Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'etica del giornalismo. Diritto all'informazione e responsabilità

Una riflessione sul giornalismo, sulle possibilità che ha di influenzare il nostro pensiero e comportamento e sui limiti dell'informazione.

Mostra/Nascondi contenuto.
II PREMESSA La questione dell’etica dell’informazione riveste oggi una grande attualità. I cambiamenti verificatisi nel campo delle comunicazioni sociali, grazie soprattutto all’innovazione tecnologica, aprono nuove prospettive di scambi comunicativi, ma sollevano al tempo stesso interrogativi di natura etica. All’aumento della quantità delle informazioni disponibili sembra, infatti, corrispondere una minore qualità dei contenuti trasmessi. E alla dilatazione delle possibilità per ognuno di accedere a varie fonti di informazione sembra accompagnarsi un impoverimento della comunicazione sul piano delle dinamiche relazionali. La questione etica nasce in una fase di transizione della società, in cui le grandi ideologie sembrano acquisire meno importanza come fattori di aggregazione. La necessità di definire le regole comportamentali per la convivenza in un mondo democratico e pluralistico diventa urgente se si vuole evitare che i fattori negativi dello sviluppo, fra cui si annovera il decadimento morale, prendano il sopravvento. I media sono responsabili della costruzione del senso sociale dei fenomeni collettivi. I media giornalistici non si limitano a trasmettere le informazioni sul reale, ma “ordinano” il reale, attraverso la presentazione degli eventi meritevoli di attenzione e la valutazione degli stessi.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandra Montelli Contatta »

Composta da 227 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11459 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 28 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.