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Tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Turchia come presupposti per l'ingresso nella UE. Il caso della minoranza curda.

Un'analisi socio-politica del Paese Turchia, dalla nascita della Repubblica all'attuale governo dell'AKP di Erdogan, focalizzando l'attenzione sulla tutela dei diritti umani e sul rispetto delle libertà fondamentali. Si analizza il grande processo riformistico messo in atto nel Paese per cercare di uniformarsi ai parametri europei, in vista della possibile annessione di Ankara all'Unione Europea, con particolare attenzione ai progressi registrati in materia di tutela delle minoranze etnico-religiose, diritti umani e libertà di espressione, associazione e stampa. La parte finale è dedicata allo studio specifico dell'annosa questione curda, cercando di capire come il governo attuale sta cercando di affrontare il problema del separatismo curdo, ancora drammaticamente attuale nel Paese anatolico.

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3 Introduzione “Il Paese più occidentale dell’oriente e il più orientale dell’occidente” Con queste parole il poeta inglese Lord Byron definiva la Turchia, una frase che penso possa incarnare esattamente quella che è la natura e l‟identità di quel pezzo di mondo. Non mi ero mai interessato alla storia e alla cultura del Paese anatolico, le mie poche conoscenze in materia erano da riferirsi all‟ambito sportivo, specie calcistico, dove le squadre turche sono abbastanza conosciute e competono da anni ad alti livelli nelle coppe europee. Negli ultimi anni ero a conoscenza della concreta possibilità per Ankara di poter fare il suo ingresso nella Unione Europea, anche se non immaginavo che i contatti e le trattative per concretizzare l‟adesione andassero avanti da così tanto tempo e con tali difficoltà e lentezza. L‟idea di scrivere una tesi di laurea sulla Turchia e sul suo processo di adesione all‟Europa unita, è nata dalla lettura, quasi fortuita, di un articolo di cronaca riferito al Paese anatolico. A Kahta, una cittadina di 68 mila abitanti nella remota provincia di Adiyaman, è stata uccisa una ragazza di 16 anni, Medine, con l‟assurda colpa di frequentare un ragazzo, cosa categoricamente vietata in questa zona della Turchia 1 . Il fatto di cronaca è avvenuto nel dicembre del 2009 e Katha, come ho poi avuto modo di approfondire nei miei studi, è situata nella zona sud-orientale del Paese, quella abitata prevalentemente dalla minoranza curda ed anche quella più arretrata e sottosviluppata, dove la mentalità islamica conservatrice è fortemente radicata nel vivere quotidiano e un delitto assurdo come quello di Medine acquista gli agghiaccianti connotati della normalità. La giovane adolescente è stata sepolta viva in una fossa larga un metro e profonda un metro e mezzo, ricavata nel pollaio sito nel cortile della povera casetta familiare. Aveva le mani legate e le braccia alzate, c‟era terra nella trachea e nei polmoni, prova concreta che la giovane respirava ancora quando il suo assassino la ricopriva di terra in quella buca. La cosa più toccante in questo delitto, già alquanto efferato di suo, è che a seppellire viva Medine sono stati il nonno e il padre, che hanno poi confessato di essere stati costretti a farlo perché la giovane frequentava un ragazzo di nascosto, senza il consenso familiare e in giro erano stati visti assieme. 1 I. Vitelli, Medine, 16 anni, sepolta viva, Vanity Fair, n.20, 26 maggio 2010.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Marco Marongiu Contatta »

Composta da 176 pagine.

 

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