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Donazione e trapianto d'organi e tessuti: competenze infermieristiche nella morte cerebrale

Informazioni tesi

  Autore: Antonino Montemurro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Edoardo Scalici
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

La donazione e il trapianto d’organi e tessuti, così come oggi le conosciamo, sono attività sanitarie di recente introduzione che continuano costantemente ad evolversi. Il donatore, è colui che mette a disposizione in vita o dopo la morte, i propri organi e tessuti, al fine di trapianto terapeutico, il beneficiario di tale azione è il ricevente, un soggetto che a causa di svariate patologie o eventi traumatici, necessita del trapianto per ripristinare la precedente qualità di vita, o spesso per continuare a vivere. La tipologia di trapianto a oggi più utilizzata è l’allotrapianto; il donatore appartiene alla stessa specie del ricevente, contrariamente allo xenotrapianto in cui donatore e ricevente sono di specie diversa.
Il percorso che conduce alla donazione e al successivo trapianto d’organi e tessuti, comporta per il personale sanitario un intenso lavoro, che è comune nel post trapianto, mentre si diversifica in base alla tipologia di donazione. Questo lavoro si pone l’obiettivo di illustrare il processo che porta alla donazione di organi e tessuti da soggetto in morte cerebrale, e in particolare, il ruolo ivi svolto dalla figura infermieristica.
La prima parte è dedicata interamente alla spiegazione delle forme di donazione esistenti e agli aspetti giuridici che regolamentano tale ambito. Sono riportati inoltre, piccoli riferimenti circa l’utilità della donazione di ogni singolo organo o tessuto trattato. Si passa successivamente alla spiegazione fisiologica della morte cerebrale, fulcro della donazione di organi e tessuti da cadavere, la maggiore fonte a oggi disponibile. Imprescindibile fare riferimento alle norme vigenti riguardanti la determinazione e l’accertamento della morte cerebrale e inoltre la differenza tra quest’ultima e le varie situazioni encefaliche spesso con questa confuse; il coma e lo stato vegetativo. È dunque trattato dettagliatamente il ruolo svolto dal personale infermieristico nell’accertamento della morte cerebrale, e l’importanza di questo nell’identificazione precoce di tale condizione, essenziale affinché sia instaurato nel più breve tempo possibile un livello di assistenza adatto. Sono poi illustrati gli interventi assistenziali di cui necessita un potenziale donatore, un soggetto quindi il cui encefalo non svolge più le necessarie azioni atte al mantenimento dell’omeostasi e dunque il lavoro svolto dal personale medico e infermieristico sul paziente, al fine di garantirne un’adeguata perfusione degli organi e dei tessuti sino al momento dell’eventuale donazione. Particolare attenzione è posta riguardo agli impegni infermieristici e quindi i vari livelli d’intervento necessari in tale situazione. Vengono quindi riassunti i parametri che il potenziale donatore deve soddisfare affinché sia idoneo a donare organi e tessuti, con le relative valutazioni.
Successivamente è illustrato il ruolo dell’infermiere nella cura degli aspetti comunicativi e relazionali con i familiari del paziente ricoverato in rianimazione. Ne vengono precisate le aree d’intervento, e l’influenza positiva che può vestire in tale ambito, considerate le caratteristiche di chiusura dei reparti di cure intensive e la gravità della situazione clinica che caratterizza i degenti di tali reparti. Si cerca dunque di spiegare quali sono le competenze che l’infermiere deve possedere per fronteggiare al meglio questa situazione, scindendola nelle varie fasi che compongono l’intero percorso, sino all’eventuale richiesta del consenso alla donazione, e sottolineando l’importanza della gestione ottimale della relazione d’aiuto che spesso viene a determinarsi in questi momenti.
Si termina il lavoro parlando del sistema organizzativo nazionale dei trapianti e della figura dell’infermiere di Coordinamento Locale dei trapianti in Italia, soffermando l’attenzione sui suoi compiti e sulla sua importanza al fine del buon funzionamento dell’apparato organizzativo.

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3 Capitolo 1. FORME DI DONAZIONE La donazione e il successivo trapianto terapeutico di organi e tessuti, tra individui della stessa specie (allotrapianto), è attualmente la pratica più sviluppata considerati gli scarsi risultati ottenuti tra soggetti di specie differenti (xenotrapianto). Ad oggi è dunque la maggiore risorsa disponibile, e rappresenta l'unica possibilità di cura per un vasto gruppo di malattie, in cui la terapia sostitutiva non è sempre possibile. Essa può provenire da due tipi fondamentali di donatori: donatore vivente e donatore cadavere. 1.1. Cenni storici Testimonianze di come l’uomo ha sempre sognato di poter utilizzare il trapianto, per migliorare la propria qualità/quantità di vita, ci giungono dai tempi più remoti con la mitologia. Nel III secolo d.C. tuttavia, viene convenzionalmente fissata l’epoca in cui nacque il “trapianto”, con Cosma e Damiano, due fratelli romani che avrebbero sostituito la gamba del loro sacrestano andata in cancrena, con quella di un moro etiope morto poco prima. I primi resoconti di carattere scientifico invece, risalgono al XV secolo e si riferiscono al solo trapianto di tessuti, in particolare pelle e osso, ma fu grazie ad Alexis Carrel, che nel 1902 mise a punto la tecnica della rivascolarizzazione con anastomosi vascolare, che si raggiunse una tappa fondamentale nello sviluppo della tecnica del trapianto d’organo. Il primo trapianto eseguito con successo nella storia della medicina fu effettuato nel 1905, da Eduard Zirm, un oftalmologo austriaco che con un trapianto di cornea ridiede la vista a un manovale accecatosi con della calce. Ancora oggi ci si basa sulla tecnica da lui sperimentata per trattare le lesioni della cornea. Dopo numerosi esperimenti coronati da altrettanti insuccessi, s’iniziarono ad avanzare le prime teorie sull’incompatibilità, ma si dovettero aspettare gli anni ’50 prima di acquisire adeguate conoscenze sul sistema immunitario e sulla reazione di rigetto. Nel 1954 Joseph Murray alla luce del

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Parole chiave

infermiere
morte cerebrale
donazione e trapianto
donazione organi e tessuti
infermiere di coordinamento locale
potenziale donatore

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