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L'uso degli strumenti finanziari derivati negli Enti Locali - Il caso del Comune di Trepuzzi

La diffusione degli strumenti finanziari derivati è fenomeno recente che si inquadra, in linea generale, nell’elaborazione, da parte dei soggetti pubblici e privati operanti sul mercato dei capitali, di strategie finanziarie aventi come obiettivo quello di garantirsi da rischi finanziari connessi alla loro attività o di realizzare una gestione attiva dell’indebitamento.
Non di rado, tuttavia, si registra un utilizzo distorto dei suddetti prodotti che, esulando dalle finalità proprie per le quali sono stati ideati e dagli impieghi tradizionali, risulta orientato all’ottenimento di plusvalenze finanziarie.
In Italia il ricorso di molti Enti Locali ai prodotti di finanza, cosiddetta, innovativa ha preso avvio intorno alla metà degli anni ’90 assumendo, per certi versi, l’aspetto di una risposta conseguente ai profondi cambiamenti che hanno interessato l’assetto istituzionale del nostro Paese, anche a seguito dell’adesione all’Unione Europea ed in particolar modo alla sottoscrizione del Patto di Stabilità e Crescita.

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IV PREMESSA La scelta di studiare l’uso degli strumenti finanziari derivati da parte degli Enti Locali, come oggetto della presente tesi di laurea, è determinata dalla curiosità di analizzare i tratti distintivi di un fenomeno generato dall’interazione di due sistemi aventi regole, principi e meccanismi di funzionamento nettamente differenti ma non per questo inconciliabili: da un lato, il sistema della Pubblica Amministrazione, nella fattispecie gli Enti Locali, tradizionalmente caratterizzato da eccessiva rigidità e scarsa innovazione, dall’altro, il sistema finanziario, in cui flessibilità e innovazione costituiscono variabili fondamentali e connaturate. La diffusione degli strumenti finanziari derivati è fenomeno recente che si inquadra, in linea generale, nell’elaborazione, da parte dei soggetti pubblici e privati operanti sul mercato dei capitali, di strategie finanziarie aventi come obiettivo quello di garantirsi da rischi finanziari connessi alla loro attività o di realizzare una gestione attiva dell’indebitamento. Non di rado, tuttavia, si registra un utilizzo distorto dei suddetti prodotti che, esulando dalle finalità proprie per le quali sono stati ideati e dagli impieghi tradizionali, risulta orientato all’ottenimento di plusvalenze finanziarie. In Italia il ricorso di molti Enti Locali ai prodotti di finanza, cosiddetta, innovativa ha preso avvio intorno alla metà degli anni ’90 assumendo, per certi versi, l’aspetto di una risposta conseguente ai profondi cambiamenti che hanno interessato l’assetto istituzionale del nostro Paese, anche a seguito dell’adesione all’Unione Europea ed in particolar modo alla sottoscrizione del Patto di Stabilità e Crescita. Al progressivo riconoscimento di autonomia finanziaria agli Enti Locali da parte dell’amministrazione statale, iniziato nel 1994 con la riduzione della centralità

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Emanuele Fina Contatta »

Composta da 145 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.