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I misteri delle false memorie: come la mente crea ciò che non esiste

Nell’ambito delle false memorie, nel presente studio di tesi è stato possibile approfondire i vari tipi di confabulazione, nonché i fattori generali che le determinano.
Nello specifico, sono stati messi in luce tre fenomeni: la confabulazione nella schizofrenia, le false confessioni e la pseudologia fantastica; i quali hanno come denominatore comune il fatto di non essere correlati a danni neurologici specifici.
Relativamente alle confabulazioni nella schizofrenia, è stato riportato un esperimento che indaga da una parte l’elasticità delle illusioni, ovvero la capacità delle illusioni di incorporare nuove prove contrarie ai fatti, senza alterare l’essenziale natura dell’illusione stessa; e dall’altra i livelli e i tipi di confabulazione riscontrata.
Per quanto riguarda invece le false confessioni, è stato presentato un esperimento che si propone di dimostrare come false prove incriminanti possano portare le persone a confessare crimini che non hanno mai commesso.
Vengono discussi inoltre, sempre relativamente a tale fenomeno, i fattori sociali che intervengono nella presentazione di false confessioni incriminanti.
E infine nella parte dedicata esclusivamente alla pseudologia fantastica, sono state esposte le caratteristiche costitutive di tale fenomeno e riportato un caso clinico che consente di valutarne gli aspetti bizzarri e allo stesso tempo drammatici.
L’analisi condotta si propone, in sintesi, di spiegare un aspetto delle false memorie, ancora poco indagato, nonostante il crescente interesse riscontrato, quello delle confabulazioni.
Rimane infatti, ancora per alcuni lati oscuro il modo in cui, soprattutto nei casi di false memorie non correlate a danni neurologici, “la mente crei ciò che non esiste”.

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2 INTRODUZIONE Platone, nel Teeteto, quando deve spiegare cos‟è la memoria, cerca di definirla come qualcosa che si incide su una lastra di cera, più o meno liquida e poi aggiunge: “Se poi l‟anima non è profonda o è troppo piccola e ristretta, o ancora se è troppo liquida, le impronte si mescolano e si sovrappongono e ci vuole molto tempo a trovarle o addirittura è del tutto impossibile identificarle e si confonde un ricordo con un altro.” A riguardo delle false memorie ciò che è importante conoscere è se quello che abbiamo ricordato è fedele o no, se è possibile ricordare bene o ricordare male qualcosa che è accaduto. E‟ necessario a tal proposito riflettere sull‟evidenza che ricordare non è tirare fuori una fotografia, ma è un processo ricostruttivo; proprio a questo proposito lo scienziato Frederic Barlett dice che ricordare è una “ricostruzione immaginativa”, cioè un processo ricostruttivo in cui c‟entra l‟immaginazione, mentre lo scienziato Urlic Neisser associa la ricostruzione della memoria ad un processo simile alla costruzione di un dinosauro. In realtà spesso noi abbiamo una serie di dettagli che non c‟erano nel nostro cervello, ma, attraverso determinati elementi che ricordiamo, ri-immaginiamo tutto quello che c‟è intorno; ed è qui che la memoria comincia ad entrare in crisi, perché nel tentare di mettere insieme i vari pezzi sparsi nel cervello possiamo creare l‟immagine del dinosauro; poi magari come afferma lo stesso Neisser: “magari il dinosauro non era proprio così come l‟abbiamo fatto, perché nessuno l‟ha mai visto!”. A tal riguardo, Daniel L. Schacter, uno dei più grandi investigatori della memoria, nel suo libro I sette peccati della memoria: come la mente dimentica e ricorda, descrive i sette modi principali in cui la memoria fallisce e ci può tradire, che sono: la labilità: la debolezza della memoria che impedisce di ricordare ciò che è stato fatto a distanza di tempo; la distrazione: mancanza dell‟attenzione indispensabile per creare il ricordo; il blocco: l‟incapacità di recuperare un‟informazione che non abbiamo dimenticato e che poi ricordiamo quando non serve più; l‟errata attribuzione: il riferire le informazioni di un ricordo a una fonte o ad un contesto sbagliato; la suggestionabilità, che consente

Diploma di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Tamara Peroni Contatta »

Composta da 35 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.