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La P.E.C. nella disciplina del decreto "Anti crisi", problemi di interoperabilità nel contesto nazionale ed europeo e di attuazione pratica.

Informazioni tesi

  Autore: Sara Buccafusca
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Gianmarco Gometz
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 33

Questo lavoro analizza una delle tante novità introdotte dal legislatore italiano in materia di dematerializzazione dei documenti e digitalizzazione della P.A.:La posta elettronica certificata. Partendo dalle debolezze intrinseche all'e-mail tradizionale e ai motivi che hanno spinto ad introdurre la PEC nel nostro ordinamento con il d.p.r. n.68 del 2005, si arriva al Decreto "anti crisi" del 2008 che impone l'utilizzo obbligatorio di questo strumento a Pubbliche Amministrazioni, Aziende e Liberi professionisti.

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1 Capitolo I :La posta elettronica certificata e il superamento dei limiti della posta elettronica tradizionale. 1.1 Le debolezze intrinseche della posta elettronica semplice. L’e-mail o posta elettronica, è attualmente, l’applicazione internet piø conosciuta ed utilizzata al mondo. La sua nascita si deve all’ingegnere statunitense Ray Tomlinson che, nel 1971, mise a punto il programma che consentiva di scambiare messaggi di posta elettronica tra tutti coloro che erano collegati ad ARPANET. Questa “rete dell'agenzia dei progetti di ricerca avanzata”, fu ideata e realizzata dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti per risolvere le problematiche legate alla sicurezza nella rete di comunicazioni militari durante la guerra fredda. ARPANET inizialmente si sviluppò in ambito universitario e governativo, ma dal 1974, con l'avvento dello standard di trasmissione TCP/IP, il progetto della rete iniziò ad essere denominato Internet. Fu negli anni Ottanta che, grazie l'avvento dei personal computer, nacque l'idea di renderne pubblico l'esercizio, i membri della comunità scientifica iniziarono così a scambiarsi informazioni e dati, ma anche messaggi estemporanei. Da allora la posta elettronica si è diffusa enormemente grazie alle sue caratteristiche di semplicità, immediatezza ed efficacia, diventando l’equivalente, in formato digitale, della posta cartacea; con la differenza che il tempo impiegato per l’invio del messaggio da mittente a destinatario è generalmente di pochi secondi/minuti. Per questo motivo è frequentemente utilizzata nelle comunicazioni interpersonali e d’ufficio, non solo per scambiare messaggi, anche per trasmettere file e documenti digitali di qualunque genere. Caratteristica di tale strumento è che le informazioni scambiate, talvolta anche a carattere formale riguardano prevalentemente utenti tra loro noti; si riscontra una tendenziale diffidenza ad utilizzare la posta elettronica tra soggetti tra loro non noti, soprattutto quando la comunicazione deve assumere valore legale. Tale comportamento degli utenti è giustificato da alcune debolezze intrinseche allo strumento stesso. Innanzi tutto la consegna al destinatario dei messaggi inviati non è garantita perchØ nel caso un server SMTP non riesca a consegnare un messaggio che ha ricevuto, tenta normalmente di inviare una notifica al mittente per avvisarlo della mancata consegna, ma anche questa notifica è a sua volta un messaggio di e-mail (generato automaticamente dal server), e quindi la sua consegna non è garantita. Inoltre utenti con maggiore esperienza possono facilmente falsificare l’identità del mittente, l’orario di invio, la notifica di ricezione e altre componenti del messaggio; infine, alla posta elettronica tradizionale mancano la standardizzazione delle ricevute e dei comportamenti dei provider, sia nei casi di attribuzione delle caselle sia nel trattamento delle mail in caso di anomalia. Appare chiaro che l’e-mail tradizionale nonostante sia ad oggi il mezzo di comunicazione piø utilizzato sul world wide web non fornisce nØ garanzie certe di effettivo invio e consegna di un messaggio, nØ certezza sulla sua paternità, nØ regole standardizzate che consentano di tracciare il percorso del messaggio durante la fase di trasmissione. 1.2 Dalla posta elettronica tradizionale alla PEC (un’ invenzione esclusivamente italiana). Dagli anni ottanta ad oggi la posta elettronica si è enormemente diffusa, non solo è divenuta strumento quotidiano di comunicazione nei rapporti tra privati, ma anche in quelli intercorrenti tra le pubbliche amministrazioni ha avuto un sempre piø ampio utilizzo, (basti pensare che i messaggi elettronici scambiati fra amministrazioni e fra queste e l’esterno nel 2003 sono stati oltre 31 milioni, rispetto ai 14,6 milioni del 2002). Per agevolare una maggiore diffusione di questo moderno strumento nel paese e allo stesso tempo superare le debolezze della e-mail tradizionale, il legislatore italiano con il d.p.r. 11 febbraio 2005 n° 68, ha introdotto la posta elettronica certificata. La PEC è un sistema di posta elettronica in grado di poter essere utilizzata in qualsiasi contesto nel quale sia necessario avere prova opponibile dell’invio e della consegna di un documento elettronico.

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Parole chiave

interoperabilità
pec
decreto anti-crisi
legge n. 2 del 2009
certificati s/mime
cec-pac
d.l. n.185/2008

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