione e al potenziale sviluppo di di contesti paesisticamente impoveriti, urbanizzati o degradati”. Lo strumento attuativo del PLIS è il Programma del Piano Pluriennale degli Interventi (PPI) con il quale vengono individuate le azioni concrete da realizzare nel Parco e le necessarie risorse finanziarie. Il Comune di Voghera ha scelto di inserire nel proprio Piano di Governo del Territorio (PGT) l’istituzione di tale PLIS e ne ha quindi avviato lo studio di fattibilità finalizzato ad inquadrare le valenze ecologiche e naturalistiche del territorio e gli elementi di minaccia e criticità. Il presente lavoro si inserisce in tali indagini ecologico-naturalistiche limitatamente al comparto della fauna ittica del torrente.

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